DON TONINO BELLO: NON UN MITO, MA... UN MITE ( Il Vescovo don)
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta? Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari. Arrivato a Molfetta, mi venne ad aprire un bambino. Non era o meglio era uno dei piccoli figli che il Vescovo don ospitava nella sua casa Vescovile: famiglie senza casa o disagiate.
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
Cristo asceso nei cieli regna alla destra del Padre
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Siamo al quarantesimo giorno dalla Risurrezione. Ormai la missione terrena di Gesù si conclude.E finito il tempo della incarnazione e deve congedarsi dai suoi amici. Nella prima lettura della Liturgia della Ascensione è ancora Luca che con il suo scritto - Atti degli Apostoli - racconta al suo carissimo amico Teofilo come Gesù ... si mostrò ad essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, apparendo loro per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio. Mentre si trovava a tavola con essi ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre, quella, disse, che voi avete udito da me . Poi condusse gli apostoli fuori della città e li portò in cima al monte oliveto, facendo il cammino che aveva percorso con loro esattamente sei settimane addietro, la sera del giovedì santo. Stesso ambiente ma spirito completamente diverso! Allora andava con loro verso la notte della agonia, ora verso il giorno del trionfo!
Un sacerdote di Milano, don Giorgio Begni, chiese anni or so¬no a Corrado Bianchi Porro, una riflessione complessiva sulla sorella Benedetta, con particolare riferimento ai temi della Croce e dell'amicizia. Questa è la risposta di Corrado.
DALLA PRIMA LETTERA DI S.PAOLO DELLA CROCE ALLA VEN.LUCIA BURLINI 4 LUGLIO 1748
Dopo il silenzio di tanti anni, ho creduto mio obbligo di gratitudine di visitare con questa mia il vostro spirito ringraziandovi in primo luogo, in Gesù Cristo della grande carità con cui avete assistito ai nostri poveri religiosi abitanti nel sacro ritiro della Madonna del Cerro [ ..] Gesù che è il sommo datore d'ogni bene ricolmi sempre più il vostro spirito della pienezza delle sue grazie e doni celesti, per le fatiche, viaggi ed altri uffici di carità in cui vi siete impiegata per i miei e vostri fratelli in Gesù Cristo.
Dal nostro inviato tutte le news
dal Mato Grosso, Brasile
Come voi, anchio sono molto dispiaciuto di non aver ancora inviato un servizio brasiliano. Ma sono stato molto coinvolto nella permanenza dos italianos qui a Três Lagoas. E poi sono stato travolto dalle emozioni nellincontro con tanti volti ormai noti e tanto amati.
Ma le piú dure battaglie le abbiamo combattute, e solo ora parzialmente vinte, per avviare i nuovi corsi professionali: saldatura, cucito industriale, informatica e soprattutto officine di auto e di moto. Se ti muovi trovi mille ostacoli per andare avanti. Ma noi non possiamo arrenderci. È questione di vita o di morte.
Il fatto di Gesú Dio fatto uomo é un poco complicato di comprendere all'uso della ragione umana e possiamo domandare: perché nel Vangelo non incontriamo la vita di Gesú ancora bambino e si parla tanto poco di questa sua fase fra noi ? Il Vangelo parla di Gesú quando aveva trenta i anni a cominciare il suo ministero. Interessante che nella nostra vita ci ricordiamo solo di fatti importanti felici e anche infelici. Bene sappiamo che il Vangelo é l'espressione dello straordinario di Dio fatto uomo nella storia della umanitá. La vita di Gesú Bambino e adolescente é una vita piena di normalitá come qualche mortale, se fosse differente come una infanzia straordinaria, in comune, incredibile allora Gesú non sarebbe un essere umano. Chi non accetta la sua incarnazione non comprende niente.
É comune osservare: chi non
sta in comunione di fede con la chiesa non intende il silenzio del
Vangelo a rispetto della vita occulta di Gesú nei suoi trenta anni nella
Galilea. Ma é giustamente il silenzio del Vangelo che ci insegna che
Lui é veramente uomo, comune, normale come tutti gli altri che devono
crescere, apprendere e vivere il quotidiano come persona: questo é il
testimonio della sua incarnazione. Con questo Gesú si umilió e fu
obbediente. La umiliazione di Gesú stá essenzialmente nell' assumere i
limiti della condizione umana, questa umiliazione si esprime nell'
accettare persecuzioni, sofferenze fisiche e psicologiche e sopratutto
nella esperienza di una morte violenta.
La sua morte violenta e ingiusta
fu consequenza del suo magistero. Questa é la dimensione della
obbedienza al Padre, la coerenza con la volontá del Padre di rinunciare a
tutto e tutto collocare nel cammino della salvezza. Gesú si umilió
nella condizione di uomo e il suo soffrire non fu la volontá del Padre,
ma una consequenza della sua vita.La esaltazione di Gesú viene per
questo: per la sua obbedienza alla volontá del Padre che era e ancora é
la salvezza dell'essere umano e per il mondo. Il fatto della
resurrezione, molto accentuato nei quattro Vangeli e nelle lettere,
specialmente di Paolo, é questa esaltazione che il Padre fa per Gesú.
Per l'essere umano continuare l'opera iniziata da Gesú era necessario
avere un difensore e Lui stesso lo afferma varie volte come nel Vangelo
di Giovanni: " ....queste cose vi ho detto stando fra di voi, ma Il
Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre inviará in mio nome, vi
insegnará tutto e voi ricorderete tutto quello che vi disse:"
(Gv-14.25) La parola Paraclito significa aiuto, soccorso e avvocato e
stá presente nella nostra persona a partire dal Battesimo e agisce
continuamente in noi: non Lo possiamo dimenticare o ignorare perché é
una realitá, ma Lui agisce in noi nella misura che lo invochiamo e
allora la sua forza e la sua potenza ci trasformará ..............
Il culto della Croce, strumento della nostra redenzione, si è molto diffuso nella Chiesa; la Croce è adorata e riceve omaggi, che non si concedono ad altre reliquie e le feste della Santa Croce rivestono particolare splendore.Non era la Croce considerata dagli antichi come il supplizio più terribile e più infamante? Era allora cosa frequente vedere un ladro o uno schiavo messo in croce e ciò che di questo supplizio indirettamente conosciamo ci permette di valutarne latrocità. Il crocifisso moriva con lenta agonia, soffocato per lasfissia determinata dalla estensione delle braccia in alto, torturato da crampi ai nervi irrigiditi.
CURRICULUM VITAE VIE DELLO SPIRITO DATA DI CREAZIONE 20-11-2007
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VIEDEDELLOSPIRITO SU YOUTUBE CON 180 VIEDEOPENSIERO-CANTI DI MEDITAZIONE VISUALIZZAZIONI 6.190.555- ISCRITTI 2349 VIDEO PIU VISTO: TI SEGUIRO= 527.576 VISUALIZZAZIONI
Il Giubileo della Misericordia proclamato dal Papa Francesco ha come tema " Misericordiosi come il Padre " ricordando la parabola del Vangelo di Luca (15.11.32) e come obiettivo fare misericordia a esempio del buon samaritano " ... vai e anche tu fai lo stesso "(Luca 10. 25.37) La parola misericordia significa intervenire a favore di qualche uno che abbia necessitá, aiutare non solo parenti e amici ma tutti quanti ne hanno di bisogno.
Anche
dentro questi contorni di un discorso senza pretese, qualcosa deve
essersi proiettato davanti alla nostra mente, a proposito di questo
titolo di sovrana grandezza: la maternità divina di Maria. Ci
saremo almeno persuasi, se vi fosse stato bisogno, che sia assai più
facile compilare un manuale di preghiere all Immacolata di Lourdes, o
narrare la vicenda tutt'altro che chiara della presunta Casa
della Madonna di Loreto, oppure allestire un trattatello, ahimè semi
inutile, sui numerosi messaggi di veggenti mariani, che affrontare questo genere di riflessione, sulla dignità della madre di Dio.
In effetti, la prima domanda che uno si pone, davanti ad un'antica icona bizantina della Dormizione, quando vede uscire dal corpo disteso sul letto, la figura di Lei in direzione obliqua verso il cielo, è questa. Si tratta della sua anima che esce a quel modo, o è tutta lei, anima e corpo, che il monaco del monte Athos vuole rappresentare con moduli così poco convincenti?