Il VALORE DELLA S.EUCARISTIA NELLA NOSTRA VITA. UNA RIFLESSIONE
Il valore della S.Eucaristia nella nostra vita é grandissimo, efficace e fortezza per la nostra missione che Gesú ci ha affidato. In un momento della celebrazione della S.Messa é consacrato il vino dove si trova il proprio sangue di Gesú, come é consacrato il pane dove si trova il suo proprio corpo, é in questo momento che stá presente lo Spirito Santo che agisce con il suo potere e la sua gloria. Tutta la celebrazione della S.Messa, dall'inizio alla fine, é um momento di grazia, onore e adorazione, un momento divino poi facciamo tutto questo per onore e gloria del Signore e per questo non dobbiamo mancare in nessuna maniera alla S.Messa principalmente alla Domenica che é il giorno del Signore e nei giorni dei Santi stabiliti dalla chiesa.
Mi sono lasciato prendere totalmente dalle persone, dai fatti e dai movimenti e stavo per tralasciare di comunicare con voi lontani, ma sempre vicini.E cose ed eventi da scrivere ne ho una montagna!
Oltre le novità nel Centro Giovanile ne ho anche trovate rilevanti nel bairo (quartiere) Vila Piloto. I problemi, la miseria, le malattie sono sempre tantissimi, ma trovo qualche abitazione piú decente, un pó di ordine in piú e una certa vita di quartiere. La presenza del Centro e della Scuola hanno contribuito moltissimo ai cambiamenti.
Lucia visse con lo sguardo e il cuore incessantemente rivolti allo sposo Crocifisso. Stupenda e fraterna la sua relazione con i Passionisti del ritiro del Cerro nel comune di Tuscania.
Quando essi vi giunsero, non trovarono nulla in casa.
A San Paolo della Croce, che, dopo aver condotto il gruppetto di Religiosi si accingeva a ripartire per prepararsi alla imminente Missione di Viterbo, il superiore rivolse il lamento che li lasciava soli, in tanto disagio.
PENSIERO DELLA DOMENICA + Video correlato Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
La Pentecoste era la seconda solennità ebraica, che vuol dire cinquantesimo, perché si celebrava cinquanta giorni dopo la Pasqua, per ringraziare Dio della raccolta. Facciamo una fugace sintesi del nostro percorso con la Liturgia. Ricordi mercoledì 22 Febbraio, le ceneri, quando iniziarono i quaranta giorni di revisione della nostra vita interiore, con impegno alla conversione; ed arrivammo all' 8 di Aprile con quel grido di esultanza, Alleluia, perché Cristo risorto aveva sconfitto la morte. Poi gli ultimi quaranta giorni del corso della vita terrena del Messia, conclusi con l Ascensione, ritorno definitivo al Padre, nei cieli.E, sempre con la Liturgia, ora siamo alla Pentecoste. Per noi cristiani è la promessa di Gesù che per lennesima volta diventa realtà. La missione data agli apostoli era ostacolata dalle loro lacune,titubanze, timori, paure, incapacità Ma Gesù aveva detto loro ...non temete, vi manderò lo Spirito Santo che vi trasformerà....
Le ultime news di Don Gigi
prima della sua partenza dalla
missione salesiana in Brasile
Questa sera (24 maggio) con Raffaele e Nabia in autobus ci sará la partenza per San Paolo, il giorno successivo il volo per Monaco e poi quello per Ancona. Vivo due sentimenti contrastanti: il dolore di dover partire e la gioia di voler tornare. È una dura lotta interiore!
DON TONINO BELLO: NON UN MITO, MA... UN MITE ( Il Vescovo don)
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta? Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari. Arrivato a Molfetta, mi venne ad aprire un bambino. Non era o meglio era uno dei piccoli figli che il Vescovo don ospitava nella sua casa Vescovile: famiglie senza casa o disagiate.
DALLA PRIMA LETTERA DI S.PAOLO DELLA CROCE ALLA VEN.LUCIA BURLINI 4 LUGLIO 1748
Dopo il silenzio di tanti anni, ho creduto mio obbligo di gratitudine di visitare con questa mia il vostro spirito ringraziandovi in primo luogo, in Gesù Cristo della grande carità con cui avete assistito ai nostri poveri religiosi abitanti nel sacro ritiro della Madonna del Cerro [ ..] Gesù che è il sommo datore d'ogni bene ricolmi sempre più il vostro spirito della pienezza delle sue grazie e doni celesti, per le fatiche, viaggi ed altri uffici di carità in cui vi siete impiegata per i miei e vostri fratelli in Gesù Cristo.
LE VIE ROMANE DEL MARE A cura di Maria Luisa De Gasperis
La Via del Mare era considerata dai Romani quella che seguiva parallelamente la costa ma fu chiamata così anche quella più interna costruita da Traiano. Cominciava ad Alessandria dEgitto e dopo avere seguito tutto larco costiero del Mediterraneo dove si affacciavano la Palestina e il Libano, proseguiva per Antiochia toccando le coste dellAnatolia per concludersi sullEllesponto. Sulle coste del Libano nei pressi del territorio irrigato dei fiumi dellAntilibano, sorgeva Tiro, che fu scelta per la sua posizione e per la sua opulenza come punto di arrivo e di partenza di importanti traffici commerciali. Questo paese si distingueva in maniera particolare per i suoi legni pregiati come il famoso Cedro del libano e per la Porpora ricavata dalle ghiandole di molluschi quali il Murex Trunculus e il Murex Brandaris dalle quale si estraggono delle gocce di liquido che a contatto con laria diventa rosso vermiglio.
Mileto- teatro romano
Nel Paese della porpora così era chiamato Tiro,
arrivavano come scambio, largento, il ferro e lo zinco dalla
Cornovaglia, il frutto medicinale della cassia da Damasco e grandi
quantità di cammelli, pecore e vino. Quando fu completata dai Romani
lammissione dellAsia con ledificazione di queste strade, si
incrementò tantissimo anche il commercio ma anche timori e paure per la
moralità ed il rilassamento dei costumi severe rigidi romani tanto che
Plinio il Vecchio così scrisse: lannessione dellAsia inferse un
grave colpo alla nostra moralità il lusso si diffuse da noi insieme con
il gusto dei vizi e la possibilità di appagarli . Le merci di cui
parlava Plinio erano infatti quelle che arrivavano dallAsia; loro dai
monti dellinterno, lo zinco e largento dalle regioni della Triade, le
lane finemente intessute da Mileto, le tappezzerie di Samo e Chio, i
gioielli tanto desiderati dalle matrone romane da Sardi, le famose
pergamene da Pergamo ma anche animali esotici e selvaggi degli
altopiani di quelle favolose regioni delloriente.Alcuni Miliarii
ricordano la costruzione di queste vie come quelle messe in opera in età
repubblicana dal Console M.Aquilio e dal governatore Cornutus Aquila
inviato da Augusto nel 6 a.C. La via Augusta o Sebastea avrebbe dovuto
collegare i territori interni con il Mar Nero e lEgeo; la strada
costiera che circondava lAnatolia era il proseguimento della Via del
mare così chiamata da Strabone e lungo essa si sono trovate molte
epigrafe che ricordano diversi imperatori da Augusto fino alla caduta
dellimpero.Da Adana le carovane attraversavano Tiro e si inoltravano
in una via che intersecava la via Augustea permettendo di preseguire
verso Selinunte, Cibura, Side famosa per i suoi mercati di schiavi,
Aspendos e Perge famosa anche per il passaggio di San Paolo che la usava
per i suoi lunghi viaggi.Da questa via si poteva raggiungere Mileto il
porto principale della Lega Ionica e quindi Efeso che fu definita come
la città più ricca e abbagliante di tutto questo territorio.
Mileto- resti archelogici
LE VIE ROMANE DEL MARE - II^
A cura di Maria Luisa De Gasperis
Una
delle vie più importanti tra le strade romane era quella che i
viandanti, commercianti ed intere carovane seguivano passando davanti al
Tempio di Traiano e al Tempio di Adriano ad Efeso. Per raggiungere
lagorà si doveva attraversare una porta a tre archi dedicata nel 3
a.C. ad Augusto. Superato il Teatro si raggiungeva la strada colonnata,
molto larga che era stata chiamata Arcadiana per ricordare limperatore
che laveva fatta costruire a proprie spese prima di essere assassinato
nel 460; da essa si poteva raggiungere il porto di Efeso da dove la via
carovaniera poteva proseguire per mare. Efeso si era sviluppata intorno
al Tempio di Artemide ed era stata considerata unaltra delle
meraviglie del mondo, aveva una cinta muraria di circa otto chilometri,
templi, agorà, teatri ginnasi e biblioteche, tutti rigorosamente
romani tanto che le fonti riferiscono: una città incredibilmte bella,
piena di bellezze .. Proseguendo verso Nord si incrociava nei
dintorni di Smirne la strada che attraversando il cuore dellAsia
partiva da Susa in Babilonia; dove si intersecavano queste vie,
avvenivano tutti gli scambi commerciali delle merci che provenivano
dallEstremo Oriente, dallinterno dellAsia e dalle città
dellAnatolia, Germa, Colonia, Gordio e Ancyra l attuale Ankara che
produceva lana pregiata, pere, gatti e miele. Sulla Tabula
Peutingeriana questa città è raffigurata con sei Torri. Ad Ankara,
inoltre si trovano i resti del Tempio di Augusto sul quale si potevano
leggere le parole del lunghissimo testo delle Res Gestae ovvero
lApologia di Augusto, la storia delle sue gesta e delle sue imprese. Si
legge inoltre che grazie alle strade costruite dai Romani e da lui
stesso ..aveva costretto i Parti a restituire a Roma le spoglie e gli
stendardi dei tre eserciti romani ..
.Erano diverse decine le strade
costruite dai Romani nella Turchia centrale ma tre erano considerate le
più importanti: quella che cominciava sul Bosforo, giungeva a Ponto,
toccava Sinope per arrivare in Armenia e raggiungere il mar Caspio. Da
Ponto infatti giungevano le merci preferite dai Romani: schiavi, cera,
miele, pesce, l amomum profumato, lassenzio, lelleboro, le lane
morbidissime e moltissime altre prezione merci. Queste strade oltre
permettere il transito di mercanzie erano arterie di difesa contro i
Parti che per Roma, soprattutto in epoca repubblicana fino alla caduta
dellimpero, erano diventati un problema molto serio e
pericoloso.Unaltra strada importantissima era quella che incominciava a
Nicomedia, tagliava le città di Claudianopolis, Flaviopolis e
Hadrianopolis sulle riva dellAmnias e si incrociava in Armenia con la
strada strategica Nord-Sud dal Mediterraneo al Mar Nero.
a cura della Professoressa universitaria MARIA LUISA DE GASPERIS
Nella prima domenica della Quaresima il Vangelo ci narra le tentazioni di Gesú. Si, anche Gesú é stato tentato nella sua vita come qualunque essere umano,peró, pieno dello Spirito e fortificato dalla parola, ha saputo affrontarle e non é stato mai suggestionato dal maligno. I quaranta giorni nel deserto ricordono i quaranta anni del popolo ebreo, camminando ugualmente nel deserto, ricerca della terra promessa. In questa situazione il popolo di Dio ha inventato disanimi e tentazioni di tornar indietro , ma,animato da Mosé , ha conseguito di arrivare all'obiettivo: terra e libertá. Il Vangelo presenta tre tentazioni ricevute da Gesú. Le tre inglobano e riesumano tutte le altre, poi, come dice il Vangelo, Gesú non fu tentato solo nel deserto.
La devozione al Santissimo Sacramento é nata intorno all'anno 1200 e piú tardi nacque la S.Messa del Corpus Christi, la cui celebrazione tornó obbrigatoria per tutta la cristianitá per ordine del Papa Urbano 4° nel 1264.
Verso la fine del 1320 il Papa Giovanni 22° propose la processione del Santissimo per le strade e cammini diversi. La solennitá del Corpo e Sangue di Cristo é il momento propizio per ricordare l'ultima cena di Gesú con i suoi discepoli. Gesú, in questa cena, ci ha lasciato un testamento per intregare la sua vita nei segni del pane e del vino.
GIOVANNI BATTISTA: IL PRECURSORE DEL NOSTRO SIGNORE
Una riflessione
Il beato precursore della nascita del Signore, della sua predicazione e della sua morte dimostró una forza degna degli sguardi celesti, nel suo combattimento. Anche se agli occhi degli uomini ebbe a subire tormenti, la sua speranza é piena di immortalitá come dice la scrittura ( Sap. 3,4) É ben giusto che noi ricordiamo questo precursore del Signore. Egli lo rese memorabile con la sua passione e lo imporporó del suo sangue.
E' stata la croce dei nostri fratelli separati, i protestanti; e lo è tuttora.
Preoccupati dalla presenza dei "fratelli del Signore", in più luoghi del Vangelo, hanno pensato che sua Madre abbia avuto altri figli, almeno dopo di Lui. Ma si troveranno sempre di fronte la fede della chiesa delle origini e del cammino di due millenni, che proclama solennemente la verginità di Maria, anche dopo la nascita del suo divin Figlio. Eppure essi, che sono stati maestri in esegesi biblica, sanno che nella lingua ebraica, il temine "ah", può avere, oltre al significato diretto di fratello, anche quello di consanguineo ai diversi livelli. Per cui è il contesto che decide a chi ci si vuol riferire.
Maria, per le felici ripercussioni dellimmacolato concepimento, che vita emotiva ebbe? Certamente intese tutto il suo mondo interiore far perno costante su colui che la mente illuminata da raggio superno le faceva vedere come il bene, lamore per essenza.
Se, ora, volessimo scoprire di quali armonie riservate potè usufruire il suo cuore di donna, dovremmo cominciare col prendere nota del fatto che amò come ogni altra madre il suo figlio, come ogni altra sposa lo sposo; amò parenti, amici, conoscenti, tutti; amò il creato nelle sue varie manifestazioni di grandezza e semplicità, ancora così lontane dal degrado ecologico moderno.
Anche
dentro questi contorni di un discorso senza pretese, qualcosa deve
essersi proiettato davanti alla nostra mente, a proposito di questo
titolo di sovrana grandezza: la maternità divina di Maria. Ci
saremo almeno persuasi, se vi fosse stato bisogno, che sia assai più
facile compilare un manuale di preghiere all Immacolata di Lourdes, o
narrare la vicenda tutt'altro che chiara della presunta Casa
della Madonna di Loreto, oppure allestire un trattatello, ahimè semi
inutile, sui numerosi messaggi di veggenti mariani, che affrontare questo genere di riflessione, sulla dignità della madre di Dio.
José Maria Escrivá nasceu em Barbastro (Espanha) em 09 Janeiro de 1902. Seus pais chamavam-se José e Dolores: teve cinco irmãos, menores que ele, que faleceram ainda pequenos. O casal Escrivá deu aos seus filhos uma profunda educação cristã. Em 1915 a industria de tecido do pai abre falência e tem que mudarse para Logronho,onde encontrou outro emprego.