All'ombra l'un dell'altro
Questa è la storia di due alberi, compagni, per destino, in un piccolo bosco ai margini di un villaggio.
I due alberi vicini erano una giovane quercia e un vecchio pioppo tremulo; i due alberi si facevano ombra lun laltro, le loro radici e i loro rami si sfioravano, quasi ad intrecciarsi, ma laffetto del vecchio pioppo non si specchiava in quello della giovane quercia.
Un giorno, però, quando un forte vento scuoteva le cime e i rami del bosco, un tagliaboschi di passaggio, armato di scure e desideroso di far carico di legna si aggirava fra gli inermi alberi. Persino il più vecchio fra loro, scampato al filo di mille scuri, tremava al suono dei suoi passi.
Eccolo fermarsi sotto la quercia.
Luomo, con le mani strette alla scure, scrutò laltezza del maestoso albero, sogghignando al disegno di abbatterlo e preparandosi a sferrare i colpi secchi sulla grigia corteccia.
La quercia taceva, avrebbe voluto scappare ed ora tutto il suo vigore non sarebbe servito se non a rendere ancora più pago il taglialegna al suo proposito.
Ma il buon vecchio pioppo non voleva che quel giovane tronco ribelle cadesse sulla fresca terra, non lo avrebbe accettato e cedendo alle furie dei venti, si lasciò spezzare un ramo per colpire luomo.
Fu così che un ramo rovinò sul rude taglialegna, facendolo cadere bruscamente a terra.
Luomo, quasi svenuto, portava le mani al capo dolorante, la quercia era attonita, terrorizzata e confusa da quanto stesse succedendo e indignata in cuor suo verso il pioppo, colpevole con quel gesto, secondo lei, di aver alimentato la turpe volontà del taglialegna.
Questultimo però, destandosi furioso, volse gli occhi allanziano tronco esclamando: vecchio pioppo nodoso, tu mi hai colpito e su di te muoverò la mia scure.
E mentre il ferro apriva il ventre legnoso del saggio pioppo, la giovane quercia superba piangeva per la prima volta, scoprendo il valore immenso dellamore e del sacrificio.
TOMMASO PALERMO
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