Idillio francescano
Sotto l'ombra delle tue ali
robuste e larghe come un grande faggio
ho trovato, o Dio, finalmente, riparo:
consolazione e pace, speranza e gioia.
Anche gli uccelli del cielo
tra i rami nodosi e tra le fronde verdi
giocano d'amore
costruiscono nidi
cantano alla vita.
E tu, Francesco,
divenuto libero dentro,
col cuore aperto all'avventura
che ridice il vangelo
della povertà, della pace, del bene
ci hai consegnato un canto struggente:
«Altissimo, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laudi, la gloria e l'honore et omne benedictione».
Ti sei innamorato di Dio
e ne senti le tracce, ne intravedi il profilo,
ne ascolti il sussurro misterioso
nella luce degli astri, nel colore dei fiori
nella vampa del fuoco
come nel soffio impetuoso del vento
e nel fluire dolce dell'acqua.
O mi' Signore,
sono segni, sono indizi, sono voci
che dicono il mistero ineffabile della tua presenza
proprio perché
«nullo homo ene digno Te mentovare».
Tutto il creato ti canta
e soprattutto ti canta
l'uomo
opera delle tue mani;
particella fragile del tuo universo;
l'uomo
capace di bene e di male,
di perdono e di odio, di vita e di morte;
l'uomo
nel cui volto - di qualsiasi colore
splende la bellezza incantata
che sei sempre tu, o mi' Signore.
Quando
vuoi, puoi sentire come protezione a casa tua: il profumo che emanava
PADRE PIO: GELSOMINO- SANTA RITA DA CASCIA: ROSA- SAN GIOVANNI PAOLO II:
CEDRO.












