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PERDONO  SENZA  LIMITI


Una riflessione


" Allora Pietro gli si avvicinó e gli disse; "  Signore, quante volte dovró perdonare al mio fratello se pecca contro di me ?  Fino a sette volte ?  E Gesú gli rispose: " Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette "  La proposta che  Pietro fa a Gesú sembrerebbe giá ottima: quel "sette volte" vuole significare tante e tante volte fino agli estremi limiti della sopportazione, ma non certo sempre. Gesú deve correggere Pietro e tutti noi.  Egli afferma che il perdono non puó e non deve essere mai negato ad alcuno.

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La parabola che segue é illuminante: suscita sdegno e riprovazione il comportamento di quel servo. Gli viene condonato un débito enorme e poi egli infierisce contro un suo conservo che gli deve soltanto pochi denari. "Che ingrato! " ci viene da dire con rabbia.  Solo con una attenta riflessione possiamo giungere a una conclusione che tante volte noi stessi assumiamo lo stesso comportamento quando otteniamo gratuidamente e con infinita misericordia il perdono dei nostri grande debiti contratti con il buon Dio e poi osiamo negare il perdono al nostro prossimo per offese vere o presunte, ma sicuramente di gran lungo inferiori a quelle nostre.

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Quando si nega l'amore si crea l'inferno giá in questo mondo.  Senza la legge del perdono allontaniamo Dio da nostro mondo e facciamo spazio al principe del male che vuole instaurare il suo regno di odio, divisioni e violenza.  Diventiamo indegni dell'altare e sacrileghi con Cristo se prima di accedere al sacrificio non permettiamo la piena riconciliazione.  Dobbiamo giungere con la forza della speranza e della grazia a gustare la gioia del perdono, a vivere le nostre feste come riconciliazione con Dio  e con i fratelli per stabilire tra noi stabilmente la civiltá dell'amore verso il nostro prossimo ....
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WEGE DES GEISTES

Gesù a mensa (II^ parte)

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Di cosa parlava
Gesù a mensa?
- II^ parte - 

L'episodio deve essere accaduto a Cafarnao, centro dell'amministrazione romana dell'Alta Galilea. E i dottori della Legge si sarebbero guardati bene non solo dal prendere pasti con quella canaglia (giudicavano traditori gli appaltatori ebrei del fisco romano), ma perfino di mettere piedi e in una loro casa. Sarebbero incorsi in una grave forma d'impurità legale, da non poter più presentarsi al tempio, non si saper quanto tempo.
E Lui, il “falso profeta di Nazareth", tranquillo, mangiava e beveva con loro! Non ebbero il coraggio di spararlo direttamente contro di lui e abbordarono i discepoli.

Preghiere

O Cristo crocifisso

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O Cristo crocifisso

«O Cristo crocifisso, noi siamo venuti per chiederti perdono,
per implorare la tua misericordia,
per ripeterti il nostro povero amore.
Noi già sappiamo che tu vuoi perdonarci
perché hai espiato proprio per noi,
perché sei la nostra unica speranza,
la nostra redenzione.