Il mio Crocifisso lo porto dappertutto, lo preferisco a tutto.
Quando io sono debole Egli è la mia forza, quando cado Egli mi alza, quando piango, Egli mi consola, quando soffro mi guarisce, quando tremo mi rassicura, quando Lo chiamo Egli mi risponde.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
Ci sono dei momenti di verità delle persone, momenti nei quali tutto il senso di una vita si capisce. Benedetta Bianchi Porro, qualche ora prima di morire, chiede alla madre: Ricordi la leggenda?.
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Nei suoi tre anni di vita pubblica, Gesù non si è limitato, tramite i miracoli, a dimostrare la Sua divinità e a venire incontro alle esigenze temporali della sua gente.Un giorno disse: ...sono venuto a perfezionare la legge.... Compito arduo, inculcare un cambiamento di mentalità per gli ebrei ancorati da secoli alle 613 prescrizioni della legge mosaica. Un problema simile, per noi contemporanei, dovrebbe partire dalla necessità di possibili compromessi, di smussare gli angoli da una parte e dallaltra, di cedere su qualcosa, per arrivare a soluzioni positive. Nella sua vita, invece, il Cristo ha sempre rifiutato il pur minimo compromesso ed è stato sempre categorico, perché le sue leggi provengono da Dio, sono Parola di Dio. Immutabile perché eterna.
Latteso tra le genti è nato. Il Redentore è tra noi. Abbiamo un modello di vita da osservare e da seguire: Lui, solo Lui, lAmore, lo specchio della vita, lancora di salvezza nel giorno della morte. Guardiamo questa Donna umile e pia, rispondere serenamente allinvito dellAngelo: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31). Gesù, il Salvatore, venne a noi da una Madre, vergine e umile, per insegnarci che la verginità è la strada del Suo passaggio in mezzo a noi. «O beata virginitas!».
Lucia visse con lo sguardo e il cuore incessantemente rivolti allo sposo Crocifisso. Stupenda e fraterna la sua relazione con i Passionisti del ritiro del Cerro nel comune di Tuscania.
Quando essi vi giunsero, non trovarono nulla in casa.
A San Paolo della Croce, che, dopo aver condotto il gruppetto di Religiosi si accingeva a ripartire per prepararsi alla imminente Missione di Viterbo, il superiore rivolse il lamento che li lasciava soli, in tanto disagio.
Un sacerdote di Milano, don Giorgio Begni, chiese anni or so¬no a Corrado Bianchi Porro, una riflessione complessiva sulla sorella Benedetta, con particolare riferimento ai temi della Croce e dell'amicizia. Questa è la risposta di Corrado.
Professione di fede: "Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato"
Vi siete mai accorti che in questo Simbolo di fede vengono nominate solo due creature umane: Maria Vergine e Ponzio Pilato? Non si fa altro riferimento che alle Tre divine Persone, alla Chiesa, con il solo Nome di Gesù Verbo Incarnato, Dio fatto Uomo. Maria è sempre seguita dalla qualifica di Vergine per antonomasia (tanto che perfino nel mondo islamico non viene nominata altro che così, appunto Maria Vergine!); il romano entra in causa, quando diciamo: "Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, soffrì (la morte), e fu sepolto".
Gesù raffigurato
davanti a Ponzio Pilato
Difatti non c'è un Simbolo della nostra fede, che non faccia il nome di questo funzionario imperiale, perché è attraverso la sua figura e il suo atto legale. che Cristo entra nella storia romana, espressione qualificata di quella umana. Il termine "governatore", usato dalla traduzione liturgica vuole facilitare il lettore ignaro di storia, ma è troppo generica.
Pilato era un procurator (procuratore), cioè responsabile di una di quelle Province dell' impero romano più a rischio e che assumevano il titolo di imperatorie, perché riservate, direttamente all'imperatore.
Il quale, appunto, v'inviava un funzionario di sua fiducia. Quelle più pacifiche, come l'Asia romana, La Siria, l'Africa, la Gallia ecc, restavano sotto l'amministrazione del senato, che ne dava incarico ad un proconsole, o ad un legato Ponzio Pilato... di origine sannita, di famiglia equestre, era uomo di fiducia dell'imperatore Tiberio, che gli aveva dato in moglie Claudia Procula, figlia della sua sposa Giulia.
Le tre voci verbali che chiamano il procuratore sono crocifissione, morte e sepoltura.
Naturalmente, il romano è responsabile solo della prima: responsabile dal punto di vista giuridico, perché sappiamo che, in effetti, la condanna gli fu estorta, sotto la minaccia di una sollevazione, col rischio di essere linciato lui, la moglie e quei pochi legionari di cui disponeva in quel momento.
In buona sostanza Roma gli aveva affidato in dotazione corti che, forse, non arrivavano al migliaio di militari. Una corte la doveva tenere dislocata sulle alture del Golan, contro i predoni del deserto; un'altra sulla pianura di Gaza (guarda coincidenze!); un'altra ancora a garantire l'ordine al tempio di Gerusalemme.
Vicine a lui ne restavano solo due. Cosa poteva opporre contro una città che, alcuni decenni dopo, avrebbe tenuto in scacco le legioni di Tito?
Tre epressioni del Simbolo riassumono il punto focale della storia della salvezza: il Verbo si è fatto carne, proclamato un momento prima; questa carne, cioè il Figlio di Dio, fatto uomo, ne affronta le conseguenze più dure, pagando, lui innocente, per i peccatori, "per noi uomini e per la nostra salvezza", ripetuto intenzionalmente, al momento di ricordare che queste conseguenze significano la morte più infamante per quell" epoca: la crocifissione.
Se Gesù fosse stato un civis romanus, avrebbe subìto la decapitazionene, cioè una morte più "nobile'", insomma meno orrenda. Era un plebeus, anzi un ribelle allimpero; gli si doveva la eroe crocifissione!
Si parla tanto di discernimento, cioè di esame attento delle componenti di un evento, di una scelta, e poi si accettano informazioni, dati di fatto, giudizi su persone senza sottoporre queste offerte ad un attento vaglio personale. Si sa che la maggior parte delle informazioni provenienti dai mass media è finalizzato alle esigenze della globalizzazione e ad interessi politici; eppure si danno per scontate.
Nelle parabole dedicate alla misericordia Gesú rivela la naturalezza di Dio come un padre che
mai si dá come vinto, in quanto non ha dissolto il peccato con la sua
compassione e misericordia. Conosciamo queste parabole: la pecora smarrita, la
moneta persa, il figliol prodigo(Lc
15.1.32)In queste parabole Dio é
presentato sempre pieno di allegria e sempre perdona.In queste parabole incontriamo il nucleo del
Vangelo e della nostra fede perché la misericordia é presentata come una forza
che tutto vince, riempie il cuore di amore e consola con il perdono. Gesú
annunzia che il padre é misericordioso e per questo usa parabole per bene
intendere chié Dio.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
É da domandarci. Cosa é l'amore ? Non é facile rispondere perché l'amore non si spiega ma si vive. Qui non si parla di sentimenti, perché l'amore e cosa bene superiore. É comune ascoltare "io ti amo" ma alcuni lo dicono senza mettere in considerazione il suo valore e lo confondono con la passione, attrazione, sesso, sentimento, una fuga. San Paolo ci rivela per noi che l'amore é bontá, non ha invidia, non é arrogante e non é egoista e non guarda rancore.....tutto sopporta, crede e spera che in altre parole si puó definire un atto ascetico.
La Vergine accoglie il Messaggero celeste mentre è intanta a meditare le Sacre Scritture, raf?gurate solitamente da un libro che Maria tiene in mano, 0 in grembo, o sopra un leggìo. È questa anche l'immagine della Chiesa offerta dal Concilio stesso, nella Costituzione Dei Vørbum «In religioso ascolto della Parola di Dio... (n. 1). Preghiamo perché, come Maria, la Chiesa sia docile ancella della divina Parola e la proclami sempre con ferma fiducia. così che «« il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami (ibid.). Angelus, 6.11.05
Maria, per le felici ripercussioni dellimmacolato concepimento, che vita emotiva ebbe? Certamente intese tutto il suo mondo interiore far perno costante su colui che la mente illuminata da raggio superno le faceva vedere come il bene, lamore per essenza.
Se, ora, volessimo scoprire di quali armonie riservate potè usufruire il suo cuore di donna, dovremmo cominciare col prendere nota del fatto che amò come ogni altra madre il suo figlio, come ogni altra sposa lo sposo; amò parenti, amici, conoscenti, tutti; amò il creato nelle sue varie manifestazioni di grandezza e semplicità, ancora così lontane dal degrado ecologico moderno.
I titoli più suggestivi attribuiti alla Vergine Maria
Ci siamo interessati, a suo luogo, alla vivace gara dei secoli cristiani, nell'attribuire alla Vergine i titoli più suggestivi. Oggi, dopo la breve pausa post conciliare, si assiste, non senza una comprensibile preoccupazione, ad un riflusso d'onda, che, al ritmo serrato delle epoche precedenti, sembra aggiungere qualcosa in più: un vago sapore di estrosità gratuita. Lo dimostrano svariate iniziative, organizzate per folle surriscaldate da canti a ritmo sud americano, sotto la spinta di emittenti radio televisive, impegnate a dare vita e alimento a movimenti che si richiamano al suo nome.
"Todas as vezes que ouvires o bater do relogio, às três horas da tarde, deves mergulhar toda na Minha Misericórdia, adorando e glorificando. Implora a onipotência dela em favor do mundo intero e especialmente dos pobres pecadores, porque nesse momento foi largamente aberta para toda a alma." (Diário, 1572)
Once I heard hymns of excessive joy during a funeral, a mother was weeping her son died in a car accident. Words were repeated over and over again, inviting to bless God to have called the boy to Him so youngYour behaviour was different:You cried in front of Your friend Lazaruss tomb, even if You knew that in a while You would have resuscitated him; You were touched by the widow of Nain, who followed her sons body and You had already decided to give him back to her arms. Only once You were seen tearless. It was in front of Giaros daughter. Those paid to deride You where prevented to take advantage from their actions and were took away
La auténtica tristeza se apodera de nosotros no cuando llegamos a casa por la noche y nos topamos con que nadie nos espera, sino cuando nosotros ya no esperamos nada. Sufrimos la más oscura soledad no cuando el fuego del corazón se extingue, sino cuando ya no queremos encenderlo, ni siquiera para la llegada de un posible huésped. La verdadera tristeza sobreviene cuando creemos que la música ya no tocará para nosotros, y que nadie volverá a llamar a nuestra puerta. Pensamos que ya nunca saltaremos de gusto ante una buena noticia, y que ya nada nos volverá a sorprender jamás. Y así la vida transcurre directo hacia un epílogo que nunca llega, como una cinta que terminó y sigue desenrollándose sin producir sonido, hasta que por fin se detiene.