Un sacerdote di Milano, don Giorgio Begni, chiese anni or so¬no a Corrado Bianchi Porro, una riflessione complessiva sulla sorella Benedetta, con particolare riferimento ai temi della Croce e dell'amicizia. Questa è la risposta di Corrado.
La prima volta ti marchia in fondo all'anima: vomiti, ti accartocci, ti si spacca il petto eppure, in quello stesso istante, ti sembra di stare in paradiso.
La droga uccide le emozioni, cancella l'ansia, gli affanni, il dolore. Non senti fame, freddo, solitudine. Poi l'effetto svanisce e ti resta questa cosa nella testa, questo posto dove vuoi tornare.
Ci pensi e ci ripensi e se la cerchi ancora sei spacciato. Ti rifai e sei di nuovo in mezzo agli angeli.
Ma dura meno.
Dura troppo poco e ti ritrovi d'un botto sulla terra, con tutti i tuoi problemi che ti aspettano e questo chiodo già fisso nella testa. La cerchi ancora... ancora... ancora.
DALLA PRIMA LETTERA DI S.PAOLO DELLA CROCE ALLA VEN.LUCIA BURLINI 4 LUGLIO 1748
Dopo il silenzio di tanti anni, ho creduto mio obbligo di gratitudine di visitare con questa mia il vostro spirito ringraziandovi in primo luogo, in Gesù Cristo della grande carità con cui avete assistito ai nostri poveri religiosi abitanti nel sacro ritiro della Madonna del Cerro [ ..] Gesù che è il sommo datore d'ogni bene ricolmi sempre più il vostro spirito della pienezza delle sue grazie e doni celesti, per le fatiche, viaggi ed altri uffici di carità in cui vi siete impiegata per i miei e vostri fratelli in Gesù Cristo.
Maria, i ragazzi della Sicilia gridano: "Basta con le mafie"
Caro Don Giosy, oggi ho deciso di parlarti della mia meravigliosa isola, la più bella del mondo: la Sicilia. Questo potrebbe sembrare un parere di parte, perché a farlo, è un siciliano. Ma le prove storiche già sono forti. La mia Sicilia è collocata nel cuore del Mediterraneo e proprio per questa sua posizione strategica, è stata, fin dall'antichità, culla di civiltà e di storia. Desiderata dalle maggiori civiltà occidentali, dai Greci, dai Romani, dagli Arabi, dai Normanni e dagli Spagnoli, le tracce di questi popoli restano ancora visibili nelle opere d'arte sparse in tutta l'isola. Ma ciò che rende sicuramente la Sicilia, l'isola più bella del mondo, sono i suoi giovani.
Li ho visti nei vari turni di mensa dentro il Centro Giovanile Gesù Adolescente come consumano il pasto: lo trangugiano, lo gustano come una festa alla domenica, dopo la S. Messa il Mestre Armando dà un panino con la mortadella e una bibita; tutti in fila come leoni, piccoli, giovani, genitori per questo pasto festivo.
Chi conosce S. Paolo della Croce fondatore dei Passionisti, considerato uno dei più esperti maestri della vita spirituale della Chiesa, deve aver necessariamente conosciuto il nome di Lucia Burlini, fra la vasta costellazione delle anime dirette da lui.
Quante volte abbiamo bisogno di una parola di incoraggiamento e di consolazione, quando sembra che tutto vada storto. Benedetta insegna ad amare il Signore ed il prossimo, anche nelle condizioni più estreme.
Una lettera inviata ad una sua ex insegnante, ormai paralizzata, ci mostra una gioia profonda che, lei gravemente ammalata, cerca di trasmettere ad una compagna di sventura:
Io sono serena lo stesso, perché è Dio che mi ha voluto così che ci ha voluto così. Non temiamo, Signorina. Siamo cadute nelle Sue mani...
" Anche se l'uomo sia un animale dotato di coscienza, resta una domanda: se per caso tutto finisse qui che ragione ci sarebbe per la compassione e la solidarietá ? " A rispetto del Natale e del suo personaggio, Gesú Cristo, in questi giorni ho cambiato idee come un áteo confesso su questa figura, che é religiosa, politica e storica. Questo amico mi ha detto che non sopporta l'idea della morte e sparire per completo, l'essere umano ha inventato Dio e una anima. Per lui la vita finisce qui, il celebro muore, e con lui muore la coscienza e tutte le nostre sensibilitá. Procuro scherzare con gli átei, dicendo a loro che sono uomini di vera fede. Si, sono persone di molta fede che non credono in Dio e nella anima. Resta una domanda: Che importanza ha Gesú e chi ha bisogno di Lui ?
Anche nella ipotesi che dopo la morte non ci é niente, Gesú Cristo é
necessário, la ética cristiana cosí la considera necessario. La vita
sulla terra avrà un senso di civilizzazione sociale e elevazione morale
se l'essere umano potesse vivere insieme, usufruire la presenza
dell'altro, avere felicitá in contatto con il nostro simile, competere
senza distruggere, minimizzare il suo soffrire e degli altri. Per
alcuni filosofi, questi comportamenti potrebbero essere conquistati con
la reflessione intelletiva e per la etica, senza necessitá di Dio e
dell'anima.
L'essere umano, in generale, non ha una inclinazione
naturale ad essere solidale, avere compassione per il dolore altrui,
poi, nel regno animale, l'egoismo, la concorrenza e la competizione é la
regola principale. Anche se l'uomo sia un animale dotato di
coscienza, rimane la domanda: se tutto finisse qui, che senso avrebbe la
compassione e la solidarietá? Perché dovremmo dare del nostro in
favore di altri, se dalla nascita fino alla morte i nostri simili
avrebbero pochi anni di sofferenza e che dopo tutto si convertirebbe in
polvere? Anche se alcuni filosofi abbiano ragioni teóriche nel dire che
la bontá e l'amore non dipendono da Dio e neppure dall'anima, nella
pratica l'uomo é un animale che ha difficoltá a fare il bene ed essere
solidale senza mettere in conto quello che potrá succedere dopo la vita.
É qui che entra Gesú. Dal momento della sua nascita, gli uomini non
erano uguali in dignità; la schiavitú era considerata naturale, il
rispetto verso il simile non era un valore maggiore, le pietre servivano
per costruire e ammazzare.
La ética cristiana ha sottomesso questo
ordine coludire che tutti siamo iguali davanti a Dio e che la vita é un
bene da essere rispettato e protetto. In questo giá ci starebbe la
giustificazione dell'amore, della solidarietá e del bene.Una delle
definizioni cristiane di " caritá " dá una buona misura della etica di
Gesú. Questa etica dice che la caritá consiste nella "benevolenza per
tutti", indulgenza con le imperfezioni altrui e perdono delle
offese:perdono, come la capacitá di superare le offese, senza rancore e
senza il desiderio di vendetta. Gesú disse di agire cosí visto che
della indulgenza e del perdono noi tutti ne abbiamo di bisogno. Ecco
la massima:" non fare agli altri tutto quello che non vorresti ricevere
da loro e anche, fai agli altri tutto quello che vorresti che gli altri
ti facessero." Grandi pensatori, dottori, teologi e religiosi
affermano che sarebbe molto difficile attingere la evoluzione ética
della umanitá e la disposizione dell'uomo per il bene, l'amore e la
solidarietá senza credere in Dio e qualche cosa dopo la nostra morte
terrena.Discussioni filosofiche a parte, la ética cristiana ha
contribuito per formare l'uomo meglio. L'amore verso il simile é piú
probabile nel cuore dell'uomo che vede l'essere umano come qualche cosa
di piú che materia finita.
Anche se non esistesse Dio, la ética
cristiana é necessaria. Se la forma per ottenerla sia per la filosofia o
per la religione, poco interessa, il fatto é che gli ideali di amore,
solidarietá,umiltá, bontá e disposizione per cooperare e fare il bene
sono valori che tornano umani,civilizzati e ci fanno vivere bene con noi
stessi. Senza questo sarebbe il ritorno alle barbarie. L'influenza
istorica di Gesú é tanto grande che anche l'arrogante Napoleone
Bonaparte la riconobbe dicendo questa frase: " Alessandro, Cesare, Carlo
Magno e io abbiamo fondato imperi..... ma su che cosa li abbiamo
fondati questi imperi ? Sulla forza ! Quel predicatore indigente di
Nazareth ha fondato un impero maggiore dei nostri tutti insieme
sull'amore e, fino a oggi, milioni di persone lo seguono e muoiono per
Lui." Se tu fai del bene e qualche cosa per il tuo simile solo
guadagnerai: se esiste Dio, tu guadagnerai:se non esiste, tu pure
guadagnerai perché hai passato la vita con sentimenti nobili e
attitudini maiuscole.
Buon Natal a tutti, credenti e non credenti, e
chissá se questi uomini di fede che si auto-proclamano atei confessi non
ci precederanno nella Patria Celeste !!!!!!!
Per gli abbortisti: " É giá uomo colui che lo sará " (Tertulliano)
Storia vera e non unica E' una ragazza di nome Speranza: una vita perduta?
Con sincero, profondo dolore, con rabbia ed indicibile tristezza scrivo questa storia straziante che tante volte ho ripassato nella mia mente. Vorrei che la sua pubblicazione potesse aiutare qualcuno. Provo dolore perché è una storia di droga e di degrado morale e ne è vittima una persona legata per alcuni anni alla mia professione di docente.Provo rabbia per lincapacità e lindifferenza di tutte le istituzioni ad offrire una opportunità di ascolto e di guida valida. Provo tristezza per il buio esistenziale che ancora avvolge questa giovane donna.A dispetto di tutto, la chiamerò SPERANZA. Dunque: Speranza si sente goffa, brutta, insignificante, non intelligente sua madre non potrebbe fare la velina perché ha un corpo disarmonico il padre non può permettersi la Mercedes...
IN MARIA-FEDE CHE ASSOMMA UNA VITA
Ciò che ha
impressionato più vivamente il pensiero cristiano di questi ultimi tempi sulla testimonianza di santità di Maria è stata l°immersione totale in un mistero che la circondava da ogni parte, senza che lei sentisse il bisogno del sussidio di rivelazioni 0 visioni, dello stampo dei patriarchi e dei profeti della sua gente. Lo abbiamo notato a suo luogo.
Credette alla parola dell'angelo, e si fidò; tenne presente la predizione del vegliardo del tempio e accettò senza riserve una missione chiaramente superiore ad una semplice donna del popolo. Non chiese spiegazioni di sorta.
Assunta in Cielo, trasfigurata dalla Gloria ma sempre Donna, sempre Madre!
Il nostro amore per Te, Maria, non ha mai accettato limiti. L'unico limite è stata la nostra scarsa capacità di penetrare nel tuo mistero: esaltandoti al di sopra degli angeli abbiamo evitato di considerarti sempre ed essenzialmente Donna.
AS TENTAÇÕES DE JESUS UMA REFLEXÃO SOBRE O EVANGELHO
O primeiro domingo da Quaresma nos apresenta todos os anos o mistério de Jesus no deserto seguido de tentações: ( cf. Mt. 4,1-11) Quaresma é um tempo forte de conversão e renovação em preparação a Pascoa. É um tempo sagrado para aprofundar o plano de Deus e rever nossa vida cristã e nós somos chamados a rever as tentações que estão ao nosso redor. Jesus passou quarenta dias no deserto. Quarenta dias de oração e penitência que desembocam na cena que Mateus narra no capitolo 4.1-11 É uma cena cheia de mistério que o homem não pode entender, isto é, saber de um Deus que se submete à tentação e que deixa agir o maligno, mas essa cena pode ser meditada se pedirmos ao Senhor que nos faça comprender a lição que encerra.