La donna stia in casa
Finora abbiamo incontrata la donna per la strada; e già i grandi rabbini ci hanno ammonito di non salutarla nemmeno. Un celebre filosofo ebreo ellenista, Filone, contemporaneo di Gesù, scrive che la donna d'Israele, anche ai suoi tempi, doveva avere bene in testa che gli affari pubblici spettavano solo agli uomini. Quindi niente mansioni in tribunali, in politica, ai mercati; e neppure processioni festive. Perfino al tempio dovevano essere severamente separate dagli uomini.

Un panorama palestinese
Per toglierci ogni dubbio, in proposito, basta leggere il Talmud, dove si dichiara senza ombra di perplessità: "Non c' è sapienza per la donna, se non nel fuso" (TalmudJer: Sota 19a).
Non pensate di paragonarla, questa donna orientale, a quella romana della Repubblica, perché è vero che neppure Roma, ai tempi dell'austerità morale, aveva ammesso presenze e ingerenze di donne negli affari pubblici; ma era per tutti altri motivi. In effetti la severa legge Oppia, non permetteva a nessun funzionario che partiva per l'amministrazione di questa o quella provincia, di portarsi dietro mogli e figli. I non pochi Catoni dell'epoca dicevano che queste donne, a fianco di alti funzionari, in tempo di pace ingarbugliavano il marito con intrighi di corte; in quello di guerra lo impaurivano con lo spettro della morte e dello sfascio della sua famiglia.
In Giudea la situazione e la mentalità erano ben diverse. Neppure in casa la donna era padrona di muoversi come voleva: se non era ancora sposata, doveva guardarsi bene dall'entrare negli appartamenti degli uomini; se sposata, doveva considerare limite dei suoi movimenti la porta d'uscita della sua abitazione. Così le leggi rabbiniche.
Il Talmud (raccolta di leggi, tradizioni, e aneddoti, compilata in epoca di poco posteriore a Gesù), riporta l'opinione di un noto rabbi, che spiegava la frase del salmo 44 (trad. dei 70) : "La figlia del re, dentro, è tutta splendore", dicendo che quel termine dentro, andava inteso, come dentro la sua casa. Chiaro: fuori di casa, no!
Ma va ricordato ciò che si è detto altre volte, che, cioè, queste norme, ed altre del genere, oltre a non riflettere del tutto la vera situazione della donna dei tempi di Gesù, perché posteriori, hanno sempre davanti la "donna", cioè la signora ricca, colta: le altre non facevano storia. Ne abbiamo un esempio nella regina Alessandra Salomé, di Macheronte, la quale si permetteva di comportarsi in maniera del tutto liberale, disattendendo allegramente questa legislazione da sub cultura. Ma, già: era stata educata a Roma.
La donna popolana, pur nella sua miseria, godeva di un respiro che le nobili non avevano. Meglio per lei! Su questo, era più ricca di loro, sentendosi padrona di se stessa, almeno riguardo a queste formalità discriminanti.
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