Dunque la Passione di Gesù, con i particolari dei processi infamanti, dei supplizi orrendi, e, sopratutto, la PASSIO CORDIS, cioè la "Passione del Cuore" di Cristo, con il rifiuto del suo popolo, il tradimento e l'abbandono dei suoi discepoli, non è un dramma qualsiasi, dei tanti che accadono anche oggi, nelle zone dove imperversa ancora la violenza e la guerra.
E' qualcosa di atroce, d'inimmaginabile, che accadde "per colpa dei nostri peccati".
Dunque morì per i nostri peccati, perché i nostri peccati sono stati la causa della morte del Figlio di Dio, ma molto più esattamente, per espiare i nostri peccati, cioè per riscattarci dalla schiavitù dove ci avevano portato il peccato originale con tutti gli altri millenni di colpe dell'intera umanità, più quelli nostri personali.
Durante questo periodo, prendiamolo in considerazione, nei rari momenti di pausa, che ci concedono gli impegni familiari o pofessionali.
Altrimenti finiremmo di convincerci che peccare non è, poi, quella gran brutta cosa che hanno detto...
La colpa, oggi, anche quella grave, è vista, come una concessione innocua al proprio diritto di... vivere.
Con il permessivismo moderno, rischieremmo anche noi di crederlo...
Gesù è morto per "annullare" davanti al Padre queste nostre nefandezze...


