Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Viaggio dello spirito
La vita è un viaggio
dello spirito attraverso
la materia
Inno al viaggio e inno alla vita: al divenire che ci spinge ogni giorno ad essere uguali e diversi da noi stessi e dagli altri. Nasce da un mio bisogno di trovarmi, di perdermi, di trovarmi ancora, di sentire che i miei personali percorsi sono appartenuti, appartengono e apparterranno ad altri viaggiatori. Nellunicità del vivere e dell interpretare la strada cè una forza comune che muove ogni uomo e ogni donna verso qualcosa di indefinito, di sperato, di desiderato, di ignoto, di misterioso. Questa forza non conosce epoche storiche, non è contenuta da confini geografici è tipica dellumanità tutta e nobilita chi fortemente la sente.
Lucia visse con lo sguardo e il cuore incessantemente rivolti allo sposo Crocifisso. Stupenda e fraterna la sua relazione con i Passionisti del ritiro del Cerro nel comune di Tuscania.
Quando essi vi giunsero, non trovarono nulla in casa.
A San Paolo della Croce, che, dopo aver condotto il gruppetto di Religiosi si accingeva a ripartire per prepararsi alla imminente Missione di Viterbo, il superiore rivolse il lamento che li lasciava soli, in tanto disagio.
La liturgia inizia un lungo periodo di domeniche ordinarie che si protrarranno fino al 21 Novembre - Festa di Cristo Re - e chiusura dell'anno liturgico. Nella prima parte della Messa, Liturgia della Parola, ci proporrà sempre dei brani della vita di Gesù, con l'evangelista Luca. Ci serviranno non solo per conoscere meglio Cristo, ma per incitarci a mettere in pratica il suo insegnamento.Gesù viene invitato alla mensa di un fariseo, a desinare con lui, insieme ad altri.
San Giuseppe continua sua missione nella Chiesa per mezzo della sua poderosa intercessione in cielo. Con la sua grande dignitá e ammirabili esempi di virtú continua vivo e attuante. La gloria estraordinaria che gode nel cielo é proporsionale ai suoi meriti e generosa gratitudine del Suo Figlio Gesú che, secondo l'intensitá del grande amore del Santo, Gli dá una misura piena e superiore nel Suo Renho.
Anche se con poca età è stata strumento dello Spirito Santo profetizzando la vita e la libertà del suo popolo. La santità é una grazia che lo Spirito Santo vuole dare a tutti, frattanto é Lui che cammina nel tempo manifestando al mondo questo dono dato a chi lotta giorno per giorno. Santa Rosa di Viterbo ancora giovanissima di età cominciò a esternare attitudini carismatiche di straordinario coraggio e amore al Signore. Venne al mondo in Viterbo nell'anno 1233 da una povera e umile famiglia veramente cristiana : quando aveva appena tre anni di età la sua storia ci racconta che per la sua preghiera Gesú ebbe una "zia".
Si, un vero connubio indissolubíle: l'aver radicato, innestatu 0 meglio aver ricevuto il dona di innestarsí nella vita, dello stessa Autore della vita, non può che farti innamorare della stessa vita.
LA VITA MIA PADRONA
Seppellite in me, sensazloni, emozioni nate appena godute, scomparse, registrate .sul nastro dalla vita. Quante volte vorrei risentirle e il registratore non parla! I comandi per riascoltarmi non sono miei.
XXIII Domenica del Tempo Ordinario 08 Settembre 2013 Vangelo - Un pensiero
Vangelo - Un pensiero AVERE CORAGGIO DI RINUNCIARE
Il Vangelo di Luca ci dice " Se alcuno di voi viene a me e non odia la sua moglie, i suoi figli, i suoi fratelli , le sue sorelle e anche la sua propria vita, non puó essere mio discipolo ( Lc 14.26 ) Sará che Gesú Cristo chiede a noi una cosa tanto desumana, come odiare la propria famiglia ? Si deve intender "odiare" come amare meno. Odiare é qui um semitismo. Il Vangelo é sommamente esigênte, poi siamo chiamati a rinunciare a tutto che ci possa allontanare da Cristo. Per il Nostro Signore dobbiamo essere disposti a portare la nostra croce, sulla via del Calvario, come fece Simone Cirineo " Colui che non porta la sua croce e non viene dietro di me, non puó essere mio discepolo."
Non esiste cristianesimo senza la croce e senza renuncia. Non una
rinuncia fredda come era quella della filosofica degli estoici, non una
rinuncia piena di amareza come quelli che non hanno speranza, ma una
renuncia assunta com amore per un fine piú alto al quale si rinuncia.
Nessuno piú alto di Cristo, nessuno merita amore maggiore che Lui e
seguendo-Lo abbiamo la certeza di stare nel cammino della felicitá,
davanti la quale tutto il resto perde valore. San Paolo dice: " I
soffrimenti del tempo presente non hanno comparazione com la gloria che
ci é riservata. (Rm 8.18) "
L'interessante del cristianesimo é
che, essendo tanto esigênte e radicale, non é oppressore, poi ci porta a
un senso di libertá e di allegria e che i cristiani sono illuminati
dalla luce della speranza, una luce che viene dal futuro e che lascia
bem chiaro il presente. Gesú ha promesso il centuplo nell'altra vita
per quelli che avessero lasciato generosamente tutti i beni della terra:
é quello che sperimentarono gli apostoli e tutti coloro che seguirono
di forma radicale la chiamata del Vangelo e cosí promette la dolce
presenza della Provvidenzia Divina per tutti coloro che hanno saputo
usare pienamente i beni terreni, anche senza una rinuncia radicale come
succede nella vita consacrata. Sommando le varie lezioni del Vangelo
apprenderemo che l'importante é accumulare tesori per il celo, per la
vita eterna, dove la ruggine non rovina e neppure i ladri rubano.
In
questo mondo di tanto consumo é necessario pregare questa rinuncia. Non
possiamo farci dominare dal denaro, dal potere, dalla tentazione del
bene-stare a qualsiasi prezzo, come sembra che sia l'ideale di molta
gente. Di avere in noi permanentemente la capacitá di rinuncia al
superfluo, collocando la sobrietá come norma cristiana del nostro
procedere e poter aiutare i nostri fratelli che tanto necessitano di
caritá. L'ideale del Vangelo é un mondo senza garanzia. Fra le piú
amabili pagine del Vangelo di San Matteo ci é quella in cui Gesú ci
invita a guardare gli uccelli del cielo, che non seminano e neppure
raccolgono e che frattanto il Padre non lascia mancare a loro
l'alimento: ci manda a guardare i fiori del campo rivestiti di una
bellezza straordinaria che neppure Salomone aveva nello splendore del
suo palazzo. É una lezione permanente per noi, con la finalitá di
cambiare l'ambizione dei beni terreni per la sobrietá di figli di Dio.
Sobrietá premiata per la fiducia e per l'allegria.....
Dentro ogni anima c'è una spinta verso l'alto, con la quale cerchiamo di vincere la forza di gravità che ci tiene legati a terra. Icaro tentò di staccarsi da terra con le sue ali di cera ed è rimasto il simbolo forte di chi tenta di salire in alto (che poi, in latino, significa profondo!) fino ad arrivare al sole, a Lui, a Dio. La sfida di toccare il cielo, anzi di andare oltre, almeno tre metri sopra il cielo. Una espressione fortunata tra i giovani per esprimere quanto trascina oltre l'esperienza della giovinezza e soprattutto dell'amore.
Questa storia di Natale, vecchia di duemila anni fa, eppure sempre nuova! Sono tanti i fatti pietosi che avvengono ogni giorno e provocano tristezza e dolore, ma poi il tempo fa dimenticare tutto. La storia di un Bambino che duemila anni fa nasce in una grotta al freddo e al gelo, se ancora oggi viene rievocata e fa tanta tenerezza, deve pur avere un motivo particolare. Nei popoli antichi tutti aspettavano il Salvatore che risolvesse i loro problemi. Il profeta Isaia, settecento anni prima di della venuta del Messia, diceva alla sua gente Guardate che verrà una luce che illuminerà il mondo....
Nella prima domenica della Quaresima il Vangelo ci narra le tentazioni di Gesú. Si, anche Gesú é stato tentato nella sua vita come qualunque essere umano,peró, pieno dello Spirito e fortificato dalla parola, ha saputo affrontarle e non é stato mai suggestionato dal maligno. I quaranta giorni nel deserto ricordono i quaranta anni del popolo ebreo, camminando ugualmente nel deserto, ricerca della terra promessa. In questa situazione il popolo di Dio ha inventato disanimi e tentazioni di tornar indietro , ma,animato da Mosé , ha conseguito di arrivare all'obiettivo: terra e libertá. Il Vangelo presenta tre tentazioni ricevute da Gesú. Le tre inglobano e riesumano tutte le altre, poi, come dice il Vangelo, Gesú non fu tentato solo nel deserto.
Ancora un'annotazione, prima di chiudere questo capitolo. Quale senso hanno, oggi, tre fra gli attributi più cari alla devozione mariana: vergine, pura, casta? Si tratta di puri sinonimi, o si riferiscono a virtù più spiccatamente presenti nella figura della madre di Cristo? La domanda non merita di essere considerata pleonastica: le ambiguità della terminologia religiosa hanno la loro radice nell'effettiva difficoltà di distinguere correttamente concetti e parole, quando si riferiscono all'area delle realtà spirituali. Inoltre, su questo argomento specifico, non ci si cautela mai a sufficienza, allo scopo di non ferire la suscettibilità del credente, mentre gli si vuole offrire un contributo di luce che dilati il suo orizzonte interiore.
"Il Signore ha fatto cose grandiose in me " Luca 1.49
Dopo il Concilio Vaticano Secondo cominciamo a cogliere i frutti dell'equilibrio e della forza dello Spirito, presente nella storia del popolo di Dio e della umanitá in tutto il suo contesto. Una delle espressioni di questo sembra essere la riscoperta della modernitá e attualitá di Maria. Movimenti sociali, politici e religiosi guardano verso Maria con rinnovato interesse alla luce delle nuove realitá della nostra storia. I movimenti femministi vedono in Maria una donna forte, sicura e capace, una giovane che riflette prima di prendere decisioni, capace de assumere per conto proprio il destino della vita senza necessitare di consigli o approvazioni di nessuno, neppure del proprio marito.
Nel corso dei secoli la Chiesa ha riflettuto sulla cooperazione di Maria all'opera della salvezza, approfondendo l'analisi della sua associazione al sacrificio redentore di Cristo. Giá Santo Agostino aveva attribuito alla Vergine Maria la qualifica di "cooperatrice" della redenzione, un titolo che sottolinea l'azione congiunta e subordinata di Maria a Cristo Redentore. In questo senso si é sviluppata la riflessione, sopratutto a partire dal secolo XV.
QUINTO DOMINGO DA QUARESMA 06 ABRIL 2014 REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO
Já estamos no quinto domingo da quaresma e temos que ter consciência que Deus criou o homem para a ressureição e para a vida e esta verdade doa a dimensão autêntica e definitiva à história dos homens, à sua existência pessoal e ao seu viver social. Não podemos pensar que a Igreja é uma oligarquia, ou seja, de gente selecionada, chique e inteligênte. Na casa de Deus cabemos todos, do mais humilde ao mais graduado.