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SAN GIUSEPPE: MODELLO  DI  VIRTÚ

Un pensiero

San Giuseppe continua sua missione nella Chiesa per mezzo della sua poderosa intercessione in cielo. Con la sua grande dignitá e ammirabili esempi di virtú continua vivo e attuante. La gloria estraordinaria che gode nel cielo é proporsionale ai suoi meriti e generosa gratitudine del Suo Figlio Gesú che, secondo l'intensitá del grande amore del Santo, Gli dá una misura piena e superiore nel Suo Renho.
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Il glorioso patriarca é conosciuto come il santo della vita occulta e interiore perché non realizando agli occhi del mondo niente di straordinario, passando senza essere percepito, dove fu veramente grande, é inpenetrabile agli occhi umani. San Giuseppe é stato uno strumento utile e nobile que si utiliza per il lavoro, ma che dopo si lascia da parte, senza reclamare. La sua vocazione fu, al contrario dei profeti e di Giovanni Battista, quella di occultare la luce divina agli occhi del mondo, fino al momento opportuno di Dio quando, allora, Lui doveva apparire.

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I profeti e gli apostoli brillarono per la pregazione di Gesú Cristo: San Giuseppe, in differenza, per tutta la vita, dovette proteggere e occultare la divinitá del Signore, e dopo sparire come una sombra. Questo dimostra tutta la grandeza del Santo perché era in terra la " sombra del Padre Eterno" al quale sostituí in terra davanti il suo Unigenito Filho incarnato.
Nella sua casa abitava il Messia, il Salvatore del mondo, il desiderato dalle nazioni, il piú bello dei figli degli uomini, come disse il Salmista, ma San Giuseppe non disse mai niente e mai si  vanglorió di questo.  Lui volle sempre rimanere occulto e fu veramente umile. 
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Quando vennero i giorni gloriosi e pieni di miracoli da Gesú, San Giuseppe giá non stava in questo mondo. Tutta la vita del santo fu, pertanto, un periodo continuo di vita interiore. Fu modello di umiltá, la piú grande delle virtú, quella che gli angeli cattivi, Adamo e Eva non seppero conservare.  San Giuseppe é stato um uomo giusto e temente a Dio, un segnale divino di come noi ci dobbiamo comportare in questo mondo.........
DOTT. ALBERTO ROSSINI
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AS VIAS DO ESPIRITO

Oração de São Francisco

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Oração de São Francisco

Senhor !
Fazei de mim um intrumento da vossa paz.
Onde houver ódio, que leve o amor
Onde houver ofensa, que leve o perdão
Onde houver discordia, que leve união
Onde houver dúvida, que leve a fé
Onde houver erro, que leve a verdade
Onde houver desespero, que leve esperança
Onde houver tristeza, que leve alegria
Onde houver trévas, que leve a luz.


 

THE WAYS OF THE SPIRIT

RINGRAZIARE DIO SEMPRE

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RINGRAZIARE DIO SEMPRE

Una riflessione

Dobbiamo ringraziare sempre Dio di ogni cosa che ci dona, San Paolo ce lo esorta sempre.  Tutto ci é stato donato e noi consideriamo poco il fatto che ogni cosa é un dono. Diamo troppo per scontata ogni cosa e purtroppo l'abitudine cancella in noi la tendenza a riconoscere e ringraziare Dio, l'artefice di tutto.  Questa tendenza al ringraziamento trasformerebbe i nostri cuori nella vera pace che solo il Signore ci puó dare. Avere un cuore pieno di riconoscenza per il Creatore Padre sarebbe un buon principio di conversione, ma difficilmente riusciamo a capirlo.

 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

PAUTAS LITÚRGICAS GENERALES DEL ADVIENTO



PAUTAS LITÚRGICAS
 GENERALES DEL ADVIENTO

Al comenzar el Adviento, cada año es conveniente recordar las pautas litúrgicas y espirituales de este tiempo, para vivirlo intensamente. Esto es espiritualidad litúrgica, esto es teología litúrgica.                        Una doble dimensión:            “El tiempo de Adviento tiene una doble índole: es el tiempo de preparación para las solemnidades de Navidad, en las que se conmemora la primera venida del Hijo de Dios a los hombres, y es la vez el tiempo en el que por este recuerdo se dirigen las mentes hacia la expectación de la segunda venida de Cristo al fin de los tiempos. Por estas dos razones el Adviento se nos manifiesta como tiempo de una expectación piadosa y alegre” (Calendario Romano, nº 39).
 

WEGE DES GEISTES

settima domenica t.o.

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SETTIMA DOMENICA
DEL TEMPO ORDINARIO
23 FEBBRAIO 2014

 
UNA RIFLESSIONE SUL VANGELO
La liturgia della settima domenica del tempo ordinario ci invita alla santitá, alla perfezione e suggerisce che la strada del cristiano non finisce mai richiedendo di ogni uomo e donna un compromesso serio e radicale, fatto di gesti concreti di amore e fratellanza con la dinamica del Regno. Siamo, cosí, invitati a percorrere questa strada con gli occhi direzionati a Dio che ci aspetta nel finale del cammino. La prima lettura che ci é proposta riguarda  un appello forte e concreto alla santitá:  vivere in comunione con Dio Santo che ci aspetta a braccia aperte: dobbiamo essere coscienti, peró, che la santitá passa pure dall'amore verso il prossimo.

Preghiere

Preghiera del Papa

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PREGHIERA DEL PAPA

Signore, sono il Papa.

Mi presento a Te, non come mi vedono gli uomini: il Dio in terra; la più alta autorità morale; l'uomo ascoltato ed acclamato da milioni di persone; il sicuro; l'infallibile; il dolce Cristo in terra! Mi presento per quello che sono: un povero uomo che dal momento della sua elezione ha cessato di essere se stesso per divenire Istituzione, Simbolo, tutto per gli altri e niente per se. lo devo misurare le parole perché il mio uditorio è l'umanità; non posso piangere in pubblico per­ché devo predicare la speranza; abito in una casa dorata: la mia prigione a vita.

In più la storia ha confuso il servo con il Padrone; il segretario col Direttore; il timoniere col Capitano. Gesù non ha dato le dimissioni da Capo della Chiesa, ma molti lo credono! Credono che io sia Lui, così mi chiedono miracoli, mentre io posso dire solo: "Coraggio... abbiate fede... !".

Ed io devo andare con i piedi di piombo per non avallare questo errore! Pochi si rendono conto che io cammino al buio come Abramo e che quando parlo ai potenti, sono nudo come Mosè davanti al Faraone. Se il 13 maggio non mi aves­sero sparato, molti ancora mi crederebbero invulnerabile. Quanti mi credono una Rocca mentre io mi sento in bilico su di una barca che fa acqua da tutte le parti e che talvolta è appestata dagli odori malsani che salgono dagli stagni della Chiesa! So che nella Tua Chiesa ci sono montagne di fedeltà e prati immensi di fiori e di aria pura, ma da me arrivano solo gli echi della Tua presenza santificatrice  e talvolta sono anche... filtrati!

Un giorno Gesù rimproverò Pietro perché respingeva i piccoli per far posto ai grandi, ma ora, dimmi, Signore, come debbo fare io che ho milioni di piccoli da difendere e da accarezzare, impastoiato come sono dagli impegni di Stato, dal Cerimoniale e dalla Diplomazia ?

Signore, io sono il Papa, ma il mio autista sta meglio di me. Fa che la gente comprenda che io sono il Tuo autista, così potrò dedicarmi di più ai Tuoi piccoli ed a me stesso. Signore, se anche per Te io sono il Papa, allora... ascoltami !

Se invece, anche per Te, sono solo un povero uomo, allora Ti prego... non lasciarmi solo al timone della barca. Come Pietro potrei addormentarmi..., fug­gire            tradirti..., ed allora che ne sarebbe di quelli che stanno su di essa o che ad essa sono aggrappati ? Come Gesù nel Getzemani, quante volte, solitario, sudo sangue immerso nell'angoscia per la responsabilità delle decisioni che sono costretto a prendere! Quanta tristezza per l'incomprensione dei miei più vicini collaboratori! Quanta paura di coloro che spiano la mia prima caduta per giudicarmi! Signore, se è vero che Tu sei sempre vicino ai poveri, ai soli ed agli angosciati... allora ti prego... stammi vicino !

Chi è più povero di me ?

Amen !