Latteso tra le genti è nato. Il Redentore è tra noi. Abbiamo un modello di vita da osservare e da seguire: Lui, solo Lui, lAmore, lo specchio della vita, lancora di salvezza nel giorno della morte. Guardiamo questa Donna umile e pia, rispondere serenamente allinvito dellAngelo: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31). Gesù, il Salvatore, venne a noi da una Madre, vergine e umile, per insegnarci che la verginità è la strada del Suo passaggio in mezzo a noi. «O beata virginitas!».
Cara Venerabile Benedetta,
ho conosciuto la tua breve ma significativa esistenza tramite il libro che Graziella mi ha regalato: sono rimasta incantata dal tuo coraggio e sacrificio e debbo confessarti che ho pianto per Te, per me. Ogni giorno, specialmente alla sera, mi rivolgo a Te per avere, forza all'indomani. Spero tanto di incontrarti in un sogno per abbracciarti fisicamente.
DALLA PRIMA LETTERA DI S.PAOLO DELLA CROCE ALLA VEN.LUCIA BURLINI 4 LUGLIO 1748
Dopo il silenzio di tanti anni, ho creduto mio obbligo di gratitudine di visitare con questa mia il vostro spirito ringraziandovi in primo luogo, in Gesù Cristo della grande carità con cui avete assistito ai nostri poveri religiosi abitanti nel sacro ritiro della Madonna del Cerro [ ..] Gesù che è il sommo datore d'ogni bene ricolmi sempre più il vostro spirito della pienezza delle sue grazie e doni celesti, per le fatiche, viaggi ed altri uffici di carità in cui vi siete impiegata per i miei e vostri fratelli in Gesù Cristo.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ai tempi di Cristo i punti fondamentali e di credibilità erano i maghi, gli indovini, gli stregoni, i falsi profeti e tutta la gente pendeva dalle loro labbra e dai loro vaticini. E Gesù veniva considerato uno di questi, con una attenzione particolare per i miracoli che compiva e la folla che ne era testimone. Ma la premura del Messia è quella di dimostrare che Lui è Dio e per questo ha poteri straordinari, superiori a qualsiasi forza umana. Il compito più gravoso era quello di dimostrare che se uno mangia il Suo pane vivrà in eterno ed il pane che Lui darà è la Sua carne. Discorso arduo, incomprensibile e inconcepibile per i suoi interlocutori.
SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
NOTES PER UN TACCUINO RISERVATO LA VERA RICERCA DEL SACRO
Dicono che oggi, questa ricerca, sia più evidente che in altre epoche, da parte dell' individuo come delle masse. Segno che ci si sente ancora cristiani. Chi legge così la situazione religiosa attuale è affetto da miopia inguaribile, o non si è ancora liberato del tutto dalla dicotomia tra sacro e profano, di matrice pagana, tutt'al più ebraica; non evangelica.
Chi conosce S. Paolo della Croce fondatore dei Passionisti, considerato uno dei più esperti maestri della vita spirituale della Chiesa, deve aver necessariamente conosciuto il nome di Lucia Burlini, fra la vasta costellazione delle anime dirette da lui.
LE VIE ROMANE DEL MARE A cura di Maria Luisa De Gasperis
La Via del Mare era considerata dai Romani quella che seguiva parallelamente la costa ma fu chiamata così anche quella più interna costruita da Traiano. Cominciava ad Alessandria dEgitto e dopo avere seguito tutto larco costiero del Mediterraneo dove si affacciavano la Palestina e il Libano, proseguiva per Antiochia toccando le coste dellAnatolia per concludersi sullEllesponto. Sulle coste del Libano nei pressi del territorio irrigato dei fiumi dellAntilibano, sorgeva Tiro, che fu scelta per la sua posizione e per la sua opulenza come punto di arrivo e di partenza di importanti traffici commerciali. Questo paese si distingueva in maniera particolare per i suoi legni pregiati come il famoso Cedro del libano e per la Porpora ricavata dalle ghiandole di molluschi quali il Murex Trunculus e il Murex Brandaris dalle quale si estraggono delle gocce di liquido che a contatto con laria diventa rosso vermiglio.
Mileto- teatro romano
Nel Paese della porpora così era chiamato Tiro,
arrivavano come scambio, largento, il ferro e lo zinco dalla
Cornovaglia, il frutto medicinale della cassia da Damasco e grandi
quantità di cammelli, pecore e vino. Quando fu completata dai Romani
lammissione dellAsia con ledificazione di queste strade, si
incrementò tantissimo anche il commercio ma anche timori e paure per la
moralità ed il rilassamento dei costumi severe rigidi romani tanto che
Plinio il Vecchio così scrisse: lannessione dellAsia inferse un
grave colpo alla nostra moralità il lusso si diffuse da noi insieme con
il gusto dei vizi e la possibilità di appagarli . Le merci di cui
parlava Plinio erano infatti quelle che arrivavano dallAsia; loro dai
monti dellinterno, lo zinco e largento dalle regioni della Triade, le
lane finemente intessute da Mileto, le tappezzerie di Samo e Chio, i
gioielli tanto desiderati dalle matrone romane da Sardi, le famose
pergamene da Pergamo ma anche animali esotici e selvaggi degli
altopiani di quelle favolose regioni delloriente.Alcuni Miliarii
ricordano la costruzione di queste vie come quelle messe in opera in età
repubblicana dal Console M.Aquilio e dal governatore Cornutus Aquila
inviato da Augusto nel 6 a.C. La via Augusta o Sebastea avrebbe dovuto
collegare i territori interni con il Mar Nero e lEgeo; la strada
costiera che circondava lAnatolia era il proseguimento della Via del
mare così chiamata da Strabone e lungo essa si sono trovate molte
epigrafe che ricordano diversi imperatori da Augusto fino alla caduta
dellimpero.Da Adana le carovane attraversavano Tiro e si inoltravano
in una via che intersecava la via Augustea permettendo di preseguire
verso Selinunte, Cibura, Side famosa per i suoi mercati di schiavi,
Aspendos e Perge famosa anche per il passaggio di San Paolo che la usava
per i suoi lunghi viaggi.Da questa via si poteva raggiungere Mileto il
porto principale della Lega Ionica e quindi Efeso che fu definita come
la città più ricca e abbagliante di tutto questo territorio.
Mileto- resti archelogici
LE VIE ROMANE DEL MARE - II^
A cura di Maria Luisa De Gasperis
Una
delle vie più importanti tra le strade romane era quella che i
viandanti, commercianti ed intere carovane seguivano passando davanti al
Tempio di Traiano e al Tempio di Adriano ad Efeso. Per raggiungere
lagorà si doveva attraversare una porta a tre archi dedicata nel 3
a.C. ad Augusto. Superato il Teatro si raggiungeva la strada colonnata,
molto larga che era stata chiamata Arcadiana per ricordare limperatore
che laveva fatta costruire a proprie spese prima di essere assassinato
nel 460; da essa si poteva raggiungere il porto di Efeso da dove la via
carovaniera poteva proseguire per mare. Efeso si era sviluppata intorno
al Tempio di Artemide ed era stata considerata unaltra delle
meraviglie del mondo, aveva una cinta muraria di circa otto chilometri,
templi, agorà, teatri ginnasi e biblioteche, tutti rigorosamente
romani tanto che le fonti riferiscono: una città incredibilmte bella,
piena di bellezze .. Proseguendo verso Nord si incrociava nei
dintorni di Smirne la strada che attraversando il cuore dellAsia
partiva da Susa in Babilonia; dove si intersecavano queste vie,
avvenivano tutti gli scambi commerciali delle merci che provenivano
dallEstremo Oriente, dallinterno dellAsia e dalle città
dellAnatolia, Germa, Colonia, Gordio e Ancyra l attuale Ankara che
produceva lana pregiata, pere, gatti e miele. Sulla Tabula
Peutingeriana questa città è raffigurata con sei Torri. Ad Ankara,
inoltre si trovano i resti del Tempio di Augusto sul quale si potevano
leggere le parole del lunghissimo testo delle Res Gestae ovvero
lApologia di Augusto, la storia delle sue gesta e delle sue imprese. Si
legge inoltre che grazie alle strade costruite dai Romani e da lui
stesso ..aveva costretto i Parti a restituire a Roma le spoglie e gli
stendardi dei tre eserciti romani ..
.Erano diverse decine le strade
costruite dai Romani nella Turchia centrale ma tre erano considerate le
più importanti: quella che cominciava sul Bosforo, giungeva a Ponto,
toccava Sinope per arrivare in Armenia e raggiungere il mar Caspio. Da
Ponto infatti giungevano le merci preferite dai Romani: schiavi, cera,
miele, pesce, l amomum profumato, lassenzio, lelleboro, le lane
morbidissime e moltissime altre prezione merci. Queste strade oltre
permettere il transito di mercanzie erano arterie di difesa contro i
Parti che per Roma, soprattutto in epoca repubblicana fino alla caduta
dellimpero, erano diventati un problema molto serio e
pericoloso.Unaltra strada importantissima era quella che incominciava a
Nicomedia, tagliava le città di Claudianopolis, Flaviopolis e
Hadrianopolis sulle riva dellAmnias e si incrociava in Armenia con la
strada strategica Nord-Sud dal Mediterraneo al Mar Nero.
a cura della Professoressa universitaria MARIA LUISA DE GASPERIS
La croce, giá segno dei piú terribili dei supplizi, é per il cristiano l'albero della vita, il trono, l'altare della nuova alleanza. Cristo, il nuovo Adamo, addormentato sulla croce Gesú é scaturito con il mirabile sacramento di tutta la chiesa. La croce é il segno della signoria di Cristo su coloro che nel Battesimo sono stati configurati a Lui nella morte e nella gloria. Per mezzo della croce sono state cacciate le tenebre ed é ritornata la luce e per la quale é la via di ritornare al nostro stato originale. Se infatti non ci fosse la croce non ci sarebbe nemmeno Gesú Cristo crocifisso per i nostri peccati.
Dio, lo so, non ti dovrei scrivere perché sono ateo e non credo che tu esista, ma ho scritto un po a tutti e nessuno mi ha mai risposto e ho pensato di rivolgermi anche a te. Dio, siamo i cattivi e colpevoli per sempre, siamo gli ergastolani ostativi ad ogni beneficio, quelli che devono vivere nel nulla di nulla, a marcire in una cella per tutta la vita. Dio, diglielo tu agli umani che la pena dovrebbe essere buona e non cattiva e che dovrebbe risarcire e non vendicare.Dio, lergastolano ostativo non vive, pensa di sopravvivere, ma in realtà non fa neppure quello, perché lergastolo tiene solo in vita.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
Gesú é stato un giudeo, falegname umile, che solo fece il bene e frattanto fu condannato e crocifisso, ma con questo ha marcato profondamente la storia della umanitá intera. Alcuni lo classificano come un saggio, altri, come Maestro o Profeta. Come é stato possibile che questo uomo povero e che viveva in una piccola cittá disprezzata in Israele, che mai ha scritto un libro o lasciato scritto fa parte di una elite, non era militare, scrittore, dottore o artista non procuró imporre per la sua forza i suoi insegnamenti e fosse l'uomo piú conosciuto, piú amato e ammirato della storia umana ?
Una riflessione Una delle piú dolci veritá della nostra fede é il mistero dell'assunzione di Maria Santissima in corpo e anima al cielo. La "piena di grazia" che mai ha peccato non poteva stare soggetta alla corruzione della carne. É una grande veritá di fede che la Madonna stia unita alla Santissima Trinitá. Lei contempla, nella luce della gloria divina, tutti e ognuno dei suoi figli nelle ore delle allegrie e delle sofferenze,in tutti i nostri passi. Sorge cosí in noi di forma spontanea e naturale il desiderio di procurare l'intimitá con la Madre di Dio, che é pure nostra madre, di convivere con Lei come si convive con persone a noi care, visto che sopra di essa non ha trionfato la morte, ma sta in corpo e anima insieme a Dio Padre, con il suo figlio Gesú e lo Spirito Santo e intercede sempre per noi senza stancarsi. I
SEGUNDO DOMINGO DA QUARESMA 16 MARÇO 2014 UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO
O segundo domingo da Quaresma nos apresenta o tema da Transfiguração. Jesus sobe ao monte para conversar com Deus e numa atitude orante transfigura-se diante de Pedro, Tiago e João e assim podemos entender que nossa vida é marcada por experiências de plenitude e de integridade. Se destaca sobretudo o momento de oração que nos fazem descansar no monte e ganhar novas forças. É a vida da experiência com o Senhor que orienta nossa vontade para a vontade do pai. A transfiguração é também a antecipação da gloria, nos vivemos na esperança do que virá sem ainda experimentar a plenitude do mundo futuro.
Shocked by an unjust sentence extorted to him; Shaken by a death he esteemed too sudden, Bothered by Josephs of Arimathea request for the body, Troubled by the Sanhedrims request to remove quickly the bodies from the crosses, Pilate asked himself what else now?
¡QUIÉN PUDIERA COMO TÚ, MARÍA! Decir al mundo que, en la pequeñez, está el secreto de la felicidad y el asombro. Que, en la humildad, se funde la llave para conquistar a Dios que, en la docilidad, es donde uno se llena de la fuerza divina