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... in un solo Signore,
Gesù Cristo

Proseguendo nella nostra analisi del Simbolo che recitiamo ogni domenica e nelle solennità liturgiche, notiamo subito quell' "unico Signore" attribuito a Gesù Cristo. Vi sarete accorti che lo schema su cui è impiantato il Credo Piceno, presenta anzitutto la SS. Trinità,  Padre creatore, Figlio salvatore e Spirito santificatore, poi scende alla Chiesa e alle affermazioni teologico - escatologiche con le quali conclude.
Quando si arriva al Figlio, si assiste alla comparsa improvvisa del nome di Gesù Cristo “unico Signore".

 

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Una raffigurazione della SS. Trinità

Si sa che il Credo sta per proporre gli articoli di fede che riguardano il Verbo Eterno. Dicendo Gesù Cristo, siamo, invece al Verbo Incarnato. Come mai questa anticipazione?

Per comprenderla dobbiamo ricordare che i due Concili ecumenici di Nicea e Costantinopoli erano stati adunati soprattutto per mettere in guardia dall'eresia di Ario. Questo prete di Alessandria d'Egitto insegnava che Gesù non è Dio, uguale al Padre, ma una creatura semplice, anche se tanto elevata in santità. Per noi del 2000 queste dichiarazioni non sembrerebbero un'insidia così devastante, come nel sec. IV°. Se uno è cristiano, crede di conseguenza che Cristo è Dio, uguale al Padre, punto e basta. Invece a quei tempi neppure la reazione concorde dei più venerabili Padri della Chiesa riuscì a debellarla del tutto. Difatti, quando calarono da noi i barbari di Odoacre, Generico, Teodorico e compagni, provenienti quasi sempre dall'oriente, erano ancora quasi tutti di fede ariana... Esistono ancora, specialmente in oriente, comunità cristiane che seguono la dottrina di Ario.

Questo vi spiega perché, quando negli articoli del Simbolo si entrò a parlare della seconda Persona della Trinità, cioè il Verbo, s'iniziò mettendo avanti il nome di Gesù Cristo, che, come Dio, è il Verbo del Padre, al quale competono i titoli di "Unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre, generato non creato", ecc....

Per riassumere e chiarire ancora di più ammettiamo che sarebbe stato più chiaro attendere, nel Simbolo, a fare il Nome di Gesù Cristo, al momento di parlare del Verbo Incarnato, cioè al punto dove affermiamo: "Per noi uomini... si è in carnato nel seno della Vergine Maria". Ora siamo al Verbo Incarnato, cioè Gesù Cristo. Prima si parlava del Verbo eterno "generato dal Padre" ecc. Ragioni gravissime indussero i Padri dei due Concili ad anticipare il Nome di Gesù, al momento in cui s'inizia con il Verbo eterno. Perché, in effetti, la Persona di Gesù è il Verbo. Non è, come vedete, un discorso così scorrevole. Ma sicuramente, al momento di proclamarlo nella S. Messa, vi capiremo qualcosa di più. Ogni aumento di luce, sul versante della fede, si risolve in un grande vantaggio per la testimonianza pratica cristiana che consiste nell' amare meglio e servire con maggiore consapevolezza il Padre "in Gesù Cristo,  unico Nostro Signore". 


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AS VIAS DO ESPIRITO

Do humilde sentir de se mesmo

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Do humilde sentir
de se mesmo


Todo homem, naturalmente, deseja saber: de que vale, porém a ciência sem o temor de Deus? Melhor, sem dúvida, é o  camponês humilde que serve a Deus que o filosofo orgulhoso o qual, de si mesmo esquecido, considera o curso dos astros.
Quem se conhece bem, despreza-se e não se compraz com humanos louvores.

Soubesse eu tudo no mundo, faltando-me a caridade, de que me valeria diante de Deus que me julgará pelas minhas obras?

 

THE WAYS OF THE SPIRIT

Jesus Christ's features

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From a letter of
Publius Lentulus
to Tiberius (31 d.C.)


Letter  from  Publius Lentulus, governor of Judah, to  the Emperor about  Jesus Christ’s features.  Lentulus was a contemporary with Christ. This document is of great historical value and it is very truthful.