
GESÚ CI CHIEDE UMILTÁ Una riflessione Nel suo cammino verso Gerusalemme , in casa di uno dei farisei, Gesú non perde l'occasione di parlare della umiltá e generositá. Osservando gli invitati che occupavano i primi posti, Gesú propone la situazione di una festa di sposalizio per questionare il desiderio della autopromozione , di privilegi e di mostrarsi meglio degli altri. Occupare l'ultimo posto, piú che un gesto isolato, indica una attitudine: l'umiltá di chi necessitando dagli altri, di chi é appena invitato e non padrone della festa.
L'umiltá, frattanto, che Gesú indicó non solo con parole, ma sopratutto
con la vita, a mostrare che il maggiore é quello che serve e non chi é
servito. Rimanere nell'ultimo posto é collocarsi nel primo posto poi Lui
é venuto a servire e non a essere servito. Relazioni graziose non
bastano specialmente quando hanno per base la procura di una
retribuzione, ma un amore desinteressato e libero di chi serve. Il vero
amore leva il discepolo non alla procura della retribuzione ma al dono
generoso e desinteressato.
Con effetto, nella logica del regno di Dio
importa che noi ci preoccupiamo con chi non ha importanza e sono messi
da parte, ossia, esclusi. In questo anno santo della Misericordia cosa
significa essere misericordiosi come il Padre, se non avere coscienza
della nostra condizione di invitati per una festa nella quale il Buon
Padre vuole includere tutti ?
Occupare l'ultimo posto, il posto del
servizio, é lasciarsi muovere dalla misericordia in direzione ai minori,
ai piú piccoli, senza negoziare con la generositá. Non fa niente di
piú chi fa del bene sperando la ricompensa. La misericordia non accetta
calcoli. La autentica testimonianza cristiana é servizio libero, umile,
grazioso a tutti, senza distinzioni, sopratutto ai piú necessitati.
Questa é la vera misericordia.........