SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
Quante volte abbiamo bisogno di una parola di incoraggiamento e di consolazione, quando sembra che tutto vada storto. Benedetta insegna ad amare il Signore ed il prossimo, anche nelle condizioni più estreme.
Una lettera inviata ad una sua ex insegnante, ormai paralizzata, ci mostra una gioia profonda che, lei gravemente ammalata, cerca di trasmettere ad una compagna di sventura:
Io sono serena lo stesso, perché è Dio che mi ha voluto così che ci ha voluto così. Non temiamo, Signorina. Siamo cadute nelle Sue mani...
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
Gesù alla donna: "Và e d'ora in poi non peccare più"
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ricordate la tentazione di inizio Quaresima? Rinviare la nostra conversione ...tanto a Pasqua cè tempo....E questo periodo di revisione e riconciliazione si va esaurendo. La Liturgia di questa V domenica di quaresima ci sollecita ad un recupero salutare ed indispensabile per la nostra anima, presentandoci la misericordia infinita di Dio. I soliti, insopportabili Scribi e Farisei, che seguono Gesù con fini perversi, lo chiamano con una espressione bugiarda di rispetto: Maestro, questa donna è stata colta in fragrante adulterio; ora Mosè nella legge ci ha comandato di lapidare tali donne (per esattezza questa norma riguardava una fidanzata infedele), che ne dici? E questo dicevano per avere di che accusarlo. Secondo il loro astuto piano, qualunque risposta avrebbe compromesso Gesù. E Lui chinatosi, col dito scriveva in terra; probabilmente faceva solo dei segni sulla polvere; era un contegno di disimpegno, usato dai rabbini, per dimostrare la noncuranza di quanto veniva loro chiesto.
Questa curiosa domanda è venuta di moda da qualche decennio. Un credente di altri tempi si sarebbe scandalizzato, al semplice sentirsela in mente. Oggi si vuole essere razionali, o più chiaramente, ragionevoli, e mi sta bene. Ma quando si parla di Fede Cristiana, bisogna ricordare sempre che le verità rivelate non sono il prodotto della nostra mente, bensì della rivelazione di Dio, in persona di Gesù Cristo. Se si dimentica questo, tutto può apparire incredibile.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
Sulla mia salute e quanto mi è accaduto, posso attestarle quanto segue:
Il 12 agosto 1998 ho subito il primo intervento per un cistoma ovario, e tutto si è rimesso a posto.
Pregare é cosa bella e edificante e per questo ci sono due punti di vista: vivere alla presenza di Dio e praticare la caritá. Tutto quello che fa parte della nostra vita puó alimentare il dialogo con Dio e questo ci aiuta a stare alla sua presenza: la benedizione per ringraziare, le preoccupazioni per chiedere il suo aiuto e collocarle nelle sue mani, le decisioni difficili da prendere invocando la luce dello Spirito Santo, i nostri peccati per ricevere misericordia e perdono,.Stiamo alla presenza di Dio con la coscienza che il Signore ci accompagna sempre, poi ci ha promesso che starebbe con noi tutti i giorni fino alla fine del mondo.
Non dobbiamo dimenticare che sono necessari momenti
forti per dedicarci alla preghiera: meditare la Sacra Scrittura ,
partecipare alla S.Messa, pregare il Rosario, visitare il Santissimo,
fare lettura spirituale, ricorrere ai nostri intercessori e cosí via. Al
Signore non importa la quantitá ma si la qualitá della preghiera. La
caritá é il criterio principale per sapere se una preghiera é feconda e
per sapere se realmente Cristo vive in me.
La mancanza di amore al
prossimo, conservare rancori e amarezze, mancanza di perdono, l'egoismo,
tutto questo fa piccolo il nostro cuore e puó sterilizzare la vita di
preghiera. Dall'altra parte, le opere di misericordia, la generositá,
il perdono, la bontá senza interessi, ci conducono a Dio e fanno nostra
preghiera di gloria a Dio. Se vogliamo che il giardino del nostro cuore
sia immensamente irrigato delle grazie di Dio , amiamo concretamente il
nostro prossimo. " Io vi garantisco che tutto quello che fate a uno
dei piú piccoli dei miei fratelli é a me che lo avete fatto " (
Mt-25.40) Gesú passó tutta la sua vita facendo il bene, ebbe una vita
intensa, realizzava molte cure, incontri e percorreva anche piccoli
paesetti.
Viveva una relazione piena con il Padre nel segreto del suo
cuore e per il bene della umanitá. Maria Santissima, pure, era perfetta
nella preghiera, nella sua visita a Elisabetta questo rimase molto
evidente. Cosa fece Maria dopo il momento spirituale intenso in cui
Giovanni Battista si mosse nel seno di ELISABETTA ? La coscienza della
sua predestinazione di essere la madre del Redentore. La grazia di Dio
era piena in Lei. Chiediamo a Gesú e Maria la grazia di fare della
nostra vita " un sacrificio vivo, santo e gradevole a Dio " ( Rom. 12.1 )
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e mi hai lasciato dire ... che superbia che sfrontatezza , penso di suggerirti poesia... mi hai ascoltato , non mi hai giudicato. quando ho creduto che fossi superbo da meritare di esser disperso nei miei pensieri mi hai suggerito altre parole ed insieme pensando a te ho scoperto altra poesia"
Non permettere che il lamento
prevalga sullo stupore!
Santa Maria, Vergine del Mattino, donaci la gioia di intuire, pur tra le tante foschie dell'aurora, le speranze del giorno nuovo. Ispiraci parole di coraggio. Non farci tremare la voce quando, a dispetto di tante cattiverie e di tanti peccati che invechciano il mondo, osiamo annunciare che verranno tempi migliori.
La croce, giá segno dei piú terribili dei supplizi, é per il cristiano l'albero della vita, il trono, l'altare della nuova alleanza. Cristo, il nuovo Adamo, addormentato sulla croce Gesú é scaturito con il mirabile sacramento di tutta la chiesa. La croce é il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono stati configurati a Lui nella morte e nella gloria. Per mezzo della croce sono state cacciate le tenebre ed é ritornata la luce e per la quale é la via di ritornare al nostro stato originale. Se infatti non ci fosse la croce non ci sarebbe nemmeno Gesú Cristo crocifisso per i nostri peccati.
A Maria, Donna innamorata Aiutaci a ricomporre le assurde dissociazioni dell'amore
Santa Maria, donna innamorata, roveto inestinguibile di amore, noi dobbiamo chiederti perdono per aver fatto un torto alla tua umanità. Ti abbiamo ritenuta capace solo di fiamme che si alzano verso il cielo, ma poi, forse per paura di contaminarti con le cose della terra, ti abbiamo esclusa dall'esperienza delle piccole scintille di quaggiù. Tu, invece, rogo di carità per il Creatore, ci sei maestra anche di come si amano le creature. Aiutaci, perciò, a ricomporre le assurde dissociazioni con cui, in tema di amore, portiamo avanti contabilità separate: una per il cielo (troppo povera in verità), e l'altra per la terra (ricca di voci, ma anemica di contenuti).
Non si poteva chiedere loro che arrivassero ad ammettere la risurrezione di Lei, al terzo giorno, a voler inseguire più da vicino questa riflessione teologica, giungeremmo a supporre che anche l assunzione di Maria sia avvenuta dopo quaranta giorni dalla sua risurrezione. Sempre come è accaduto per quella del Salvatore. Giunti a questo punto, però, è bene mettere un freno alla nostra pia curiosità, preferendo posizionarci su di un piano di sobria teologia ed evitando di teorizzare eccessivamente, senza un vero bisogno. Ci si rende come di trovarci davanti ad enunciati di fede, dei quali non si riesce mai a scandagliare adeguatamente i misteriosi fondali.
Moltissimi Papi hanno raccomandato con bellissime parole questa preghiera mariana, il Santo Rosario. PIO XI diceva che, " fra le preghiere alla Madonna, il Rosario occupa il primo posto." Pio XII ci ha lasciato detto che " il Rosario é la sintesi di tutto il Vangelo, meditazione dei misteri del Signore, inno di lovoro, preghiera della famiglia, compendio della vita cristiana e maniera di ottenere favori celesti." Il Rosario é una preghiera evangelica che ci mostra le tappe fondamentali del misterio di Gesú Cristo, visto a partire dal punto di vista della Vergine Maria.
Amabile Lúcias Visintainer, hoje, Santa Paulina, nasceu em Vigolo Vattaro, Italia, em 16 Dezembro de 1865 e faleceu em São Paulo em 09 Julho de 1942. Filha de Napoleone Visintainer e de Anna Pianese, nasce de uma familia de poucas posses, que em 1875 emigra para o Brasil, como muitos outros trientinos, estabecendo-se na cidade de Nova Trento. Desde muito cedo, actuante nos serviçoes religiosos de sua paróquia, emite os votos em 1895 e torna-se irmã Paulina do Coração Agonizante de Jesus. Paulina dá inicio à Congregaçaõ das Irmãzinhas da Imaculada Conceição.