Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta?. Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari.
Come ha visto, non era facile incontrarci. Certo, avrai potuto sapere anche altri particolari che rendono piuttosto amari questi ultimi anni della mia vita. Sento una grande riconoscenza del grande dono che mi hai fatto col trascorrere una preziosa ora in un colloquio che non potrò facilmente dimenticare.
Dal mistero della croce alla gloria del figlio di Dio
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Avanzando nel tempo di Quaresima, siamo più attenti allinvito di Dio: bisogna lasciare le nostre sicurezze come Abramo e gli apostoli; dobbiamo spogliarci delle cose superflue per riscoprire il vero volto di Cristo.La seconda domenica della Quaresima ci presenta il tema della Trasfigurazione. Gesù va sul monte Tabor per conversare con Dio e si transfigura davanti a Pietro, Giacomo e Giovanni. La nostra vita è marcata per tante esperienze ed ostacoli che solo nei momenti di preghiera possiamo riposare e guadagnare nuove forze e anche nuove situazioni che ci fanno felici potendole considerare come le esperienze del Tabor: stare con la famiglia, convivere con gli amici, ascoltare una buona musica, leggere un libro...
II 14 Maggio 1978 mi presentarono, davanti al fonte battesimale, una bambina di appena 50 giorni. lo, Don Lucio, chiesi ai genitori: "Che nome date a vostra figlia?". Emanuela mi dissero. Spiegai l'etimologia del nome "Emanuela" che significa Dio con noi. E non potevamo nemmeno ipotizzare che la piccola Emanuela un giorno si sarebbe consacrata a Dio nella via del dolore.
Emanuela: all'inizio della mia esistenza mi fu appeso al collo sul petto un viapass, per aprire il cancello d'ingresso, con scritto: battezzata, figlia di Dio. I primi anni li ho passati quasi sempre in braccio alla mia mamma, pensavo solamente a dormire e mangiare. All'età di sei anni ho trovato un grande cancello con la scritta "PERCORSO DELLA VITA". C'era un parcheggio immenso pieno di motorini, delle più svariate marche che io non conoscevo: amore - carità - fraternità - sacrificio - malattia - dolore ecc... Ho messo il mio viapass e mi è toccato in sorte il motorino marca "sofferenza".
E' terminato anche il 2015: è doveroso un ringraziamento a Dio
Hora ruit dicevano gli antichi; il tempo corre velocissimo.
E ci siamo consumati lintero 2015.
E un anno della nostra vita, trascorso, e che non ritornerà mai più.
E tempo di consuntivi per tutti; le imprese, le aziende, i bilanci familiari
Vogliamo provare, io e te, a sintetizzare questo anno 2007 che passa definitivamente nel corso inarrestabile del tempo?
Chiediamoci onestamente, se lanno trascorso, ha aiutato la nostra crescita umana e cristiana.
Innanzi tutto vediamo brevemente alcune delle cose che Gesú ci ha detto sulla preghiera. Di per se quasi tutto il Vangelo é una lezione sulla preghiera e Gesú risponde quasi sempre alle richieste fatte nelle preghiere con fede: " tutto quello che chiederete con fede nella preghiera lo otterete" (Mt 21.22) Ha insegnato a perdonare prima della preghiera dicendo:" quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che é nei cieli perdoni a voi i vostri peccati." (Mc 11-25)
Ha insegnato a essere
constanti nella preghiera, bisogna pregare sempre senza scoraggiamento
(Lc 18.1) A causa della nostra debolezza ha consigliato le preghiere per
fare fronte alle difficoltá che incontriamo: " Chiedete e vi sará dato,
cercate e troverete, bussate e vi sará aperto, perché chi cerca trova e
a chi bussa sará aperto..........( Mt 7-7.11 ) Ha pure insegnato che
non bisogna rifugiarsi nella preghiera per sfuggire ai problemi: " non
chiunque dica Signore, Signore entrerá nel Regno dei Cieli, ma colui che
fa la volontá del Padre che é nei cieli ( Mt.7.21) Gesú ha comandato di
pregare per difenderci dal male:" Pregate per non entrare in
tentazione.(Lc 22.40) Gesú ci ha dato un modello di preghiera "Padre
Nostro" ( Lc 11.1 )
Inoltre gesú stesso passava molto tempo a pregare e
anche quando aveva molto da fare. Dice San Gregorio Sunnita: " La
preghiera é la manifestazione del Battesimo " Per mezzo del battesimo
Cristo e lo Spirito Santo vengono a dimorare nelle píú integre cose del
nostro cuore e allora la preghiera, significa la discoperta e la
manifestazione di questa grazia battesimale.
Pregare é passare da uno
stato la cui grazia é presente nei nostri cuori secretamente alla
percezione intima e alla consapevolezza di questa attivitá presente. Chi
desidera fare questa esperienza é necessario che ci metta impegno e
costanza, poi la meta é il vero colloquio con Dio. Tutto quello che
chiederete con fede nella preghiera lo otterete (Mt. 21.22) Gesú ci
insegna che la risposta di Dio é sicura di fronte alla preghiera piena
di fede e la fede é la chiave della preghiera su cui Gesú Cristo
insiste, ma naturalmente,nelle nostre necessitá Dio ha per base le
nostre piú importanti necessitá, perché le nostre intenzioni possono
essere superflue e non necessarie. Lui stesso ci ha dimostrato questo
quando al Getsemani ha chiesto al Padre di essere liberato dalla
terribile morte in croce (Mt 25.39) Il Padre sapeva benissimo quello
che era buono per negare la richiesta del suo figlio amato. La negazione
e la soffrerenza del Figlio é stato per un bene maggiore,la salvezza
dell'umanitá intera.
Nel Vangelo di Marco incontriamo un modo
concreto per capire quando é che chiediamo veramente con fede:" ...tutto
quello che raccomandate nella preghiera abbiate fede di averlo ottenuto
e vi sará accordato."(Mc 11.24) Infine, preghiamo con molta fede e
sempre perseveranti poi Dio ci ama e vuole il nostro bene anche se a
volte il bene che noi chiediamo non ci sia utile, ma il Signore,
conoscendo le nostre primarie necessitá ci concederá altre grazie
moltissimo importanti.......
Il Vangelo di oggi ci pone davanti il commentario di Gesú a rispetto della morte di alcuni Gallilei e dell'incidente della torre di Siloé quando aprofitta per racconatare la parabola del fico esterile.I due aspetti parlano della stessa realitá: la necessitá e l'urgenza della conversione, tema molto accentuato in questo tempo di Quaresima. I fatti narrati non sono castighi di Dio, ma chiamano al cambiamento di vita. Le persone morte non sono piú peccatori, Dio non é vingativo neppure si allegra com la morte del peccatore, ma fa questione della conversione e vita.
In questa domenica della quaresima i saggi in legge, i farisei, legalisti e arroganti e representanti del sistema oppressore, apresentano al Signore una donna presa in adulteiro. Secondo la legge la donna doveva essere picchiata com pietre. Domandorono a Gesú cosa Lui diceva a rispetto. Gesú non risponde e propone una alternativa: "chi é senza peccato gli puó tirare le pietre" Nessuno gli tirou una pietra, infine la donna non era l'unica peccatora. Ultimamente le pietre volono da tutte le parte contro donne, persone e gruppi diversi.
Gesú, dopo avere annunciato ai suoi discepoli che ritornerebbe dal padre, raccomanda i suoi precetti ai discepoli e li consolida in uno solo,dicendo a loro un comandamento nuovo:" amatevi gli uni verso gli altri come io vi ho amato " e torna a riperterlo nel discorso dell'ultima cena e San Giovanni insisterá, nella sua prima lettera, la necessità di vivere questo nuovo comandamento del Signore e le esigenze che comporta. L'amore al prossimo giá costava nell'antico testamento e Gesú lo ratifica dando un luogo speciale nel conputo della legge.
Il tuo Gesù si addormentava sul tuo seno, perché ti sentiva Madre nella percezione più intima di tenerezza che annulla le paure, di premura che dà fiducia nella vita. Io mi ritrovo spesso a venerarti in immagini che non hanno quasi più nulla di umano, ma di devozionismo barocco quasi magico-sacrale, simile, in certi casi più eclatanti, ad un tranquillante che serve a poco, anzi a niente.
Anche nel suo caso, la vita di fede rifluiva spontaneamente nella speranza, sullorizzonte dellesperienza personale.La chiesa insegna che anche questa virtù, infusa in noi nel battesimo, lo era in lei fin dagli inizi della sua vita, in una misura che richiamava sempre, e da vicino, lalto compito al quale era stata preordianta ab aeterno. L'azione dello Spirito Santo ne avrebbe favorito in modo altrettanto singolare lo sviluppo; ma anche il suo impegno personale vi avrebbe svolto un ruolo importante. Maria, già in apertura di Vangelo, mostra tutti i segni dell' anima dotata di una fiducia in Dio, che può, in certi momenti, chiedere lumi sufficienti a rendersi sempre più consapevole di quanto le si domanda; poi, però, si accontenta di quel che ha potuto ottenerne e per il resto lo rimette con esemplare abbandono a lui.
Anche
dentro questi contorni di un discorso senza pretese, qualcosa deve
essersi proiettato davanti alla nostra mente, a proposito di questo
titolo di sovrana grandezza: la maternità divina di Maria. Ci
saremo almeno persuasi, se vi fosse stato bisogno, che sia assai più
facile compilare un manuale di preghiere all Immacolata di Lourdes, o
narrare la vicenda tutt'altro che chiara della presunta Casa
della Madonna di Loreto, oppure allestire un trattatello, ahimè semi
inutile, sui numerosi messaggi di veggenti mariani, che affrontare questo genere di riflessione, sulla dignità della madre di Dio.
QUARTO DOMINGO DE PASCOA 11 MAIO 2014 UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO
O quarto domingo de Pascoa é considerado o " Domingo do Bom Pastor" pois todos os anos a liturgia propõe, neste domingo, um trecho do capitulo 10 do Evangelho segundo João, no qual Jesus é apresentado como o bom pastor. É este, portanto, o tema principal que a palavra de Deus põe hoje em nossa reflexão.