
Sul "PATER NOSTER"
Due parole per introdurci

Forse si è temuto di mettere in crisi alcuni assidui alle varie liturgie, non molto propensi a rin-novamenti del genere. Eh sì! Non è raro sentire fra devoti piuttosto attempati e, naturalmente, poco disposti a cambiamenti in campo religioso: Ora si sta mettendo tutto sotto sopra! In questo modo faranno perdere la fede anche a chi crede!...
Però i più attenti di voi si saranno accorti che nel recente nuovo Lezionario delle Messe, è apparsa già la correzione di qualche frase tradotta male. Ad esempio, quella che nella seconda parte del Pater noster dice: " e non c' indurre in tentazione ".

Vanno, inoltre, considerate, almeno due cose, per comprendere meglio la straordinaria originalità della preghiera di Gesù:

2. - che la rivelazione della paternità di Dio rappresenta il punto focale, cioè centrale del Messaggio evangelico..
Vi sono, anche nella Bibbia ebraica frasi isolate, come quella dove si dice: O Yahvè, non sei tu il nostro Padre? - Ma subito dopo vi avvedete che si tratta di una pura metafora. Comunque, nessuna preghiera ebraica, nessun salmo inizia, o s'imposta sul concetto di autentica filiazione con Dio, perché esprime un rapporto esterno, cioè di giustizia.
Così affermano i migliori esegeti di oggi.

Per concludere, ricordiamo che Gesù, è stato `provocato' dagli Apostoli a dar loro una formula di preghiera. Fosse dipeso da Lui, non ce ne avrebbe lasciata alcuna... Egli, esattamente parlando, ci ha proposto l'Orazione, cioè il colloquio fiducioso, amoroso, filiale col Padre, sciolto da ogni formula, come ce ne dava l'esempio personale Lui stesso.
- Ovviamente, per favorire un rapporto comunitario con Dio, occorreva una formula.

















