Che fare? Resistere ancora all'impeto che non riesce più a contenere e tende a sollevarla in alto, in direzione di un Crocifisso a dimensione naturale?
Si, un vero connubio indissolubíle: l'aver radicato, innestatu 0 meglio aver ricevuto il dona di innestarsí nella vita, dello stessa Autore della vita, non può che farti innamorare della stessa vita.
LA VITA MIA PADRONA
Seppellite in me, sensazloni, emozioni nate appena godute, scomparse, registrate .sul nastro dalla vita. Quante volte vorrei risentirle e il registratore non parla! I comandi per riascoltarmi non sono miei.
Per noi cristiani, siamo nel periodo di cammino verso la grande meta del Natale. Seguendo la liturgia, possiamo e dobbiamo rendere fecondo per la nostra anima, questo periodo di Avvento.
DON TONINO BELLO: NON UN MITO, MA... UN MITE ( Il Vescovo don)
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta? Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari. Arrivato a Molfetta, mi venne ad aprire un bambino. Non era o meglio era uno dei piccoli figli che il Vescovo don ospitava nella sua casa Vescovile: famiglie senza casa o disagiate.
NOTES PER UN TACCUINO RISERVATO LA VERA RICERCA DEL SACRO
Dicono che oggi, questa ricerca, sia più evidente che in altre epoche, da parte dell' individuo come delle masse. Segno che ci si sente ancora cristiani. Chi legge così la situazione religiosa attuale è affetto da miopia inguaribile, o non si è ancora liberato del tutto dalla dicotomia tra sacro e profano, di matrice pagana, tutt'al più ebraica; non evangelica.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
" .....e il Verbo si fece carne e venne abitare in mezzo a noi." (Gv. 1.14)
Oggi brilla una luce per noi, è nato il Nostro Signore e Salvatore ! Proprio come il sole sorge ogni mattina per illuminare e dare la vita al mondo cosí Gesú viene a illuminare tutta la famiglia umana. Dopo Maria e Giuseppe, furono questi pastori del Vangelo i primi a essere stati illuminati dalla presenza di Gesú Bambino, questi pastori che erano considerati gli ultimi della societá. Anche noi dobbiamo essere come questi pastori per accogliere il bambino ed essere consapevoli del nostro nulla. Che Gesú é la luce non ci puó lasciare indifferenti.
Osserviamo i pastori, tanto era la gioia che provarono per quello che avevano visto e che non smettevano di parlarne: " ....tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette da loro " (Lc 2.19) " Il vostro Salvatore é qui " dice il profeta e questo ci riempe di gioia e di pace. Di questo abbiamo bisogno noi tutti cristiani di oggi: parlare di Lui con gioia, pace e fiducia, ciascuno dalla propria vocazione, cioé, del disegno eterno che ha Dio verso di noi. Questo sará possibile se siamo giá convinti della nostra identitá, laici, religiosi o sacerdoti. Siamo tutti un popolo santo, anche se peccatori, come ci parla il profeta Isaia. Era un piano di Dio che arrivassero pastori ad adorare Gesú Bambino.
Siamo tutti pastori. Dobbiamo essere poveri di cose materiale e umili..... Contemplando il Presepio della nostra casa, con i loro pastori di plastica, ceramica o legno, vediamo l'immagine della chiesa, che il profeta nella prima lettura descrive come una "una cittá non abbandonata" e come quella che ha un amore (Isaia 62.12) Facciamo in questo Natale il proposito di amare di piú la nostra chiesa.... che non é nostra ma di Lui e noi la riceviamo ed entriamo a partecipare di essa come servi indegni e la riceviamo come un dono, un regalo immeritato.
Con questo pensiero rivolto al presepio di Betlém la nostra gioia deve essere di un profondo e sincero ringraziamento a Dio che ha voluto assumere la nostra condizione umana per stare fra noi. Nel suo cammino terreno Gesú ci ha indicato come dobbiamo agire nella nostra vita: essere umili, perseveranti nella preghiera e veri praticanti della caritá, perché siamo tutti fratelli davanti Lui. É venuto per noi essere partecipanti della gioia di vivere in una comunitá, anche se devastata da tante avversitá. Solo cosí possiamo dire di essere degni di essere chiamati Figli di Dio. Come afferma San Leone Magno: " Non ci deve essere spazio di tristezza nel giorno in cui nasce la vera vita. Non possiamo dimenticare che questa nascita del Bambino Gesú richiama a un compromesso di vivere il Natale il piú simile possibile come lo ha vissuto la Sacra Famiglia, cioé, senza ostentazioni, senza spese inutili, ma celebrare e far festa ed essere compatibili con l'austeritá e persino la povertá. Dobbiamo rafforzare sentimenti di solidaritá verso gli emarginati e sentire il dolore di Giuseppe e Maria che anche loro sentirono il rifiuto, la mancanza di generositá e di solidarietá...... PROF. alberto rossini dal brasile
Una riflessione Seguire e vivere le Beatitudini indica il giusto cammino della vita cristiana. Per non perdersi lungo la strada della fede i cristiani hanno un preciso indicatore di direzione: le Beatitudini. Ignorare le rotte che propone puó voler dire di scivolare per i gradini dell'egoismo, degli idoli, della idolatria, della vanitá, della sazietá di un cuore che ride di soddisfazione propria ignorando gli altri. Gesú ammaestra le folle con il celebre discorso della montagna e fa nuova legge che non cancella l'antica ma la perfeziona portandola alla sua pienezza.
Questa storia di Natale, vecchia di duemila anni fa, eppure sempre nuova! Sono tanti i fatti pietosi che avvengono ogni giorno e provocano tristezza e dolore, ma poi il tempo fa dimenticare tutto. La storia di un Bambino che duemila anni fa nasce in una grotta al freddo e al gelo, se ancora oggi viene rievocata e fa tanta tenerezza, deve pur avere un motivo particolare. Nei popoli antichi tutti aspettavano il Salvatore che risolvesse i loro problemi. Il profeta Isaia, settecento anni prima di della venuta del Messia, diceva alla sua gente Guardate che verrà una luce che illuminerà il mondo....
"Ti ringrazio,Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai saggi e le hai rivelate ai piccoli " ( Mt-11-25 )
Da dove parte il cammino di San Francesco FINO a Cristo ? Parte nel guardare Gesú crocifisso. Lasciarci guardare da Lui nel momento in cui ci dona la vita per noi e ci attrae a Lui. Francesco fece questa esperienza di modo particolare nella piccola chiesa di San Damiano pregando davanti il crocifisso. In quel crocifisso Gesú non appare morto, ma vivo. Il sangue scorre dalle ferite delle mani e dei piedi, ma quel sangue esprime vita,
Ciò che ha
impressionato più vivamente il pensiero cristiano di questi ultimi tempi sulla testimonianza di santità di Maria è stata l°immersione totale in un mistero che la circondava da ogni parte, senza che lei sentisse il bisogno del sussidio di rivelazioni 0 visioni, dello stampo dei patriarchi e dei profeti della sua gente. Lo abbiamo notato a suo luogo.
Credette alla parola dell'angelo, e si fidò; tenne presente la predizione del vegliardo del tempio e accettò senza riserve una missione chiaramente superiore ad una semplice donna del popolo. Non chiese spiegazioni di sorta.
Il Medioevo fin dall'inizio fu contrassegnato da un fenomeno che, pur nascendo da esigenze per così dire spirituali, ebbe un fortissimo impatto sull'intera società, ponendo le basi per un incessante muoversi duomini e merci lungo antiche o rinnovate direttrici: il pellegrinaggio. Un caso esemplare di questo passaggio può essere rilevato nella più importante via di comunicazione di cui l'Europa dispose per tutto il Medioevo: la via Francigena, un percorso che si formò nell'VIII-IX secolo a partire da un'esigenza di natura strategica e militare per divenire poi, con la pacificazione franca, via spirituale e culturale, espressione dell'anelito a Dio attraverso la fede e il pellegrinaggio nei luoghi sacri della cristianità.
Se il nostro modo di descrivere situazione rientranti con difficoltà nei soliti schemi biografici ci desse lidea che, dunque, la Madonna abbia davvero camminato sui fiori, le faremmo un torto che non merita in alcun modo: la definiremmo una donna passiva, una Creatura introversa che avrebbe pigramente annullato la propria personalità. Al contrario, troviamo di Lei sul Vangelo, segni ben chiari di perfetta auto-comprensione e d'intraprendenza. Il lettore credente ne ricava la netta convinzione che tutto le sia costato, come a noi e anche di più, per quanto attiene alla vita giornaliera; e che ogni suo progresso nella saggezza e nel conservarsi libera da qualsiasi vincolo estraneo sia stato effetto di un impegno consapevole, costante.
Muitos cristãos se confundem ainda entre Biblia e Evangelho, Novo e Antigo Testamento. Limitandonos ao Novo, não sabem que além dos 4 (quatro) evangelhos há livros, como Atos dos Apostolos e várias cartas apostólicas, como o Apocalipse. Pode interessar que o termo TESTAMENTO vem do Hebráico BERIT, traduzido ao greco como Sinthéke, isto é, pacto, aliança. Significativo que o Advogado Tertuliano confirma como termo exáto do Juramento Romano, Instrumentum.
Our calendar reminds us every single day the name of one saint, which is equivalent to our name, "Feast Day". The Church gives very much importance to the feast of All Saints that celebrates every year on the first day of November. This festivity reminds us the stupendous reality of the vision of paradise when the crowds of saints together with myriads of Angels live in the eternal vision the beatitude of God.
Vosotros sois la sal de la tierra.¡Qué bonita definición para los orantes! ¡Ser sal de la tierra! Jesús tiene esa manera tan creativa de mirar a las personas. A todos los que ve los deja vestidos de hermosura. Da gusto estar con él. Su palabra da vida y sentido misionero a la vida. Invito a cada cristiano, en cualquier lugar y situación en que se encuentre, a renovar ahora mismo su encuentro personal con Jesucristo (Papa Francisco).