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Passi difficili
del Nuovo Testamento
«Essi (Giuseppe e Maria) non compresero
le sue parole» (Lc, 2, 50)


Questa espressione con la quale Luca chiude il racconto di Gesù fanciullo, ritrovato in ascolto dei Dottori della Legge, al tempio di Gerusalemme può disturbare l'immagine che il devoto si è formato della Madre del Salvatore.  Se fosse stata attribuita a Giuseppe, forse non gli avrebbe creato troppi problemi; riferita a Maria sì. Peggio per chi si soffermasse - come raramente può accadere líe11'ascolto del Vangelo della S. Messa - sulla frase che la precede immediatamente: lì dove Gesù dice a tutt'e due: «Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?» No: visto come si erano regolati nel ricercarlo, si evince che non lo sapevano... A parte il tono di rimprovero che è facile escludere da quelle parole di Gesù, il richiamo a questa sua autonomia in favore degli interessi del Padre suo c'era.Purtroppo le idee che hanno alimentato certa devozione mariana sono assai vicine a quelle di una specie di mitizzazione: Maria doveva saper tutto, preveder tutto, poter tutto. Ma questo è un discorso arbitrario. alienante, che la Vergine, per prima sconfesserebbe.

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Maria è rimasta sempre una creatura; e come tale, anche lei doveva conservare «tutte queste cose nel suo cuore» ( Ivi, 51), per ricavarne ciò che Dio voleva effettivamente dalla sua collaborazione.

L'evangelista lo aveva già anticipato al v.19 dello stesso capitolo, rivelandoci l'aspetto più personale della sua posizione,di fronte al manifestarsi progressivo del progetto di Salvezza riservato al suo Figlio: «Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose, meditandole nel suo cuore». Meditandole, appunto.

Neanche per lei tutto doveva essere dato per scontato. La Missione del suo Gesù e il ruolo che spettava a lei in quest'opera divina ed umana doveva ricavarli dall'osservazione attenta e piena di fiducia, degli eventi che si andavano maturando.

In occasione della partenza da Gerusalemme per tornare a Nazareth, sia Maria che Giuseppe trovarono del tutto ragionevole d'interpretare l'assenza di Gesù fanciullo dal loro fianco, come una sua scelta d'iniziare il viaggio di ritorno in compagnia dei suoi cugini e compagni più stretti.

Si sarebbero ritrovati insieme al bivacco della prima tappa di viaggio, forse verso Ramallah. Lo segnala espressamente l'evangelista: «il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.

Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio» ( Le 2, 43-44), per cercarlo nella città santa.

Piuttosto che meravigliarsi di questo non sapere, c'è da commuoversi in questo ricercare angosciato del cuore di una madre come Maria, condiviso dall'affetto di Giuseppe per lei e per il Figlio.

In ogni caso, il lettore non dimentichi che questi due primi capitoli di Luca, come il primo di Matteo, hanno un valore storico condizionato all'impegno di chiarire ai primi fedeli i fondamenti del Cristianesimo: l'Unità e Trinità di Dio, e la divinità di Cristo, cui era collegata la maternità verginale di Maria.

Preghiere

SIGNORE DA CHI ANDREMO?

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PREGHIERA DEI GENITORI CHE HANNO UN FIGLIO IN CIELO
SIGNORE DA CHI ANDREMO?
Sulla piazza del mondo,
dentro il segreto del cuore,
rimani solo tu e noi, soli con te.
Noi con il nostro dolore
Immenso e invivibile
perchè ci mancano fisicamente,
totalmente, i nostri figli.
Un giorno sono arrivati
Come il sole del mattino
Illuminando la nostra vits,
in un attimo se ne sono andati.
Ed è venuta la notte,
la notte più oscura che sembra senza fine.