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LA MESSA! . .. E LO SPORT?

Ricordo come fosse ieri, con quanto zelo i nostri parroci tuonarono contro i fascisti, perche' ahimé, la mattina della domenica pretendevano d°ipotecare ragazzi e giovani per le cosiddette esercitazioni premilitari. E la Messa? Quei gerarchi stavano allontanando gioventù dalla chiesa! I preti giustamente reagirono..Oggi poche voci (e in sordina) si fanno sentire di tanto in tanto, durante la mattinate domenicali, quando davanti alla stessa chiesa parrocchiale vedono sfilare ragazzetti, da 7 anni in su, con lo zaino alla schiena, prendere direzioni diversea. per calcio, calcetto, gare d'interesse paesano o zonale. E alla messa, quei giovanetti, specie dopo il sacramento della Confermazione, non si fanno vedere più.

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Sia detto senza apologie ridicole: Almeno il fascismo li controllava in quelle esercitazioni; non permetteva bestemmie o parolacce. I ragazzetti di oggi, quando vanno al campetto delle loro partite, ne possono vedere e sentire, e combinare loro stessi, di tutte le specie.

 

Ricordo il parroco passionista di una nostra parrocchia, costretto, dopo ammonizioni in ogni tono, a chiudere il campetto di proprietà della parrocchia, a causa non solo dell'assenza dalla messa festiva, ma delle parolacce e anche bestemmie che facevano giungere perfino dentro la nostra chiesa. . .Così, durante la settimanali assorbono la scuola, la palestra, le varie scuole di danza di violino, pianoforte e via dicendo. La domenica mattina sport a tutt gas. Il pomeriggio, forza in macchina con i genitori, ai monti o al mare. E la messa resta al prete, agli anziani..

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.Naturale che, perso il contatto per mesi, spesso per anni (salvo l'inutile e convenzionale presenza per la Notte di Natale, e forse per Pasqua), i giovani non sentono più alcun interesse per la celebrazione eucaristica festiva. Diamo, come al solito, la colpa ai governanti, che non hanno polso cristiano nella loro gestione della cosa pubblica. Ma questi ragazzi non sono ?gli dello stato; hanno dei genitori che devono pur sapere quando escono di casa e perche escono. Anacronistico fare affidamento sul comando di andarci, su eventuali rimproveri o minacce. Ma chi, in famiglia, s'interessa di far vedere la differenza che passa tra il divertimento e la preghiera. fra lo sport e l'impegno cristiano di vita? Chi è che dedica un po” di tempo, soprattutto quando i figli sono ancora docili, a far notare quanto sia impossibile vivere da buoni seguaci di Gesù, trascurando di accostarsi a Lui e alla sua Parola, nella celebrazione eucaristica festiva?

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Al punto dove siamo giunti (che è quello di tutte le generazioni in decadenza) nessuno si dà pensiero di verificare fino a che punto sia esatto dichiarare che lo sport giova veramente e sempre alla salute, quando diventa agonismo, (con tutti gli infortuni che causa), al vivere civile (con tutte le violenze che scatena) alla vita cristiana,(dato che, soprattutto per questo motivo, i giovani perdono il contatto orante con la comunità cristiana)? Chi sa farlo con vera competenza e zelo, che appaiono ogni giorno più impopolari?

 

Ma già il comico Fabrizi, in un disco del lontanissimo 1935, concludeva una breve rassega dei guai che crea lo sport, con un ironico: Eh no: Ma lo sport è una bellezza!

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