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TERZA DOMENICA DELLA QUARESIMA
           UNA RIFLESSIONE


Il Vangelo di oggi ci pone davanti il commentario di Gesú a rispetto della morte di alcuni Gallilei  e dell'incidente della torre di Siloé quando aprofitta per racconatare la parabola del fico esterile.I due aspetti parlano della stessa realitá: la necessitá e l'urgenza della conversione, tema molto accentuato in questo tempo di Quaresima. I fatti narrati non sono castighi di Dio, ma chiamano al cambiamento di vita. Le persone morte non sono piú peccatori, Dio non é vingativo neppure si allegra com la morte del peccatore, ma fa questione della conversione e vita.



La parabola del fico sterile rivela la misericordia e pazienza di Dio. Si, Lui accetta la proposta dell'agricoltore e gli offri piú tempo affinché produca frutti abbondanti. É tempo di conversione, é tempo di produrre frutti di bontá, tolleranza, perdono, pace e solidarietá. Il grande rischio che ci minaccia é una vita esterile , senza perspettive, senza aspirazioni, senza darci conta scegliamo cammini che alimentano l'individualismo, l'auto sufficienza, il guadagno, accumulare riquezze e consumere. La religione deve cambiare il nostro cuore, trasformare la nostra vita: é molto facile vivere una religione senza compromessi, una "religione di miele e zucchero "

 Non possiamo tornrare il progetto di Gesú un cristianesimo esterile, poi facciamo parte della creazione di Dio, siamo chiamati a essere responsabili per costruire un mondo sempre meglio, humano,fraterno, tollerante e senza odio con il nostro prossimo. Se non produciamo frutti che aumentano la vita saremo come "um fico esterile"   Gesú ci questiona: se senso há stare  uniti nell'opera del Criatore?   Vivendo la vita cristiana di maniera superficiale non aprofittiamo le grazie di Dio senza collaborare con la sua opera.  Tempo di Quaresima é tempo di conversione dei nostri cuori, oltre a amare Dio sopra tutte le cose é anche amare i nostri fratelli bisognosi di rispetto e dignitá humana.........
DOTT. ALBERTO ROSSINI /BRASIL)
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THE WAYS OF THE SPIRIT

The Holy Family of Nazareth

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The Holy Family
of Nazareth

The liturgical proposals are mainly imitative. The Holy Family is the classical model offered and apparently an ordinary family: a worker, a humble woman and a child. They lived in a poor house, dug in the stone of the hill, mixed with the many others - leaned one on another - that shaped the little village of Nazareth. The worker, whose name was Joseph, was a carpenter of the village. Those who saw him working night and day, or those who met him in the street, bent under the weight of a board, could never be able to guess that he had frequent conversations with Angels and that he was in charge of the biggest matter in the human history: the Saviour.
 
 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

QUÉ ME DAS, SEÑOR, A CAMBIO

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QUÉ ME DAS, SEÑOR, A CAMBIO
De mi confianza cuando la  deposito en ti
y me alejo de los que me  prometes otros paraísos
¿Qué  me das, Señor, a cambio?
De mi seguimiento y de mi  fidelidad
de mi silencio o de mi  reconciliación
de la ofrenda de mi vida o  de mis esfuerzos

WEGE DES GEISTES

III domenica di Pasqua

III domenica
di Pasqua


Gesù in persona stette in
mezzo a loro e disse:
"Pace a voi"

PENSIERO DELLA DOMENICA

 

Negli ultimi quaranta giorni di permanenza su questa terra, Gesù, con un paziente lavoro, deve gradualmente rafforzare la fede dei suoi amici, convincendoli, prima di tutto, che LUI è veramente risorto. Non è facile per gli apostoli credere in qualcosa che va razionalmente contro corrente. D’altra parte sono uomini semplici, senza nessuna istruzione, e quindi con limitata capacità di analisi approfondite. Hanno vissuto questi anni con il Maestro, in un alternarsi sconcertante di periodi di entusiasmo, intravedendo un futuro soprattutto di benessere materiale; sensazioni puntualmente represse da altri motivi di titubanza, scoraggiamento, delusioni… Gesù deve usare argomenti concreti per togliere i loro dubbi; perché quando appare loro con il saluto “Pace a voi“, dice Luca (24-37) “…che stupiti e spaventati, credevano di vedere un fantasma!”.


Preghiere

TE DEUM

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TE DEUM

Eccoci, Signore, davanti a te.
Col fiato grosso, dopo aver tanto camminato.
Ma se ci sentiamo sfiniti,
non è perché abbiamo percorso un lungo tragitto,
o abbiamo coperto chi sa quali interminabili rettilinei.
È perché, purtroppo, molti passi,
li abbiamo consumati sulle viottole nostre, e non sulle tue:
seguendo i tracciati involuti della nostra caparbietà faccendiera,
e non le indicazioni della tua Parola;
confidando sulla riuscita delle nostre estenuanti manovre,
e non sui moduli semplici dell'abbandono fiducioso in te.