Se non fossi... caduto, per qualche giorno, dentro una casa di fratelli malati, l'AIDS, forse, sarebbe ancora un pensiero tanto lontano da me. Per qualche anno qualcuno ne ha parlato per vendere i suoi prodotti preventivi e ... preservativi da questa malattia. Riservata a drogati o omosessuali nell'immaginario comune, si na¬sconde invece dentro le case, nell'intimità, nella società, tra la gen¬te di cultura e tra i più sprovvisti umanamente, tra gli spacciatori o tra i turisti del piacere e delle avventure, tra persone inimmaginabili. Genitori che si contagiano tra loro per ignoranza o per incoscienza, giovani ingannati e usati. Come ha detto Papa Benedetto per l'Africa: non basta il profilattico a salvare dall'Aids. E ha pienamente ragione, p perché il problema riguarda la formazione totale dell'uomo e i comportamenti morali e umani che ne derivano per il bene stesso di ogni a persona.
"Venite a me voi tutti che siete stanchi e oppressi"
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO
E linvito che Gesù fa in questa domenica. Cosa dobbiamo imparare dal Signore?Uno stile di vita! Quello della umiltà e della mitezza.Un tratto caratteristico del volto di Gesù è la sua mitezza. Credo che oggi umiltà e mitezza siano quasi sparite, forse sono rimaste solo le parole, svuotate dal loro profondo significato, anche umano. Siamo bombardati da modelli di vita che fondano il loro valore sulla forza, la potenza, la superbia, limpazienza e la durezza. Le persone che non si mostrano tali, sono messe da parte, considerate incapaci.Il mito del più forte è dominante! Si è venuta così a creare una società di vincitori e di vinti.
Nella notte del 19 novembre 2008, dopo un faticoso viaggio, sono "sbarcato" nel nord-est del Brasile, nella regione del Sergipe, il continente sudamericano con aerei ad alto sviluppo e con altre di immense povertà. Sono ospite del Vescovo della Diocesi di Proprià, una diocesi di 400.000 abitanti e con soli ventiquattro preti. La popolazione è in maggioranza cattolica, ma crescono sempre più numerose e svariate le sette religiose. Ho cercato di vivere al meglio la mia missione di fare concerti (in italiano!) e ho trovato grande attenzione ed entusiasmo in questa Chiesa semplice, umile e giova¬ne. L'immensità del Brasile permette di offrire solo qualche frammento della vita lì. Sono tornato sentendomi piccolo, ma con dentro il calore, non soltanto del sole estivo, ma dell'amore della gente, dei bambini e dei giovani.
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
"Mostrami la tua gloria!"
Questo ti aveva chiesto Mosé camminando a fatica verso la libertà con nel cuore il peso di un popolo.
E tu lo collocasti nella cavità della rupe, lo copristi con la tua mano e passasti oltre:
non gli fu dato di vedere il tuo volto!
Signore, anche noi ti vogliamo vedere. Il cuore di ogni persona ti vuole sentire:
senza di te è inquieto, soffre il vuoto, sperimenta la solitudine. Ecco, allora, il sospiro, gridato o represso, antico e sempre nuovo:
"Mostrami la tua gloria!"
È la richiesta della manifestazione della tua presenza: pare di vederla nel fuoco, nel vento, nella bufera. Ma queste cose non sono te: sono tue, ti chiamano, ti somigliano, ma non sono te: "Dio nessuno l'ha mai visto!"
E fu così, che in una nuova stagione, ti sei ricordato di noi e ci hai ascoltato:
"Noi abbiamo visto la sua Gloria!" Quando? Dove? Come? "Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere". Ed eccolo, nella sua gloria, "Un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".
"Facci vedere il tuo volto":
e tu per non folgorare la vista, per avvicinarti con dolcezza, per scaldarci il cuore, ti sei fatto Bambino:
vicino a noi, come noi, per noi! Grazie!
Oggi, 27/04/2014, Karol Wojtyla
viene ufficialmente
dichiarato Santo dalla Chiesa!
Con l'occasione
Don Lucio Luzzi ricorda
l'intera giornata trascorsa
a fianco di Giovanni Paolo II
come Direttore del Centro per
le Comunicazioni Sociali
della Diocesi di Viterbo
durante la visita pastorale
che il Papa fece a Viterbo
il 27 maggio 1984
Nella
Bibblia il concetto di misericordia é collegato con diversi vocaboli,
ciascuno dei quali ha un significato proprio con diverse sfumature. Nel
linguaggio biblico, dunque, misericordia ha un
significato molto ricco che va oltre la nozione di una semplice azione
compassionevole.
Per
quanto riguarda la lingua ebraica il primo termine da considerare é
"réhem", sostantivo maschile singolare che indica in origine il seno
materno, il luogo da dove proviene la vita. Indica propriamente
le viscere e in senso traslato é usato per esprimere l'attaccamento
instintivo di un essere all'altro. Nella antropologia semitica questo
sentimento intimo e profondo di amore e di compassione é localizzato
nelle viscere, nel grembo materno, nell'utero. Essendo
cosí riportiamo le parole che Dio rivolge alla cittá di Gerusalemme:"
si dimentica, forse, una donna del suo bambino cosi da non commoversi
per il figlio del suo seno? "( Isaia 49.15 )
Messaggio del Vescovo di Viterbo S.E. Mons. Lino Fumagalli al Santo Padre Papa Benedetto XVI
Beatissimo Padre, sorpresa inaspettata ed intensa emozione hanno invaso il nostro cuore nellapprendere la decisione che la Santità Vostra ha comunicato lunedì scorso con disarmante semplicità, ulteriore conferma della grandezza del Sua persona e dellamore sincero per la Santa Chiesa, che ha servito e guidato in questi anni di luminoso pontificato. Non nascondiamo la mestizia e la commozione, ma esprimiamo altresì ammirazione, riconoscendo il valore alto del suo gesto esemplare, segno che tocca lanima di ognuno di noi. Voglia gradire, Padre Santo a nome mio personale, della Diocesi di Viterbo in tutte le sue componenti e delle Istituzioni Civili dellintero territorio la gratitudine più profonda per la Sua testimonianza e il Suo prezioso Magistero, che continuerà ad essere punto di riferimento splendido per il nostro cammino di fede.
Dopo che incontrai Madre Teresa ho scritto alcuni pensieri perché il suo animo ha lasciato un segno indelebile nel mio cuore. Lascoltavo e osservavo rubando ogni parola ogni gesto e ho avuto il desiderio di fermare queste riflessioni sulla carta perché volevo che nulla andasse perduto. Ella iniziava rivolgendosi a Dio mentre si faceva il segno della Croce con:
Nel nome del Padre preghiera e del Figlio povertà e dello Spirito Santo zelo per le anime Amen.
Prima di essere madre della compassione e tenerezza di Dio la fanciulla di Nazaret é " figlia del misericordioso" e su di Lei si é posato il suo volto di amore e benevolenza, l'ombra dell'Altissimo ( Lc 1.36 ) é per lei la carezza di Dio, l'incarnazione di Gesú nel suo grembo é per la Madonna abitazione della misericordia del Padre e l'incarnazione dell'amore di viscere materne. Tutto in Maria é opera della misericordia , compassione di Dio, tutto in Lei é obbedienza al compito ricevuto, donare a tutti la misericordia/compassione nella gioia e nei dolori ( Lc 1.46 )
IL SALUTO DI MARIA shalom GLI EFFETTI DI UN SEMPLICE PRESENTARSI
Dopo aver bussato alla porta di quella sua parente, entrò e, inchinandosi profondamente, secondo luso orientale, fece sentire il suo saluto: Shalom! Niente di più ordinario: tutti si salutavano così. Invece quella voce echeggiò nellambiente e nella famiglia in un modo che fu ritenuto del tutto straordinario: raggiunse persino la creatura di sei mesi, che lanziana Elisabetta portava in grembo. Questa dirà alla nuova arrivata, che è stato tutto effetto del suono del suo saluto . In realtà, il suono di quella voce era arrivato un attimo dopo lapparire di Maria dentro quella casa. La luce, si sa, precede il suono. Elisabetta non poteva saperlo...
Não abras teu coração a qualquer homem: mas trata de teus negocios com o sábio e temente a Deus. Raramente estejas entre os jovens e estranhos. Não lisonjeies aos ricos e por própria vontade não te apresentes aos poderosos.
For you, elderly man/woman, ill man, at the sunset of your life. I would like to be Santa Claus for you and be close to you, as we were friends forever. If you think about your childhood, special memory will arouse to your mind! You hoped with all your heart that Santa Claus would bring a gift to you as you could forget for a while the harsh days of your life, that you leaved with dignity. May be today you are receiving cakes and gifts from humanitarian organisations and relatives; all things you are deprived of for your poor health conditions.
La liturgia di questa Seconda Domenica di Pasqua ci presenta
questa comunità di uomini nuovi che nasce dalla croce e dalla resurrezione di
Gesù: la chiesa. La sua missione consiste in rivelare agli uomini la vita nuova
che nasce dalla resurrezione. Nella prima lettura abbiamo di fronte in una
delle "fotografie" che Luca presenta della comunità cristiana di
Gerusalemmelri tracce di una comuniàòá ideale:é una comunità formata di persone diverse ma che vivono la stessa fede
in un solo cuore e in una stessa anima, é una comunità che manifesta il suo amore fraterno con gesti
concreti di divisione e di dono e che, in questa forma, é testimonio di Gesú
Resuscitato.
PREGHIERA DEI GENITORI CHE HANNO UN FIGLIO IN CIELO SIGNORE DA CHI ANDREMO? Sulla piazza del mondo, dentro il segreto del cuore, rimani solo tu e noi, soli con te. Noi con il nostro dolore Immenso e invivibile perchè ci mancano fisicamente, totalmente, i nostri figli. Un giorno sono arrivati Come il sole del mattino Illuminando la nostra vits, in un attimo se ne sono andati. Ed è venuta la notte, la notte più oscura che sembra senza fine.