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Cristo Re
Motivo della condanna: si proclama Re
Lo interrogarono: "Sei tu il re dei Giudei?". Rispose il Cristo: "Si, l'ho detto e lo ripeto: io sono Re".
La Chiesa oggi, ha cambiato il colore liturgico; È terminato ormai il colore verde, che ci ha accompagnato per tutta la lunga serie delle domeniche estive. In questa domenica il celebrante indossa i paramenti di colore bianco; è la grande Festa di Cristo Re.
Leggendo la Bibbia si rimane sconcertati , perchè il linguaggio di Dio è completamente differente dal nostro. Per noi il concetto di Re è sinonimo d superiorità, predominio, potenza.
Il simbolo della regalità è qualcuno che domina, che comanda, che è superiore agli altri, ai sudditi.
Ora sentire parlare Cristo che dice, io sono Re, fa una certa impressione e ne fece tanta al suo tempo, fu motivo di scandalo, tanto è vero che lo denunciarono, lo portarono in tribunale, perchè aveva osato dire che Lui era il vero Re, invece di Cesare.
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Non vi lasciate ingannare
Siamo alla penultima domenica dellanno liturgico.
Domenica prossima, la chiusura con la Festa di Cristo Re e poi la Chiesa nella sua liturgia, inizierà il nuovo cammino con la preparazione al Natale.
Hora ruit dicevano gli antichi, ed anche questo anno solare se ne sta andando, irripetibile per la nostra vite terrena!
La Parola di Dio di questa domenica inizia con un brano del profeta Malachia.
E lultimo della serie di dodici profeti minori; di lui non sappiamo nulla. Profetizza la fine dei tempi, quando verrà il Signore a far trionfare la sua giustizia sugli empi e la sua misericordia sui giusti.
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La risurrezione dei morti è opera di Dio
La più grande fatica del Cristo, durante la sua evangelizzazione, è stata quella di sopportare i Sadducei che cercano ogni pretesto per mettere in difficoltà il Messia e trovare possibili capi di accusa.
Si presentano infatti alcuni Sadducei, che notoriamente non credono che esista la risurrezione.
Presumibilmente furono sobillati dagli stessi che avevano precedentemente inviato Farisei ed Erodiani a porre la questione del tributo a Cesare.
Hanno sempre un atteggiamento cortese e danno la sensazione al popolo che segue Gesù, di chiedere spiegazioni, aiuto a comprendere la verità.
Un giorno anche per il Cristo prevalse limpulso umano e li apostrofò Sepolcri imbiancati, razza di vipere....
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Oggi la salvezza è entrata in questa casa
Quanto salutare la Parola di Dio, per eliminare dal nostro animo la tiepidezza della nostra flebile fede.
Potersi alimentare tramite quello che la Liturgia domenicale ci propone, è di enorme vantaggio per il nostro spirito.
Già nella prima lettura vi viene proposta una stupenda pagina del libro della Sapienza; scritto in greco da un autore sconosciuto, ma assai esperto della lingua.
Come è consolante questo Dio che tutti accoglie, abbraccia, e perdona e quanto è attuale per me sua creatura!
Ed ecco il salmo responsoriale, la preghiera salmodiata che nellantichità esprimeva i sentimenti di gratitudine a quel Dio che ha cura e premura per le sue creature: ...Buono è il Signore verso tutti, la sua tenerezza si espande su tutte le creature
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Dio non fa preferenze di persone
Siamo in chiusura del mese di Ottobre, con la XXX^ domenica del tempo ordinario. Il calendario liturgico è ormai quasi in fase conclusiva.
Sicut concitati equi, fugit irreparabile tempus ossia il tempo corre veloce come i cavalli da corsa!
Questa constatazione che per noi è sempre amara, quanto ci dovrebbe servire per impostare questo breve tempo terreno, prevalentemente al bene della nostra anima.
E quanto ci è salutare lascolto della Parola di Dio.
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Il valore della preghiera
Il metodo didattico usato dal Cristo per ammaestrare la folla che lo seguiva costantemente nel suo peregrinare da un villaggio allaltro, è stato quello delluso di parabole: fatti, racconti immaginari, ma reali, per trasmettere poi alla gente che ascoltava, i grandi principi del suo insegnamento.
In questo domenica XXIX^, propone la parabola del giudice ingiusto e della vedova importuna, per evidenziare la grande realtà della necessità non solo di pregare, ma di farlo insistentemente.
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Un solo straniero tornò indietro a ringraziare
Il Messia, fin dallinizio della sua vita pubblica, ha cura e premura per i diseredati, i bisognosi.
Compie prodigi, miracoli, come prova inconfutabile della Sua divinità.
In quel tempo la malattia incurabile era la lebbra, considerata come una impurità legale.
Mosè (Lev.13,45-46) aveva stabilito:
il lebbroso colpito dalla lebbra porterà vesti strappate e il capo coperto, si coprirà la barba e andrà gridando: Immondo! Immondo! Sarà immondo finchè avrà la piaga; e immondo, se ne starà solo, abiterà fuori dallaccampamento....
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Signore, aumenta la nostra fede
Ogni domenica la Chiesa ci propone dei brani della Parola di Dio, fonte inesauribile di insegnamento e linfa vitale per la nostra anima.
Il linguaggio di Gesù non è sempre facilmente percepibile, perché non basato sullassenso della nostra ragione, né condiviso da fatti concreti, tangibili.
Quando parla di infinito, regno dei cieli, vita eterna, queste verità possono e devono essere accettate con la fede, il grande dono che il Signore ci ha fatto.
E la Liturgia odierna ci presenta un piccolo brano di Abacuc (625 - 598 a.c.).
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Il ricco epulone ed il povero Lazzaro
Siamo alla chiusura del mese di Settembre e la liturgia di questa XXVI^ domenica del tempo ordinario, ci invita a riflettere sulla famosa parabola del ricco epulone e del povero Lazzaro, con il grande insegnamento di Gesù per noi.
Questa parabola è riportata dal solo Luca, lEvangelista della Misericordia; ma la Divina Misericordia non è mai separata dalla divina giustizia.
E lunica parabola in cui ad un personaggio viene dato un nome: Lazzaro.
Laltro personaggio è il famoso ricco epulone che vestiva di porpora e bisso; erano i tessuti più ricchi: la prima era usata dal re e dai principi per il mantello esterno, il secondo era un lino bianco egiziano finissimo, usato per la tunica.
Il portone del palazzo dava sulla strada; un androne conduceva al cortile interno sul quale si aprivano le danze.
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"Non potete servire a Dio e al denaro"
Nella storia dellumanità, lattaccamento al denaro è stato sempre causa di aridità del cuore, di ingiustizie, soprattutto a danno dei più poveri.
La liturgia di questa domenica ci presenta un piccolissimo brano preso dal libro del profeta Amos.
Era un mandriano, praticava innesti e coltivava i sicomori. Allimprovviso il Signore lo chiama e comincia a profetare alla sua gente che per lattaccamento al denaro non pensa alle sofferenze degli altri e commette ingiustizie, a danno dei più poveri.
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Padre misericordioso che attende
La figura di Gesù attrae tutti, perfino gli esattori di imposte, detti pubblicani.
Avevano una pessima fama, sia per il loro ingrato ufficio, sia per il modo vessatorio con cui lo compivano, sia perché ricordavano il dominio straniero.
Tutti costoro, mentre erano messi al bando dalla opinione pubblica giudaica, si avvicinavano a Gesù perché attratti dalla sua misericordiosa accoglienza ed erano volenterosamente mossi ad ascoltarlo.
Ci sono, immancabilmente, anche i farisei, la classe dirigente, superba e implacabilmente avversa a Gesù; costoro addirittura non si riconoscono peccatori e brontolavano perché il Maestro accoglie i peccatori e addirittura si siede alla loro stessa mensa e mangia con essi.




