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A Maria, donna del pane
Facci capire che la tavola non sazia
se il cuore è vuoto di verità
 
Santa Maria, donna del pane, chi sa quante volte all'interno della casa di Nazareth hai sperimentato pure tu la povertà della mensa, che avresti voluto meno indegna del Figlio di Dio. E, come tutte le madri della terra preoccupate di preservare dagli stenti l'adolescenza delle proprie creature, ti sei adattata alle fatiche più pesanti perché a Gesù non mancasse, sulla tavola, una scodella di legumi e, nelle sacche della sua tunica, un pugno di fichi. Pane di sudore, il tuo. Di sudore, e non di rendita. Come anche quello di Giuseppe, del resto.
 
 
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Il quale, nella bottega di falegname, era tutto contento quando dava gli ultimi ritocchi a una panca che avrebbe barattato con una bisaccia di grano.

E nei giorni del forno, quando il profumo caldo di focacce superava quello delle vernici, ti sentiva cantare dall'altra parte, mentre Gesù, osservandoti attorno alla madia, dava anche lui gli ultimi ritocchi alle sue parabole future: "ll Regno dei cieli è simile al lievito che una donna prende e impasta con tre misure di farina..." (Mt 13,33).


Santa Maria, donna del pane, tu che hai vissuto la sofferenza di quanti lottano per sopravvivere, svelaci il senso dell'allucinante aritmetica della miseria, con la quale i popoli del Sud un giorno ci presenteranno il conto davanti al Tribunale di Dio.

Abbi misericordia dei milioni di esseri umani decimati dalla fame.

Rendici sensibili alla provocazione del loro grido.

Non risparmiarci le inquietudini dinanzi alle scene di bambini che la morte coglie tragicamente attaccati ad aridi seni materni.

E ogni pezzo di pane che ci sopravanza metta in crisi la nostra fiducia sull'attuale ordinamento economico, che sembra garantire solo le ragioni dei più forti verberi della trasparenza di Dio, aiutaci perché possiamo sperimentare tutta la verità delle parole di Gesù:
«La lucerna del corpo è l'occhio; se dunque il tuo occhio è chiaro, tutto il tuo corpo sarà nella luce» (Mt 6,22).


Santa Maria, donna del primo sguardo, grazie perché, curva su quel bambino, ci rappresenti tutti.

Tu sei la prima creatura ad aver contemplato la carne di Dio fatto uomo: e noi vogliamo affacciarci alla finestra degli occhi tuoi per fruire con te di questa primizia.

Ma sei anche la prima creatura della terra che Dio ha visto con i suoi occhi di carne: e noi vogliamo aggrapparci alle tue vesti per spartire con te questo privilegio.

Grazie, impareggiabile amica dei nostri Natali.

Speranza delle nostre solitudini.


Conforto dei nostri gelidi presepi senza cori di angeli e senza schiere di pastori.

Perdonaci se i nostri sguardi sono protesi altrove.
Se inseguiamo altri volti.
Se corriamo dietro ad altre sembianze.

Ma tu sai che nel fondo dell'anima ci è rimasta la nostalgia di quello sguardo. Anzi, di quegli sguardi: del tuo e del suo.

E allora un'occhiata daccela, pure a noi, Madre di misericordia.

Soprattutto quando sperimentiamo che, a volerci bene, non ci sei rimasta che tu.
 

+ Tonino Bello
(18/03/1935 - 20/04/1993)
 

THE WAYS OF THE SPIRIT

THE FEAST OF THE DIVINE MERCY

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in inglese
THE  FEAST OF THE DIVINE MERCY
                                                                                            
 During the course of Jesus' revelations to  Saint Faustina on the Divine Mercy He asked on numerous occasions that a feast day be dedicated to the Divine Mercy and that this feast be celebrated on the Sunday after Easter. The liturgical texts of that day, the 2nd Sunday of Easter, concern the institution of the Sacrament of Penance, the Tribunal of the Divine Mercy, and are thus already suited to the request of Our Lord. This Feast, which had already been granted to the nation of Poland and been celebrated within Vatican City, was granted to the Universal Church by Pope John Paul II on the occasion of the canonization of Sr. Faustina on 30 April 2000.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Tocar el cielo, ascender, es una aspiración de todo ser humano.

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Tocar el cielo, ascender,
 es una aspiración de todo ser humano.

 
Ascender no es lo mismo que trepar, la mayoría de nuestros padres lo expresaban con aquello de: “que mis hijos sean más que yo”, pero no falta quien lo entiende como pasar por encima de todos o crecer menguando a los demás.
Ascender es bajar, increíble paradoja, que nos invita a ser servidores, a entregarnos, a defender la vida de los más pequeños, a ser personas para los demás, y eso es crecer.
Es esto lo que permite al hombre ser distinto y superar la pesadez de una vida anclada en la tierra y en el fango, es lo que le permite mirar al cielo, volar
La Ascensión completa la Resurrección, Jesús culmina su proceso, viene del Padre y vuelve al Padre, viene del amor y vuelve al amor, nos muestra el camino del Hombre Nuevo, para llegar un día al Reino.


WEGE DES GEISTES

El pan de Tiberíades

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El pan de Tiberíades

Con el pan de sus manos,
con un pez en las brasas,
al frescor matutino
el Señor invitaba.
Acercaos, amigos,
que esperando yo estaba.
Memorial y Evangelio
era el lago y la barca,
por aquí las parábolas
y las gentes sanadas.


Preghiere

PREGHIERA : CHIEDETE E VI SARÁ DATO

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PREGHIERA : CHIEDETE E VI SARÁ DATO

Una riflessione
Spesso l'evangelista Luca inquadra Gesú che prega: é l'insegnamento piú valido. Non siamo davanti la preghiera dei farisei o dei discepoli di Giovannni Battista . Gesú s'inspira in quei contenuti, ma alla base c’ é la fiducia del Padre che è  il fondamento stesso della preghiera. Rispetto a Matteo , Luca insegna il Pater con cinque petizioni ( invece sono sette in Matteo) le prime due sono rivolte al Padre, le ultime tre manifestano la necessitá fondamentale dell'uomo. Egli chiama Dio  Padre , Cioé "Abbá" e con lui ha un rapporto filiale e tenero: é il Dio vicino e il suo volto é Gesú stesso.