
ANCHE I SETTANTADUE COLLABORATORI
vengono inviati sul campo del lavoro
Riguardo a questo invio dei Settantadue, c'è ancora un'altra cosa da ripetere: che Luca, unico evangelista a specificare la loro identità e missione, quando tratta del loro invio, riferisce ad essi alcune cose dette ai Dodici, altre le dà come riser vate al loro specifico campo d'azione.

Ai primi:
- il potere e l'autorità di scacciare i demoni e curare gli infermi,
- non prendere nulla per il viaggio, - l'ingresso nella casa ospitale,
- minacce contro chi non li accogliesse
(Lc 9,1 ss).
l'invio a due a due,
- la preghiera, " perché il Padre mandi operai nella Sua messe",
andare come agnelli,- niente bisacce, e sandali,
- istruzioni per l'entrata in una città, - benedizione alla casa ospitale,
- restare in essa e mangiare quel che dà,
per tutto il tempo della missione, minacce per chi non li accoglierà,
- precisazione: "Chi accoglie voi, accoglie me" (Lc. 10,1-9).

Anzi, a dire tutta la verità bisogna ammettere che, dalle sole pagine evangeliche, molte volte non si riesce a dare al titolo di discepolo un senso preciso. Perché talvolta viene usato per indicare i soli Apostoli, altre per i Settantadue, altre infine, per i semplici fedeli che seguono Gesù per le vie della Palestina.

Questo vi spiega perché i Protestanti stentino ad ammettere un ministero apostolico, che non sia esteso anche ai laici. Solo la tradizione della Chiesa e il suo magistero possono aiutaci a distinguere bene lo stato ecclesiale del Laicato da quello dei presbiteri e dei vescovi.
Una prova di più che " con la sola Scrittura" non si può spiegare tutto.












