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Cristo morì
"per i nostri peccati"
 
Riflessione +
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cura di Don Lucio Luzzi
 
"Cristo morì per i nostri peccati, secondo le Scritture, e fu sepolto e risuscitò il terzo giorno, secondo le Scritture" (1 Cor.15,3-5). Queste parole dell' apostolo Paolo hanno l'andatura di una PROFESSIONE DI FEDE.  Difatti fanno parte di una sezione della Lettera alla prima comunità cristiana dell' Acaia (Grecia romana) nella quale intende riaffermare la seria autorità apostolica, riferendosi a quanto ha già insegnato a voce sul problema della Risurrezione di Cristo, e poi della nostra, che ne deriva. Vuole riassumere tutto il suo messaggio di evangelizzatore, affermando categoricamente che il Vangelo annunziato da lui comporta, come base, la fede nella morte e risurrezione del Divino Maestro.
 
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Devono convincersi che questa è la Fede "per mezzo della quale saranno salvati".

Dunque la Passione di Gesù, con i particolari dei processi infamanti, dei supplizi orrendi, e, sopratutto, la PASSIO CORDIS, cioè la "Passione del Cuore" di Cristo, con il rifiuto del suo popolo, il tradimento e l'abbandono dei suoi discepoli, non è un dramma qualsiasi, dei tanti che accadono anche oggi, nelle zone dove imperversa ancora la violenza e la guerra.

E' qualcosa di atroce, d'inimmaginabile, che  accadde "per colpa dei nostri peccati".

Dunque morì per i nostri peccati, perché i nostri peccati sono stati la causa della morte del Figlio di Dio, ma molto più esattamente, per espiare i nostri peccati, cioè per riscattarci dalla schiavitù dove ci avevano portato il peccato originale con tutti gli altri millenni di colpe dell'intera umanità, più quelli nostri personali.

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Durante questo periodo, prendiamolo in considerazione, nei rari momenti di pausa, che ci concedono gli impegni familiari o pofessionali.


Altrimenti finiremmo di convincerci che peccare non è, poi, quella gran brutta cosa che  hanno detto...

La colpa, oggi, anche quella grave, è vista, come una concessione innocua al proprio diritto di... vivere.


Con il permessivismo moderno, rischieremmo anche noi di crederlo...


Gesù è morto per "annullare" davanti al Padre queste nostre nefandezze...

AS VIAS DO ESPIRITO

SEXTO DOMINGO DE PASCOA

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SEXTO DOMINGO DE PASCOA
10 MAIO 2015
UMA REFLEXÃO

A liturgia desse Sexto Domingo de Pascoa nos convida a contemplar o Amor de Deus manifestado na pessoa, nos gestos e nas palavras de Jesus e dia a dia tomado presente na vida dos homens por ação dos discipulos de Jesus.
A segunda leitura nos apresenta uma das mais profundas e completas definições de Deus: Deus é Amor.
A vinda de Jesus ao encontro dos homens e a sua morte na cruz revelam a grandeza do amor de Deus pelos homens. Ser " Filho de Deus" e conhecer a Deus é deixar-te envolver por esse dinamismo de amor e amar todos os nossos irmãos.
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THE WAYS OF THE SPIRIT

YOU ARE MY FAITH

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YOU ARE MY FAITH

Oh Jesus, people usually think that the faith in You was born by miracles done in the roman Palestine. Those miracles caused only astonishment and they only made  believable your message.
It was the way in which you introduced yourself and explained your thinking that was unusual.
It is easy to point out limits, defects and faults in Moses, David and in the Prophets.
In You, Jesus, everything is majestic and brightly without any ostentation.
In You everything is human an lovable.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Domingo 8 de Noviembre - Lectura del Evangelio: Marcos 12,38-44

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Domingo 8 de Noviembre -
 Lectura del Evangelio: Marcos 12,38-44

“Estando Jesús sentado enfrente del arca de las ofrendas, observaba a la gente que iba echando dinero: muchos ricos echaban en cantidad; se acercó una viuda pobre y echó dos reales. Llamando a sus discípulos, les dijo: Os aseguro que esa pobre viuda ha echado en el arca de las ofrendas más que nadie. Porque los demás han echado de lo que les sobra, pero ésta, que pasa necesidad, ha echado todo lo que tenía para vivir”.
El evangelio de este día, es la exaltación del mínimo detalle. ¡Cuántas veces no valoramos lo insignificante al ojo, pero muy significativo y oxigenante para el corazón! ¡En cuántas ocasiones nos dejamos llevar por lo que deslumbra! ¡En cuántos momentos pensamos que, si no es grande y costoso, no sirve de nada o no tiene gran valor!


WEGE DES GEISTES

METTEVI A SUO AGIO CHE SI AVVCINAVA

METTEVI A SUO AGIO CHE SI AVVICINAVA

Nel prendere contatto personale con te, Maestro divino, prevale tuttora, fra noi tuoi fedeli, il rispetto, cioè lo stare ciascuno a po­sto suo, come si fa con persone di riguardo. Non è, di certo, il meglio che si possa fare con te. Nel racconto evangelico balza evi­dente che non era esattamente il rispetto ciò che richiedevi da chi ti avvicinava.

Se l'interlocutore partiva sicuro della tua accoglienza, lo lasciavi esporre quanto de­siderava comunicarti; se lo vedevi impac­cIato, lo incoraggiavi, sgombrando tu stesso la via da ogni ostacolo che impedisse uni conversazione dominata da fiducia totale.

Nel primo caso, cioè con chi ti avvicinavi senza timore, eri tu a facilitare I'esposizione di quanto ti voleva confidare e creavi rapi­damente quel clima d'intimità che agevola­va l'esternazione perfetta e creava una pa­ce mai provata con quella intensità, da sti­molare sempre più ad affidarsi a te.

Penso a Maria di Bethania.

 

Nel secondo caso, trovavi tu stesso e con estrema naturalezza i mezzi di aprire mente e cuore a chi  nemmeno si aspettava d'incontrarti. Così ricordo il tuo primo incontro con il futuro  apostolo Filippo.

 

E con maggior stupore quello con la donna samaritana, al pozzo di Giacobbe.

 

Sgombrato il passaggio da ogni ostacolo, uomini e donne, bambini e perfino avversarti, si sentivano subito avvolti da un clima che creava serenità, sicurezza interiore, perfino l’estasi di un incanto impossibile da attendersi con altre personalità di questo mondo.

 

La ragione più vera, forse, non l’hanno neppure cercata, per quanto erano presi dalla tua presenza…

 

Insegnala almeno a noi: che tu e tu solo sei in grado di penetrare in noi senza ingombrarci, d’irradiarci della tua luce senza abbacinarci o plagiarci, di riempirci di Te, senza provocare sensi di rigetto, d’innamorarci di te, per liberarci da ogni forma di egoismo e aprirci sempre più ai tuoi e nostri fratelli.

Preghiere

Gesù mio, con dure funi

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Gesù mio, con dure funi

Gesù mio, con dure funi
come reo, chi ti legò?
Sono stati i miei peccati
Gesù mio, perdon, pietà.

Gesù mio, la bella faccia
chi crudele ti schiaffeggiò?