San Giuseppe continua sua missione nella Chiesa per mezzo della sua poderosa intercessione in cielo. Con la sua grande dignitá e ammirabili esempi di virtú continua vivo e attuante. La gloria estraordinaria che gode nel cielo é proporsionale ai suoi meriti e generosa gratitudine del Suo Figlio Gesú che, secondo l'intensitá del grande amore del Santo, Gli dá una misura piena e superiore nel Suo Renho.
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
A circa 400 km da Campo Grande, capitale del Mato Grosso, sorge Tres Lagoas, una cittadina di oltre 70.000 abitanti. Il suo nome nasce dalla presenza di tre laghetti che rendono più bello il luogo.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nella precedente parabola Gesù aveva opposto una classe del popolo ebreo, orgogliosa ed ostinata come i farisei, alla classe degli infimi e dei peccatori, pentiti e convertiti.In questa parabola invece, e nella seguente, tutto il popolo eletto, che verrà riprovato, viene contrapposto ai pagani che verranno accolti nel Regno dei cieli. Linsegnamento vale per ogni anima che respinge il divino invito alla salvezza, e per l' anima che, antecedentemente lontana da Dio, accoglie tale invito.
GIOVANNI BATTISTA: IL PRECURSORE DEL SIGNORE UNA RIFLESSIONE
L' Evangelista Luca introduce in forma chiara e solenne la figura di Giovanni Battista, del quale il Vangelo ne parla in ripetute occasioni. Quando Gesù elogia Battista ( Mt 11,07/9 ) dimostra con chiarezza la sua volontà forte e il suo impegno in compiere la missione che Dio gli aveva ordinato. Le note caratteristiche della personalitá di Giovanni Battista sono l'umiltà, austerità, coraggio e spirito di preghiera. Portare avanti una missione così tanto eccelsa, essere precursore del Messia, merita da Cristo un singolare lovoro: " Giovanni Battista é il maggiore tra i nati da donna (MT,11.11)" lui ardeva con il suo amore verso Gesù dando testimonianza della luce affinché tutti credessero in Lui. Dichiara la superiorità di Gesú al dire che Lui esisteva ancora prima di lui essere nato, mostrando così la divinità di Cristo generato dal Padre dalla eternità e nato da Maria Vergine nel tempo e mostrando il carattere soprannaturale e trascendente del messianismo di Cristo, tanto distante dalla idea politica/religiosa che cercavano incutere i dirigenti giudei .
ASPIRAZIONI SPIRITUALI DI UNA MADRE DI QUATTRO FIGLI
Una conferma che il mondo non è ancora così allo sfascio, come tendenziosamente vogliono insinuare i mass media. Leggete e tenete conto che il meglio si è dovuto lasciarlo inedito, per riservatezza. Prendo carta e penna e comincio a scrivere, perché se aspetto il tempo per avere un po' di spazio tutto mio, questo tempo non arriverà mai. Sinceramente non riesco tanto bene a mettere in ordine le idee, per rendere il più chiaro possibile il mio stato.
La prima volta ti marchia in fondo all'anima: vomiti, ti accartocci, ti si spacca il petto eppure, in quello stesso istante, ti sembra di stare in paradiso.
La droga uccide le emozioni, cancella l'ansia, gli affanni, il dolore. Non senti fame, freddo, solitudine. Poi l'effetto svanisce e ti resta questa cosa nella testa, questo posto dove vuoi tornare.
Ci pensi e ci ripensi e se la cerchi ancora sei spacciato. Ti rifai e sei di nuovo in mezzo agli angeli.
Ma dura meno.
Dura troppo poco e ti ritrovi d'un botto sulla terra, con tutti i tuoi problemi che ti aspettano e questo chiodo già fisso nella testa. La cerchi ancora... ancora... ancora.
In questo frammento del Vangelo di Luca notiamo il canto di lode di Zaccaria, dopo la nascita di suo figlio. Nella prima parte il padre di Giovanni Battista ringrazia Dio, nella seconda parte i suoi occhi guardano verso il futuro. Tutto in lui traspira allegria e speranza al riconoscere l'azione salvatrice di Dio in Israele che finisce con la venuta dello stesso Dio incarnato, preparata dal figlio di Zaccaria. Giá sappiamo che Zaccaria era stato castigato da Dio a causa della sua incredulitá, peró, adesso, quando l'azione divina é stata completamente manifestata nella sua carne, al ricuperare la voce, esclama quello che fino allora non si poteva dire se non con il cuore ed é vero quel che diceva:" Benedetto, Signore, Dio di Israele ....." (Luca 1.68)
Quante volte vediamo le cose oscure, negative, in modo pessimista !
Se avessimo la visione soprannaturale de fatti che Zaccaria ci mostra
nel Canto del Benedictus, vivremo con allegria e speranza di forma
stabile. " Il Signore é vicino: il Signore é qui " Il padre del
precursore Giovanni Battista é consapevole che la venuta del Messia é,
sopratutto, luce. Una luce che illumina tutti quelli che vivono nella
oscuritá, sotte le ombre della morte, cioé tutti noi. Magari potessimo
renderci conto con piena conscienza del fatto che il Bambino Gesú viene a
illuminare le nostre vite, viene a guidarci, a segnalarci il cammino
che dobbiamo seguire !
Magari ci lasciassimo guidare dalle sue
illusioni, da quella speranza che ha in noi. Gesú é il Signore, peró é
anche il Salvatore. Queste due confessioni che Zaccaria fa a Dio, cosí
vicine nella notte del Natale, ci devono sorprendere perché sono
precisamente le stesse che l'angelo del Signore assegnará a Gesú nel suo
annuncio ai pastori e che potremo ascoltare con emozione nella sera
della Messa della Vigilia di Natale, perché chi sta nascendo é niente
meno il Dio, che viene abitare fra di noi. Ha voluto nascere in in
piccola stalla per mostrare la sua umiltá.
Di braccia aperte, nella sua
umile culla, Gesú guardava tutto quello che accadeva accanto a se,
ricevendo nel suo cuore l'amore per l'umanitá intera. Che cosa piú
grandiosa puó essere esistita fino allora ? Che cosa piú grandiosa che
questo Dio Gesú vive ancor oggi e sta fra di noi ? .......
Andiamo, portiamo amore, andiamo, corriamo, viviamo, la Chiesa è la tenda dell'umanità, la pace riempie la terra, siamo Lui.
Ecco la mia vita, prendila, Signore, dentro la Tua vita mettila, Signore. Tutto quello che sono prendilo, Signore, dentro il Tuo infinito mettilo, Signore.
Canto a Te, madonna povertà. Canto a Te, madonna verità. Danzo con la gioia in libertà, io, fratello dell'umanità.
Ultimi auguri natalizi di Padre Bernardino Bordo prima della partenza per il cielo
La fede della Chiesa mi dice che sei nato da Maria Vergine, e io capisco che non si tratta solo di essere nato da Lei, perché nel suo grembo verginale sei stato generato per opera dello Spirito Santo.
Da ciò ne deriva che, eccetto l'opera del padre umano, sostituita da
quella dello Spirito Santo, tutto il resto che hai accettato, nei nove
mesi di gestazione e nello stesso atto di nascita, lo hai accettato per
ritrovarti nelle medesime condizioni in cui mi sono trovato io.
LA MADONNA DELLA QUERCIA E LA DEVOZIONE AL SS.mo ROSARIO
La notizia che S.S. Giovanni Paolo II ha proclamato il 2003 anno del SS.mo Rosario mi ha spinto ad iniziare una ricerca che potesse mettere in luce come questa devozione così amata da infinite generazioni di uomini e donne, questa devozione che lega la terra al cielo , è stata vissuta nel santuario della Madonna della Quercia.
MARIA VERGINE UNA LAICA DALLE INIZIATIVE IN PRIMA PERSONA
Per comprenderlo nella maniera più sintetica e precisa possibile. Torniamo al noto episodio di Maria che va da Elisabetta e prolunga la sua presenza presso di lei per circa tre mesi ( Lc l, 39-56). E ricco di elementi che fanno al nostro assunto e ci dispenserà dal presentarne altri, dove la stringatezza del dettato evangelico non incoraggia ad andare oltre, nella ricerca Maria, appena terminato il colloquio con il messaggero cele- ste, ripensa attentamente a quanto ha ascoltato e si sofferma su quel nome di donna, Elisabetta, che Gabriele ha presentato come sua parente: unica creatura umana entrata nel discorso, durante quel dialogo, da cui sarebbe dipesa la salvezza di tutta lumanità. E riflette: Sta diventando madre a quella sua età avanzata: dovranno sorgerle problemi di assistenza assai riservata. Andrà anche per questo.
BEATO IL GREMBO CHE TI HA PORTATO E IL SENO CHE TI HA ALLATTATO.
" Vangelo: Luca,11.27 "
Una riflessione
In quel tempo, mentre Gesú parlava, una donna della folla alzó la voce e Gli disse:" Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato" Gesú gli rispose: " Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano "
Com queste parole Gesú non respinge la lode appassionata che quella donna semplice dedicava a sua madre, bensí la accetta e va oltre, spiegando che Maria Santissima é benedetta, sopratutto, per il fatto di essere stata buona e fedele nel compiere la parola di Dio. A volte noi cristiani ci crediamo nella predestinazione cosí come credono altre religioni. No ! Noi cristiani crediamo che Dio ha in serbo per noi una meta di felicitá.
Não abras teu coração a qualquer homem: mas trata de teus negocios com o sábio e temente a Deus. Raramente estejas entre os jovens e estranhos. Não lisonjeies aos ricos e por própria vontade não te apresentes aos poderosos.
Domingo 18 de Enero II durante el año Evangelio Juan 1, 35-42
LA LLAMADA El Evangelio de este domingo y el del siguiente son relatos de vocación, el de hoy se centra en el encuentro con Jesús. Cada uno de nosotros, como Samuel, Juan, Andrés o Pedro, hemos descubierto a Jesús que se cruzó en nuestro camino. Entonces pasamos de lo conocido, lo seguro, al mundo de lo desconocido, lo nuevo: serían las cuatro de la tarde, es preciso recordar de vez en cuando aquel momento. Sin un: ¿dónde vives?, sin la seducción de seguirle, no hay discípulo. Sabíamos poco, Él nos dijo: Venid y veréis y en eso estamos. Hemos de hacernos con una experiencia de encuentro con Jesús para ser cristianos.
DOMINGO SEGUNDO DE PASCUA DE LA RESURRECCIÓN DEL SEÑOR
Evangelio: Juan 20, 19-31
"Al anochecer de aquel día, el primero de la semana, estaban los discípulos en una casa, con las puertas cerradas por miedo a los judíos. Y en esto entró Jesús, se puso en medio y les dijo: - «Paz a vosotros.» Y, diciendo esto, les enseñó las manos y el costado. Y los discípulos se llenaron de alegría al ver al Señor. Jesús repitió: - «Paz a vosotros. Como el Padre me ha enviado, así también os envío yo. » Y, dicho esto, exhaló su aliento sobre ellos y les dijo: - «Recibid el Espíritu Santo; a quienes les perdonéis los pecados, les quedan perdonados; a quienes se los retengáis, les quedan retenidos.»
PREGHIERA DEI GENITORI CHE HANNO UN FIGLIO IN CIELO SIGNORE DA CHI ANDREMO? Sulla piazza del mondo, dentro il segreto del cuore, rimani solo tu e noi, soli con te. Noi con il nostro dolore Immenso e invivibile perchè ci mancano fisicamente, totalmente, i nostri figli. Un giorno sono arrivati Come il sole del mattino Illuminando la nostra vits, in un attimo se ne sono andati. Ed è venuta la notte, la notte più oscura che sembra senza fine.