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VI^ domenica
di Pasqua


Anno A

Gesù ai discepoli:
"Non vi lascerò
orfani: verrò da voi"

PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO

Prosegue il continuo e paziente lavoro di Gesù Risorto, per confermare i suoi discepoli. “Se mi amate osserverete i miei comandamenti; ed io pregherò il Padre ed Egli vi darà un altro Paraclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce”. Gesù ha finora raccomandato di credere in Lui. Ma l’adesione a Lui non può essere un fatto solo intellettuale; essa deve attuarsi nella sincerità dell’amore, della carità. Questa adesione pertanto non deve ridursi a illusoria sentimentalità, ma esprimere sincera unione dell’anima, deve cioè essere provata dall’adempimento dei comandamenti. Questo concetto fu continuamente ribadito dal Signore.

 
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Per rasserenare gli Apostoli, nell’imminenza di lascarli, Gesù non si limita a preannunciare il suo ritorno,ma annuncia anche che, in cambio della sua visibile presenza Egli procurerà loro un altro Paraclito (Colui che viene in aiuto), quindi “confortatore” nella lotta o “avvocato” presso il giudice.

“Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivete”.

Gesù non abbandona i suoi “ figlioletti” da Lui generati alla vita nuova soprannaturale.

Per loro, per i suoi successori e per tutta la Chiesa cattolica potrà quindi dire prima di ascendere al cielo “Ed ecco, io sono con voi, tutti i giorni, sino alla fine del mondo”.

“Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui”.

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Sottolinea che l’assistenza celeste promessa, proprio perché rivolta a suscitare il loro vero amore, comporterà tanto più impegno nell’adempimento dei precetti.

Quante volte per noi l’osservanza dei comandamenti l’abbiamo concepita come un peso, un fardello, una imposizione ed è invece la via tracciata da Dio per la nostra felicità.

Signore dammi la docilità nel seguire i tuoi insegnamenti.

Anche per me hai detto: ”... Non ti lascio solo, sarò tuo aiuto, tua forza, sempre tuo vero amico".

Io credo Signore in te, ma aumenta la mia fede.

Don Lucio Luzzi
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Video correlato
"Ti ringrazio o mio Signore"
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Vie dello Spirito
Portale Cattolico Italiano
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AS VIAS DO ESPIRITO

Imitação.... 2.10 DO AGRADECIMENTO PELA GRAÇA DE DEUS

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Imitação.... 2.10
 
DO AGRADECIMENTO PELA GRAÇA DE DEUS

 
Porque buscas repouso, se nasceste para o trabalho ? Dispõe-te mais para a paciência que para as consolações: antes para levar a cruz que para a alegria. Que homem mundano não aceitaria, de boa vontade, as consolações e alegrias espirituais, se as pudesse conseguir? Na verdade, as consolações espirituais excedem todas as alegrias do mundo e todos os deleites da carne. Porque todas as delicias do mundo são vãs ou torpes e somente às do espirito são suaves e honestas, geradas pelas virtudes e por Deus infundidas nas almas puras. Mas ninguém pode, à medida de seus desejos, gozar dessas divinas consolações porque a tentação não cessa por muito tempo.

Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

EASTER - ITS JEWISH AND CHRISTIAN ORIGINS

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EASTER - ITS JEWISH AND
 CHRISTIAN ORIGINS


JEWISH EASTER

The word “Easter” is derived from the  Jewish term  “Pesach” which means “Passover”.
It was the yearly festival commemorating the miraculous Red Sea crossing
when Moses set free the Jews from Egyptian slavery lasted 430 years.
Today Jews still celebrate this festival.



LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

DOMINGO SEXTO DE PASCUA DE LA ESURRECCIÓN DEL SEÑOR Evangelio Juan 14, 23-29

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DOMINGO SEXTO DE PASCUA DE LA
ESURRECCIÓN DEL SEÑOR
Evangelio Juan 14, 23-29


«El que me ama guardará mi palabra, y mi Padre lo amará, y vendremos a él y haremos morada en él…La paz os dejo, mi paz os doy; no os la doy yo como la da el mundo…Si me amarais, os alegraríais de que vaya al Padre, porque el Padre es más que yo. Os lo he dicho ahora, antes de que suceda, para que cuando suceda, sigáis creyendo».


WEGE DES GEISTES

PRIMA DOMENICA DELL'AVVENTO

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PRIMA DOMENICA DELL'AVVENTO
30 NOVEMBRE 2014
UNA REFLESSIONE


La liturgia della Prima Domenica dell'Avvento ci invita a relazionare il nostro cammino per la storia alla luce della certezza che " IL SIGNORE VIENE" . Presenta anche ai  credenti indicazioni concrete di come dobbiamo vivere, specialmente in questo periodo di speranza.

Preghiere

PERCHÉ E COME PREGARE ? Un pensiero

PERCHÉ  E  COME   PREGARE  ?
          Un pensiero


La preghiera come dialogo com Dio é un bene sommo, essendo una vera intimitá con Lui stesso. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono schiariti cosí anche l'anima che é tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Non deve essere frattanto una preghiera fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore e non deve essere circonscritta a determinati tempi e ore ma fiorire continuamente notte e giorno. Non bisogna innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che anche quando siamo occupati in altre faccende sia nella cura verso i poveri sia in altre attivitá inpreziosite magari dalla generositá verso il prossimo, abbiamo il  desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall'amore divino come da sale, tutto diventi cibo gostosissimo al Signore dell'universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi, per tutta la vita se a questo tipo di preghiera dedichiamo il piú possibile del nostro tempo. La preghiera é la luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l'uomo. L'anima elevata per mezzo suo in alto fino al cielo abbraccia il Signore con amplessi ineffabili.  La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio  e allo stesso tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni, dovendo essere una preghiera autentica e non sole parole meccaniche.   Essa é um desiderio di Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini ma prodotto di una grazia divina. Di essa l'Apostolo dice: " non sappiamo pregare come conviene, ma lo spirito santo intercede per noi con gemiti inesprimibili."( Rom. 8.26b)  Se il  Signore da a qualcuno tale modo di pregare é una richezza da valorizare  e un cibo celeste che sazia l'anima. S elo ha gustato si accende il desiderio celeste per il Signore come un fuoco ardente che infiamma l'anima. Dobbiamo abbellire la nostra casa di modestia e umiltá mediante la pratica della preghiera e rendere splendida la nostra abitazione con la luce della giustizia e ornare le pareti con opere buone come una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose collocare la fede e la magnimitá ponendo ogni cosa in alto sul fastigio la preghiera e decoro di tutte le cose.  Solo cosí prepariamo al Signore una degna demora e cosí lo accoglieremo  in splendida reggia e  cosí trasformerai la tua anima in un tempio della sua presenza...........