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Dice Gesù: "Chi si umilia sarà esaltato..."

E’ la terza volta che Luca menziona l’ospitalità accettata da Gesù per il pasto, in casa di farisei, pur essendo notoria l’inimicizia che essi avevano per Lui.


Erano atti di carità e di misericordia verso essi, atti che miravano alla loro conversione. Essi invece erano sempre pronti per cercare di prenderlo in fallo, soprattutto per ciò che concerneva le tiranniche prescrizioni legali.


Gesù osserva l’ambiziosa gara dei commensali per prendere i primi posti e approfitta per imprimere profondamente una fondamentale lezione morale.

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Con finezza psicologica, Gesù si riferì ad un altro ipotetico banchetto: “... quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto.. va a metterti all’ultimo posto…”.
Il primo posto al convito, è figura di qualunque preminenza umana al banchetto della vita sociale.
Nella parabola c’è l’insegnamento, come invito all’umiltà nelle relazioni umane; umiltà che consente, senza ingiustizie e contrasti, di essere  conosciuti e amati.
Si dovrebbe rifuggire dal vano plauso umano, per ricevere onore e premio da parte di Dio; ossia si deve prendere l’ultimo posto nel convito terreno, per avere il primo posto nel convito celeste.
Poi  Gesù si rivolge a colui che lo aveva invitato: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anche essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi, e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti...”.
Termina il pranzo e sia gli invitati che il padrone di casa, restano attoniti e ammutoliti.
Alcuni speravano di prenderlo in fallo e invece al termine della lezione devono dire: ”…questo discorso è troppo impegnativo per metterlo in pratica”.
E’ il nostro atteggiamento comune.
Se la parola di Dio ci propone la grande virtù della umiltà (la vera virtù dei forti), siamo concordi e disponibili in teoria, ma esercitarla in pratica, quanto è duro.

Se hai un carattere autoritario, impulsivo, l’umiltà è assurda!

Se anche nel tuo cuore attecchisce la radice dell’orgoglio, esercitare la virtù della umiltà è degradante, umiliante per te.

Se provi anche qualche volta a metterla in pratica, il mondo ti considera un debole, un buono a niente…

Allora che fare?
Ecco il bivio:
se aspiro anche inconsciamente all’onore, la gratitudine, il riconoscimento delle mie doti, la virtù della umiltà viene gradualmente soffocata.
Cosa devo fare Signore?
So che tu non sei mai stato accomodante.
E allora? Vorrei almeno iniziare con l’esercizio della umiltà mentale.
Se mi fanno elogi, invece di compiacermi pensando e ripensando a quelle belle parole che mi sono state rivolte, vorrei bloccare questo compiacimento dicendo a Te Signore: sono un servo inutile – sono un povero peccatore...
Se altri hanno riconoscimenti che non meritano, aiutami o Signore, a non fare mille ragionamenti, anche logici, e riuscire a sovvertire tutto al negativo.


Veramente, o Signore, la mia debolezza la manifesto quando non ho la capacità di esercitare la grande virtù della umiltà.

VIDEO CORRELATO

TI SEGUIRO' NELLA VIA DEL DOLORE

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Don Lucio Luzzi


AS VIAS DO ESPIRITO

TERCEIRO DOMINGO DA QUARESMA


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TERCEIRO DOMINGO DA QUARESMA

23 MARÇO 2014
REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO

 
Jesus que pede à Samaritana: " Dá-me de beber (Jo 4.7) " exprime a paixão de Deus por todos os homens e quer suscitar no nosso coração o desejo do dom da àgua que jorrra para a vida eterna: é o dom do Espirito Santo, que faz dos cristãos verdadeiros adoradores capazes de rezar ao Pai em espirito e verdade. Só essa àgua que nos foi doada pelo Filho, irriga os desertos da alma inquieta e insatisfeita enquanto não repousar em Deus.
Deus está apaixonado pelo ser humano e tem sede do pobre amor do nosso coração. Ele tem sede de que nós tenhamos sede de seu Espirito Santo, da sua vida,da sua graça, da sua gloria e tem àgua abondante mas quer que nós a bebamos.
Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

RABBUNI’

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RABBUNI’
Mary Magdalene, turned towards Him  and, speaking in Hebrew, said to Him “Rabbuni” which means Teacher (Gv 20,16). It is important to underline that the woman, until now, had spoken with the unknown grave guardian, turning Him her shoulders. She was not interested in Him, she was attracted by that grave, deprived by her beloved Teacher’s corpse. Called by her name, she suddenly changed her look and she was immediately face to face with the man she was  so heartbrokenly looking for : He was really Jesus.


LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

LECTURA DEL SANTO EVANGELIO SEGÚN SAN LUCAS 11, 1- 13

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LECTURA DEL SANTO EVANGELIO SEGÚN SAN LUCAS 11, 1- 13
“Una vez que estaba Jesús orando en cierto lugar, cuando terminó, uno de los discípulos le dijo:
-- Señor, enséñanos a orar, como Juan enseñó a sus discípulos.
Él les dijo:
-- Cuando oréis, decid: Padre, santificado sea tu nombre, venga tu reino, danos cada día nuestro pan del mañana, perdónanos nuestros pecados, porque también nosotros perdonamos a todo el que no debe algo, y no nos dejes caer en la tentación…
Pedid y se os dará, buscad y hallaréis, llamad y se os abrirá; por que quien pide, recibe; quien busca, halla; y al que llama, se le abre”.

 

WEGE DES GEISTES

Quanto le vie del Signore sovrastano le nostre vie

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XXV domenica del
Tempo Ordinario


Anno A

Quanto le vie del Signore
sovrastano le nostre vie


PENSIERO DELLA DOMENICA
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Dicevano gli antichi “Hora ruit” ossia “Il tempo corre veloce”; e siamo già arrivati con la XXV Domenica del Tempo Ordinario all’ultimo periodo dell’anno liturgico. Quando noi ci mettiamo a contatto con Dio ci creiamo di Lui come un’immagine umana, adatta alla nostra fantasia e sempre con parametri umani. E’ un rischio concreto e istintivo che noi quasi istintivamente corriamo. Isaia, oltre 800 anni prima della venuta di Cristo, metteva in guardia tutto il popolo ebreo dal ridurre il Signore alla dimensione umana. Dio parla al suo popolo e dice: “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, la mie vie non sono le vostre vie”.




 

Preghiere

La Madre di Dio

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La Madre di Dio

Non treccia d'oro, non d'occhi vaghezza,
non costume real, non leggiadria,
non giovinetta età, non melodia,
non angelico aspetto, né bellezza
poté tirar dalla sovrana altezza
il Re del Cielo in questa- vita ria,
ad incarnare in Te, dolce Maria,
Madre di grazia e specchio d'allegrezza: