Non vi è disgrazia, non vi sono catastrofi, non vi sono dolori, per quanto inauditi siano, che, quando si soffrono per amor di Dio, non si trasformino in corona di gloria e di speranza.
A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?
Ateo non è solo il marxismo, ateo pratico è anche il capitalismo. Questo divinizzare il denaro, questo idolatrare il potere, questo porre falsi idoli da sostituire al vero Dio. Viviamo tristemente in una società atea.
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
Se andrai in Brasile, ed io te lo auguro di tutto cuore, farai una esperienza dolcissima al contatto con la gente, ma soprattutto con i bambini e ragazzi.
Quando giro tra le casette baracche attraverso stradine polverose o fangose incontro la festa, la gioia.
Gesù ai discepoli: "Non vi lascerò orfani: verrò da voi"
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Chiesa dopo lAscensione di Cristo al cielo non è lasciata sola, ma inizia il suo cammino; lo Spirito di Cristo la sostiene, la protegge e la consola, con la Parola di Dio e lEucarestia.Prosegue il continuo e paziente lavoro di Gesù Risorto per confermare i suoi discepoli: Se mi amate osserverete i miei comandamenti; ed io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Gesù ha finora raccomandato di credere in lui. Ma ladesione a Lui non può essere un fatto solo intellettuale; essa deve attuarsi nella sincerità dellamore, della carità! Questa adesione pertanto non deve ridursi a illusoria sentimentalità, ma esprimere sincera unione dellanima, deve cioè essere provata dalladempimento dei comandamenti. Questo concetto fu continuamente ribadito dal Signore.
Un anno fa ho avuto un impulso nuovo nella mia vita di sacerdote. La chiamerei quasi una... chiamata. La morte in un incidente stradale di tre ragazzi insieme mi ha posto la domanda: e tu che fai? Vuoi fermare, per quello che puoi, la morte? Vuoi mobilitare i giovani a non morire dentro e fisicamente e a scegliere la vita? Mi sembrarono le domande nuove di un'ordinazione sacerdotale in tarda età.
San Giuseppe continua sua missione nella Chiesa per mezzo della sua poderosa intercessione in cielo. Con la sua grande dignitá e ammirabili esempi di virtú continua vivo e attuante. La gloria estraordinaria che gode nel cielo é proporsionale ai suoi meriti e generosa gratitudine del Suo Figlio Gesú che, secondo l'intensitá del grande amore del Santo, Gli dá una misura piena e superiore nel Suo Renho.
NOTES PER UN TACCUINO RISERVATO LA VERA RICERCA DEL SACRO
Dicono che oggi, questa ricerca, sia più evidente che in altre epoche, da parte dell' individuo come delle masse. Segno che ci si sente ancora cristiani. Chi legge così la situazione religiosa attuale è affetto da miopia inguaribile, o non si è ancora liberato del tutto dalla dicotomia tra sacro e profano, di matrice pagana, tutt'al più ebraica; non evangelica.
Nella liturgia della chiesa primitiva penetrarono, oltre la parola "amém" di lingua ebraica, e che significa "cosí sia" altre parole aramaiche , come esempio, hosanna e alleluia come essendo espressioni di lovore a Dio e anche la parola MARANATHÁ che significa " Vieni, Signore " É chiara l'attitudine dei cristiani che aspettano la venuta finale di Gesú, chiamata Parusia. É questa attitudine di spettativa, ou meglio, di speranza, che carateriza il cristiano che vive realmente la sua fede. É proprio questo cristiano che cammina per un giorno finale, un domani di felicitá, quando si incontrará com Cristo, nostra allegria e nostro premio eterno.
É per questo che i santi non temono la morte e sono capaci di chiamarla "sorella morte" come disse S.Francesco di Assisi.La
certeza di questo giorno di allegria ci leva a trovare soavi i problemi
della vita di oggi. " Stimo che le sofferenze del tempo presente non
possono essere paragonate alla gloria futura che si revelará in noi (Rm
8.18 ) e ci dá coraggio per lottare contro le tentazioni che vogliono
allontanarci dal vero cammino.Ma é anche certo che i pericoli e le
tentazioni di infedilitá non mancano nella nostra vita. Questo ha
levato S.Pietro a avvertirci con parole forte: " Siate sobri e
vigilanti, perché il vostro avversário che é il demonio, vi sta attorno
come un leone che rugge, procurando divorarvi. Resistete forti nella
fede.( 1 Pd 5.8)
É per questa vigilânzia che il il Divino Mestre
ci accautela frequentemente nel Vangelo, perché il giudice che verrá
glorioso nell'ultimo giorno dará il premio ai giusti, ma dará anche il
giusto castigo a chi avrá fatto del male. Ci compara, allora, Gesú ai
servi che nelle lunghe ore della notte rimasero aspettando il loro
signore, che andó a una festa de nozze, e devono in casa aprirgli la
porta quando arriverebbe. Felice di loro se il signore li incontrerá
vigilanti ! State preparati, concluse Gesú, perché nell'ora che meno
pensate, il Figlio dell'Uomo verrá (Lc 12.48 ) "Cosí corrre la
nostra vita, fra il timore e la speranza, peró non dobbiamo vivere di
paura per il giorno del giudizio, dobbiamo essere cautelosi, sapendo che
Dio ci leva a serio e di tutto ci chiederá conta un giorno e la sua
misericordia é infinita.
Vale qui, bene intesa, la normativa del
Libro Sacro :" Il timore di Dio é il principio della sapienza (Pr 1.7)
!" é um temore saggio che fa pensare nell'assurdo che farebbe fare del
male alla presenza di Dio che é la propria santitá, che fa pensare
all'ingratitudine che sarebbe offendere a un Padre di infinita bontá. É
per questo che, nella misura che l'amore verso Dio va crescendo nel
cuore, le tenzioni vanno diminuendo. Succede quello che Santo Giovanni
scrisse nella sua prima carta: " Nell'amore non ci é il timore, poi
l'amore perfetto butta fuori il timore 1 (Jo 4.18 ) "Che valore avrebbe la vita se vivessimo solo nella paura ? Che
religione mediocre sarebbe questa ! Dio non vuole essere servito cosí !
É necessario riconoscere questa veritá fondamentale: Dio é amore e chi
rimane nell'amore rimane in Dio e Dio in lui. Solo l'amore costruisce un mondo piú giusto, allegre e felice.
Dentro ogni anima c'è una spinta verso l'alto, con la quale cerchiamo di vincere la forza di gravità che ci tiene legati a terra. Icaro tentò di staccarsi da terra con le sue ali di cera ed è rimasto il simbolo forte di chi tenta di salire in alto (che poi, in latino, significa profondo!) fino ad arrivare al sole, a Lui, a Dio. La sfida di toccare il cielo, anzi di andare oltre, almeno tre metri sopra il cielo. Una espressione fortunata tra i giovani per esprimere quanto trascina oltre l'esperienza della giovinezza e soprattutto dell'amore.
Caro Dio,sono due mesi che non ti scrivo.
In questo periodo mi è successo tutto e niente. Dico tutto perché sono stata soggetto (forse meglio dire oggetto) di un avvenimento amoroso molto variopinto. Niente, perché è scomparso tutto e non mi è rimasto niente se non un grande senso di vuoto che mi porto dentro.
Non permettere che il lamento
prevalga sullo stupore!
Santa Maria, Vergine del Mattino, donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell'aurora, le speranze del giorno nuovo. Ispiraci parole di coraggio. Non farci tremare la voce quando, a dispetto di tante cattiverie e di tanti peccati che invechciano il mondo, osiamo annunciare che verranno tempi migliori.
BEATO IL GREMBO CHE TI HA PORTATO E IL SENO CHE TI HA ALLATTATO.
" Vangelo: Luca,11.27 "
Una riflessione
In quel tempo, mentre Gesú parlava, una donna della folla alzó la voce e Gli disse:" Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato" Gesú gli rispose: " Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano "
Com queste parole Gesú non respinge la lode appassionata che quella donna semplice dedicava a sua madre, bensí la accetta e va oltre, spiegando che Maria Santissima é benedetta, sopratutto, per il fatto di essere stata buona e fedele nel compiere la parola di Dio. A volte noi cristiani ci crediamo nella predestinazione cosí come credono altre religioni. No ! Noi cristiani crediamo che Dio ha in serbo per noi una meta di felicitá.
Una riflessione Una delle piú dolci veritá della nostra fede é il mistero dell'assunzione di Maria Santissima in corpo e anima al cielo. La "piena di grazia" che mai ha peccato non poteva stare soggetta alla corruzione della carne. É una grande veritá di fede che la Madonna stia unita alla Santissima Trinitá. Lei contempla, nella luce della gloria divina, tutti e ognuno dei suoi figli nelle ore delle allegrie e delle sofferenze,in tutti i nostri passi. Sorge cosí in noi di forma spontanea e naturale il desiderio di procurare l'intimitá con la Madre di Dio, che é pure nostra madre, di convivere con Lei come si convive con persone a noi care, visto che sopra di essa non ha trionfato la morte, ma sta in corpo e anima insieme a Dio Padre, con il suo figlio Gesú e lo Spirito Santo e intercede sempre per noi senza stancarsi. I
Più volte, mi sono pemesso d'introdurre il lettore nel mio mondo riservato, presentandoglielo come dominato dallimmagine di Maria, fin dagli anni della fanciullezza. Ora, oso aggiungere qualcos' altro, pur sapendo di rischiare qualche ripetizione, perchè convinto che un certo modo di ripetere equivale a ribadire ciò che riteniamo di particolare importanza. Affondando, dunque, nei ricordi personali più lontani, trovo che il mio primo puntare gli occhi e la mente infantili su di una immagine della Madonna, ebbe per oggetto un quadro riproducente la figura di lei, con accanto Giuseppe, suo sposo e, in mezzo a loro due, Gesù, ragazzetto ormai di una decina danni.
DOMINGO DE PASCOA 20 ABRIL 2014 UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO.
A RESSUREIÇÃO DE CRISTO NOS PÕE EM MOVIMENTO Tudo é silêncio, escuridão, tristeza e saudade. De repente tudo muda: acontece um susto, a pedra foi retirada do sepulcro e então começa o movimento" ......Maria sai correndo para anunciar" Tiraram a pedra do sepulcro!" Pedro sai correndo para ver, o discipulo amado também, mas Pedro é mais rapido. A Pascoa deve ser uma corrida para o destino, uma corrida para alcançar as coisas lá do alto, para alcançar o prémio eterno. Não podemos permitir que seja uma corrida sem rumo, sem destino, sem razão, um correr por correr.