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12 GIUGNO 2016

I TUOI PECCATI SONO PERDONATI
In questa domenica la Liturgia della Parola di Dio ci propone nella prima lettura un brano del secondo libro di Samuele. Il profeta Natan rimprovera il re David per ladulterio e per aver ucciso Uria. David riconosce umilmente le sue gravi colpe e sperimenta la misericordia di Dio.
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X DOMENICA T.O/C 5 giugno 2016-

Un grande profeta è sorto tra noi
Nella Liturgia della Parola di Dio, la Chiesa ci propone spessissimo i miracoli compiuti da Gesù. La parola miracolo esprime qualsiasi fenomeno prodotto da una forza soprannaturale, in quanto sfugge alle normali leggi della natura.
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Corpus Domini
Anno C

Santissimo
Corpo e
Sangue di Cristo
PENSIERO DELLA DOMENICA
La festa del Corpus Domini ha le sue origini dal miracolo di Bolsena (cittadina sul lago omonimo in provincia di Viterbo). Un sacerdote boemo, di passaggio, nel 1263, andò a celebrare la santa Messa nella Chiesa di Santa Cristina, tormentato, come sempre, dai dubbi intorno alla reale presenza del Corpo del Signore, nell'ostia consacrata. Al momento della frazione dell'ostia, sotto il suo sguardo esterrefatto, caddero dal calice gocce di sangue sul corporale e sul pavimento. Fu subito informato il Papa, Urbano IV, che risiedeva ad Orvieto, il quale fece esaminare il prodigio da illustri teologi, quali Tommaso d'Aquino e Bonaventura da Bagnoregio. Accertato il miracolo il Papa istituì la festa del Corpus Domini, da celebrarsi ogni anno in tutto il mondo cristiano.
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22-05/2016

Santissima
Trinità
Anno C
"Gloria
al Padre, al Figlio e
allo Spirito Santo"
PENSIERO DELLA DOMENICA
La Liturgia celebra oggi il grande mistero della fede, per i credenti. Dio è uno in tre persone uguali e distinte: Padre, Figlio, Spirito Santo. La mente umana di fronte ai misteri della fede si smarrisce! Non esiste raziocinio umano che possa scandagliare il Mistero. Apparso sopra una montagna di Galilea, Gesù risorto disse agli apostoli queste solenni parole: "Andate, battezzate e istruite tutte le genti nel nome del Padre, del Figlio, dello Spirito Santo" (Mt 28,19). E' meraviglioso: gli apostoli devono istruire le gentì, con ciò che non si capisce! Il mistero della Trinità è come il sole che non si può guardare ma che illumina tutte quante le altre cose. E' stato Cristo stesso che rivelò agli Apostoli il mistero della Trinità, per cui poteva dire loro: "... vi ho chiamato amici perché vi ho fatto conoscere tutto quello che ho udito dal Padre mio..." (Gv.15,14-15). Lo Spirito Santo, amore consustanziale del Padre e del Figlio, abita nelle anime in grazia, le illumina, le santifica. E' in virtù di questo mistero che noi possiamo avere la forza di adempiere al comando categorico che Gesù ci ha imposto di amare il prossimo.
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| Manda il tuo Spirito a rinnovare la faccia della terra |
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Domenica di
Pentecoste
Manda il tuo Spirito a
rinnovare la faccia della terra
PENSIERO DELLA DOMENICA
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VI DOMENICA DI PASQUA/C 1-Maggio 2016

Credere:porre in Dio ogni speranza.
Durante lanno liturgico la prima lettura per lascolto della Parola di Dio è presa dai librio del Vecchio Testamento e le poche righe proposte, non sempre, per noi digiuni, sono di facile collocazione e interpretazione.
Lassemblea di Gerusalemme sancisce lingresso dei pagani nella Chiesa, senza obblighi della circoncisione e delle osservanze della legge mosaica.
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Rimaniamo uniti a Cristo vera vite
Siamo già alla quinta domenica di Pasqua; si avvicina ormai la partenza definitiva di Gesù che ritorna al Padre e questo ultimo periodo viene impiegato dal Maestro per confermare nella fede i suoi amici, gli apostoli.
Ora sono convinti che Lui non è un fantasma. Lo hanno toccato Ha mangiato con loro.
Lansia di Gesù è che rimangano uniti fra loro, tramite Lui. E ancora una volta porta una similitudine plastica, comprensibilissima per loro: rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.
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IV domenica
di Pasqua
Anno C
Le mie pecore
ascoltano la mia voce
PENSIERO DELLA DOMENICA
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di Pasqua
mezzo a loro e disse:
"Pace a voi"
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II domenica
di Pasqua
Dalla Pasqua nasce
un popolo nuovo
PENSIERO DELLA DOMENICA
Dopo la Risurrezione, Gesù apparve dieci volte: alle donne al sepolcro, a Pietro, ai due di Emmaus, a parecchi apostoli in Gerusalemme, assente Tommaso, poi con lui presente, al lago di Tiberiade, al monte di Galilea, a mensa per lultima volta, allAscensione. Ma non tutto, come dice Giovanni, è stato scritto. Abbiamo celebrato con la liturgia i trionfi della risurrezione ed ora per quaranta giorni, fino allAscensione, Gesù deve convincere gli apostoli che con il suo glorioso corpo, non è un fantasma, ma è veramente in carne ed ossa, come loro per tre anni lo avevano sempre visto, standogli accanto. In verità gli apostoli della sua risurrezione, tante volte preannunciata, non avevano capito niente. I discorsi che il Maestro faceva loro, di passione, morte e risurrezione, erano inconcepibili!

Hanno dovuto costatare di persona, i tragici fatti del tradimento di uno di loro e della fine cruenta del loro Signore.
Tanta è la delusione e lo scoraggiamento, che non riescono nemmeno a ipotizzare che la promessa del Cristo di vincere la morte, si possa essere realizzata; e mentre i più anziani non esprimono giudizi, il più giovane, Tommaso, confermerà la sua incredulità, più facile e più radicata a quella età, con drastiche decisioni: ... io se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mano nel suo costato, non crederò....
E Gesù lo prende in parola: Tommaso, metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente .

Lhai notato latteggiamento del Cristo? Non cè una parola di rimprovero, per il comportamento vile dei suoi amici, dallarresto nellorto degli ulivi in poi.
A Lui interessa confermarli nella fede, manifestando il suo amore e le sue premure di sempre per i suoi amici ai quali dovra dare quando li lascera definitivamente per tornare al Padre, il compito arduo andate in tutto il mondo, predicate e convertite, testimoniando con la vostra fede.

Quando Tommaso si getta a terra e fa, finalmente, la sua professione di fede Mio Signore e mio Dio! Gesù si rivolge a me e a tutti noi dicendo
Qui sta il segreto della nostra fede. Quante volte anche noi vorremmo avere prove concrete, tangibili su tanti aspetti della nostra religione che ci sembrano assurdi, inconcepibili, perché al di fuori completamente delluso dei nostri senso.
E scatta la nostra incredulità, senza che ce ne accorgiamo, a negare in pratica anche i principali motivi di gioia, che ci propone la nostra fede.
Quante volte avrai inteso dire e tu stesso ti sei posto linterrogativo "... si leggo il Vangelo e rimango attratto da questi eventi però questa vita eterna - paradiso, di cui tanto si parla, esisterà davvero? Nemmeno le mie persone care, dopo la loro vita terrena sono venute mai a dirmi niente, a darmi certezze .
Lo sai perché a volte ti assillano questi pensieri? Perché con le esperienze amare della nostra vita quotidiana, sembra impossibile che possa esistere un luogo, un tempo di completa felicità, senza fine!
A L L E L U I A?
Proprio perché Cristo con la sua morte e risurrezione ha garantito a ciascuno di noi un posto in questa felicità senza fine.

Allontana dalla tua mente lincredulità. Fidati di Cristo, verità e vita, e anche io e te, gettiamoci insieme in ginocchio e ripetiamo dal profondo del cuore anche noi
Don Lucio Luzzi










