E difficile parlare della speranza come virtù teologale di un'anima che vive di una profonda unione con Dio, come si osserva in Lucia. Lucia si rimise ai saggi consigli del Santo suo direttore spirituale che le raccomandava di non perdere mai la fiducia nella misericordia divina anche nei momenti di prove interiori terribili" di "battaglie orribilissime (Positio,111,90).
Chi conosce S. Paolo della Croce fondatore dei Passionisti, considerato uno dei più esperti maestri della vita spirituale della Chiesa, deve aver necessariamente conosciuto il nome di Lucia Burlini, fra la vasta costellazione delle anime dirette da lui.
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
Gesù nella
sua vita pubblica non si è limitato a risolvere i problemi quotidiani che la
gente aveva, ma ha sempre indicato e spronato a percorrere la via della
salvezza. Il percorso della vita è limitato nel tempo, a volte breve o
addirittura brevissimo. Il Maestro, questa realtà sconcertante per lessere
umano ed a volte anche motivo di preoccupazione, laffronta con tanto realismo,
ma non per arrivare a conclusioni di sfiducia, ma nella prospettiva della vera
vita, quella senza fine, eterna. E perché il suo
linguaggio sia comprensivo ed interamente assimilato dalla sua gente, si
serve sempre della Parabola ovvero un racconto che in fatti ordinari nasconde
insegnamenti di realtà superiori.
Dal Vangelo di Luca (12,13-14): "Gesù disse ai suoi discepoli: non
temere piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di dare a voi il
Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non
invecchiano, un tesoro sicuro nei cielo, dove ladro non arriva e tarlo non
consuma. Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese,
siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze,
in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito. Beati quei servi che il
padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si stringerà
le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se ,
giungendo nel mezzo della notte o prima dellalba, li troverà così, beati
loro ". Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro
cuore.
E la realtà, per noi sconcertante, della caducità della vita terrena, e
del tenersi sempre pronti.
Gli antichi con molta sapienza, il saluto che si scambiavano quando due
persone si incontravano, era memento mori = ricordati che devi morire.
Noi moderni questo monito lo consideriamo come un malaugurio e non vogliamo
sentirlo, perché sconvolge tutte le nostre illusorie aspirazioni di godimento
della vita.
Quanto è invece salutare la preghiera liturgica Arda nei nostri
cuori, o Padre, la stessa fede che spinse Abramo a vivere sulla terra come
pellegrino, e non si spenga la nostra lampada, perché vigilanti nellattesa
della tua ora siamo introdotti da te nella patria eterna.
Fa che ci abituiamo ad essere vigilanti, cioè responsabili e non vuoi che
leggerezza, lincostanza o limprevidenza compromettano la salvezza di coloro
per i quali tu, o Cristo, sei morto.
Don Lucio Luzzi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cara Venerabile Benedetta,
ho conosciuto la tua breve ma significativa esistenza tramite il libro che Graziella mi ha regalato: sono rimasta incantata dal tuo coraggio e sacrificio e debbo confessarti che ho pianto per Te, per me. Ogni giorno, specialmente alla sera, mi rivolgo a Te per avere, forza all'indomani. Spero tanto di incontrarti in un sogno per abbracciarti fisicamente.
Li ho visti nei vari turni di mensa dentro il Centro Giovanile Gesù Adolescente come consumano il pasto: lo trangugiano, lo gustano come una festa alla domenica, dopo la S. Messa il Mestre Armando dà un panino con la mortadella e una bibita; tutti in fila come leoni, piccoli, giovani, genitori per questo pasto festivo.
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Informiamo tutti i carissimi e numerosi visitatori che è già online una nuova sezione, dal nome "MARIOLOGIA", interamente dedicata alla figura della Vergine Maria.
Si tratta di argomenti elaborati da Padre Bernardino Bordo e da Don Lucio Luzzi, sempre di grande interesse ed attualità, per una conoscenza più diretta ed umana di Maria sotto la cui protezione si trova il nostro portale.
Con l'occasione il Direttore, Don Lucio Luzzi, e tutti i collaboratori di Viedellospirito.it augurano a tutti una buona navigazione nel sito.
Fu la conferma al dogma di fede proclamato dal Papa Pio IX°, dopo che il popolo cristiano, da secoli dava questo titolo alla Madonna. Come sempre la Verginenon propone incontri, colloqui, con i responsabili dellumanità, ma si serve di una contadinella, Bernadette, figlia di Francois e Louise, nata il 7 Gennaio 1844, al Mulino di Bolly, nei dintorni di Lourdes.
"Avvinto, affascinato, mi sono fermato di fronte a un busto, opera delicatissima dello scultore Berti. Non sapevo chi raffigurasse, ma quel volto di donna era di una rarissima delicata bellezza. Nonostante non sia un intenditore sono estremamente sensibile alle cose belle perciò mi permisi di pensare prima, e di dire poi, che avevo l'impressione di fermarmi di fronte alla delicatezza e alla perfezione dell'armonia dell'arte greca. Mi fermai ad ammirare; tentai di continuare la visita, ma tornai indietro. Mi fermai ancora fino a quando la sig.na Cappelli mi venne vicino e mi fece la presentazione di questo volto: mi parlò di Benedetta". Questi sono gli ingredienti di un occasionale incontro con Benedetta a Imola, da parte di un personaggio importante.
Ancora un'annotazione, prima di chiudere questo capitolo. Quale senso hanno, oggi, tre fra gli attributi più cari alla devozione mariana: vergine, pura, casta? Si tratta di puri sinonimi, o si riferiscono a virtù più spiccatamente presenti nella figura della madre di Cristo? La domanda non merita di essere considerata pleonastica: le ambiguità della terminologia religiosa hanno la loro radice nell'effettiva difficoltà di distinguere correttamente concetti e parole, quando si riferiscono all'area delle realtà spirituali. Inoltre, su questo argomento specifico, non ci si cautela mai a sufficienza, allo scopo di non ferire la suscettibilità del credente, mentre gli si vuole offrire un contributo di luce che dilati il suo orizzonte interiore.
Moltissimi Papi hanno raccomandato con bellissime parole questa preghiera mariana, il Santo Rosario. PIO XI diceva che, " fra le preghiere alla Madonna, il Rosario occupa il primo posto." Pio XII ci ha lasciato detto che " il Rosario é la sintesi di tutto il Vangelo, meditazione dei misteri del Signore, inno di lovoro, preghiera della famiglia, compendio della vita cristiana e maniera di ottenere favori celesti." Il Rosario é una preghiera evangelica che ci mostra le tappe fondamentali del misterio di Gesú Cristo, visto a partire dal punto di vista della Vergine Maria.
Più volte, mi sono pemesso d'introdurre il lettore nel mio mondo riservato, presentandoglielo come dominato dallimmagine di Maria, fin dagli anni della fanciullezza. Ora, oso aggiungere qualcos' altro, pur sapendo di rischiare qualche ripetizione, perchè convinto che un certo modo di ripetere equivale a ribadire ciò che riteniamo di particolare importanza. Affondando, dunque, nei ricordi personali più lontani, trovo che il mio primo puntare gli occhi e la mente infantili su di una immagine della Madonna, ebbe per oggetto un quadro riproducente la figura di lei, con accanto Giuseppe, suo sposo e, in mezzo a loro due, Gesù, ragazzetto ormai di una decina danni.
DOMINGO DE PASCOA 20 ABRIL 2014 UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO.
A RESSUREIÇÃO DE CRISTO NOS PÕE EM MOVIMENTO Tudo é silêncio, escuridão, tristeza e saudade. De repente tudo muda: acontece um susto, a pedra foi retirada do sepulcro e então começa o movimento" ......Maria sai correndo para anunciar" Tiraram a pedra do sepulcro!" Pedro sai correndo para ver, o discipulo amado também, mas Pedro é mais rapido. A Pascoa deve ser uma corrida para o destino, uma corrida para alcançar as coisas lá do alto, para alcançar o prémio eterno. Não podemos permitir que seja uma corrida sem rumo, sem destino, sem razão, um correr por correr.