
COLPE E PECCATI
nelle preghiere per i defunti
Naturale che abbiate pensato: Dunque anche dopo la morte permane nelle anime dei, defunti, la colpa, cioè il peccato.
Ora è chiaro che in questi testi liturgici, la formula recitata dal celebrante ha un senso generico, che poi una catechesi adatta dovrà precisare.

Se rimanesse anche una sola colpa, questa non potrebbe essere altro che il peccato mortale, cioè la rottura della comunione con Dio, con la conseguente dannazione eterna.
A maggior ragione scompaiono le colpe veniali che non sono peccato in senso stretto, ma miserie umane, debolezze - anche se sempre deplorevoli, perché riducono la fedeltà, la generosità con il Signore e predispongono alla colpa grave, se non si cerca di evitarle, o detergerle con il dolore e le opere buone.

Quelli più attenti restano quasi sempre con l'impressione che, dunque, il defunto può ancora aver bisogno di essere liberato dal peccato, dalla colpa, cioè, come si è cercato di spiegare poc' anzi.
Per queste ragioni, è bene che chi segue la nostra Famiglia spirituale, resti tranquillo che, dopo la morte, rimane al defunto solo la pena, diciamo le scorie, conseguenza delle colpe o peccati commessi durante la vita. Nel Purgatorio, appunto, l'anima viene purificata, da queste scorie. preparandosi ad immergersi nella luce purissima della beatitudine eterna.

Omai siamo in grado di distinguere Liturgia come preghiera ufficiale del popolo cristiano, che sostanzialmente resta sempre identica, perché espressione del rapporto orante con Dio, tramite Cristo redentore e formule liturgiche attraverso le quali si esprime.
Queste risentono dell'epoca in cui sono state composte, nonché della sensibilità espressiva di chi le ha composte. E ciò spiega perché, a tempo opportuno, vengono rinnovate o cambiate del tutto dalla autorità, competente, come si è visto anche ai nostri giorni.

Quando preghiamo con la Chiesa per i defunti, chiediamo la remissione non delle colpe, ma delle pene, l'annullamento, cioè, o la riduzione di esse, che permetta loro, quanto prima, di immergersi nel Luce della gloria, nella quale vedranno Dio, «non più come in uno specchio, in immagine, ma faccia a faccia»(1Cor 13,12) con Cristo nostro Signore, Maria Ssma e tutti i santi.






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