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Dio non fa preferenze di persone

Siamo in chiusura del mese di Ottobre, con la XXX^ domenica del tempo ordinario. Il calendario liturgico è ormai quasi in fase conclusiva.


“Sicut concitati equi, fugit irreparabile tempus” ossia il tempo corre veloce come i cavalli da corsa!


Questa constatazione che per  noi è sempre amara, quanto ci dovrebbe servire per impostare questo breve tempo terreno, prevalentemente al bene della nostra anima.
E quanto ci è salutare l’ascolto della  Parola di Dio.

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Nella seconda lettura di questa domenica, Paolo scrive al fido amico Timoteo; sente che orami si avvicina il momento del martirio e prova grande amarezza perché viene ignorato da tutti.
Dice Paolo a Timoteo:
“Quando verrai, portami il mantello, che ho lasciato a Troade in casa di Carpo, come pure i libri, specialmente le pergamene. Alessandro, il fabbro, mi ha fatto molto male; il Signore gli renderà secondo le sue opere…Nella mia prima difesa nessuno mi ha assistito; che ciò non venga loro imputato a colpa! Mi ha però assistito il Signore e mi ha dato forza….”.


Quanto è bella questa testimonianza di Paolo nella completa fiducia in Dio: da Lui soltanto attende la ricompensa.
Se ci confrontiamo con l’apostolo delle genti, c’è da impallidire!
Per la nostra natura umana è implicito attendersi sempre premure, riconoscimenti, gratitudine... E quanto rimaniamo delusi di fronte all’amara realtà.
E nel brano di Luca (18,9-14) ancora una stupenda parabola del Cristo, per un mirabile insegnamento per noi.
“Due uomini salirono al tempio a pregare. Entrarono nell’atrio interno detto degli israeliti, adiacente al cortile dei sacerdoti, nel quale era l’altare degli olocausti”.

Gesù contrappone a un giudeo di alto prestigio politico un individuo pubblicamente disprezzato; il primo era il santo ufficiale ed il secondo il peccatore ufficiale, ma le realtà interiori risultarono ben diverse agli occhi di Dio.
Dice il fariseo: ”O Dio ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo..”
Dice il pubblicano: “O Dio abbi pietà di me peccatore!”.
Confrontiamoci con il fariseo ed il pubblicano.
A parole professiamo la nostra umiltà, ma in pratica rivendichiamo i nostri diritti o presunti tali  e facciamo leva sul nostro orgoglio.
La umiltà è la virtù più impegnativa, ma non sempre è “pane per i nostri denti”, perchè è per eccellenza la virtù dei forti.

Signore mio, dammi la forza di accettare serenamente le croci che la vita mi riserva.
Che io sappia frenare il mio desiderio intimo di eccellere, di essere tra i primi, di avere qualche riconoscimento; dammi la convinzione che se vado dietro a queste aspirazioni terrene, avrò soltanto delusioni senza nessuna caparra per la vita eterna!

VIDEO CORRELATO

COME E' BELLO SIGNORE

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Don Lucio Luzzi


AS VIAS DO ESPIRITO

FESTA DA EXALTAÇÃO DA CRUZ

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FESTA DA EXALTAÇÃO DA CRUZ
DIA 14 SETEMBRO 2014
UMA REFLEXÃO


A liturgia  desse domingo da FESTA DA EXALTAÇÃO DA CRUZ nos convida a contemplar a Cruz de Jesus. Ela é a expressão suprema do amor de um Deus que veio ao nosso encontro e que aceitou em partilhar nossa humanidade, que quis fazer-se servo dos homens, que se deixou matar para que o egoismo e o pecado fossem vencidos.

Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

Jesus Christ's features

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From a letter of
Publius Lentulus
to Tiberius (31 d.C.)


Letter  from  Publius Lentulus, governor of Judah, to  the Emperor about  Jesus Christ’s features.  Lentulus was a contemporary with Christ. This document is of great historical value and it is very truthful.

 

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PREGHIERA COSTANTE

  • Il ricordo costante della presenza divina e l'invocazione del santo nome di Dio, inpronunciabile per causa del potere terribile a Lui attribuito, rimonta dalla antica lezione bibblica: nell'antico  Testamento, davanti i principali momenti della storia della salvezza, il popolo ebreo sempre prega. Fra quelli di personalitá marcante di distacca Mosè, l'espressione piú chiara di chi, dopo la sua elezione come guida del suo popolo, fece della sua vita una continua preghiera. La veritá piena fa sempre suscitare formule nuove a rispetto del mistero insondabile di Cristo Jesus, che possono esprimersi in distinte forme de preghiera, come, suppliche, intercessioni, azioni di grazia e lovori.