
Le piaghe del Risorto
Nel primo giorno della settimana il Risorto marca presenza nella comunitá impaurita e convinta ad abbandonare la paura, aprire le porte e andare in missione. Le porte chiuse non impediscono che il Signore entri, cosi come lo fa nelle comunitá che si riuniscano nella certezza della sua presenza di Risorto. Mostrando le mani ferite desidera a loro la pace, saluto ripetuto tre volte. La pace é molto di piú che la mancanza di conflitti. La pace é la vita in armonia con se stessi e con il prossimo, avendo condizioni necessarie per vivere con dignitá.
Questa é la prima missione che i discepoli ricevono dal Signore:
costruire una comunitá dove le persone si rispettino e vivano
armoniosamente, impegnandosi a vivere una vita degna di figli di Dio.
Gesú, dopo aver desiderato la pace a loro, mostra loro le mani e i
piedi e Tommaso desidera mettere le mani nelle ferite per credere
veramente. La scena é molto significativa e Tommaso professa una grande
testimonianza di fede:Mio Signore e mio Dio.
Non é un Cristo fantasioso o
inventato ma quello stesso Gesú crocifisso e morto per noi. Questo
mostra che aveva condiviso quanto all'incarnazione di Gesú nella fragilitá umana. La incredulità di Tommaso lasci pure la curiositá e difficoltá nell'
interpretare questo fatto anche fra di noi. Cosa significa per noi la
resurezione di Gesú ? Esiste il rischio di transformare la fede nella
resurezione in una semplice dottrina, quando dovrebbe essere una
esperienza vissuta.
Se continuiamo chiusi dentro le nostre chiese é
segnale che la fede nel Risorto necessita di essere riavvivata. Una fede
solida e convNtta ci leva a appontare le ferite di tanti nostri
fratelli e sorelle sofferenti. Non dobbiamo chiudersi in noi stessi, ma
andare all'incontro del nostro prossimo necessitato di aiuto spiritual,
morale e temporali, solo cosí saremo veri testimoni del Risorto........
DOTT. ALBERTO ROSSINI ( BRASIL)