Guardo un bambino, una bambina in un passeggino o in braccio a papà e mamma. Guardo e penso: chi è? Perché e per chi ... è nato? Chi diventerà? Che ne sarà di questa creatura? Guardo e sogno tutto il possibile per lui e per lei. E dentro il sogno trovo quello che non si realizzerà mai e quello che, invece, avverrà.
Maria Grazia si trova in un momento di crisi.
Nei giovani le difficoltà spesso si aggrovigliano. Un problema di carattere sentimentale si accompagna magari a problemi di orientamento per il futuro.
Se poi si devono affrontare delle delusioni, subite o date, il disorientamento è ancora più grande.
Si può vivere il buio anche nella luce della giovinezza.
Benedetta Bianchi Porro è unamica di Maria Grazia.
In queste domeniche del tempo ordinario, la Liturgia ci propone dei brani, sempre del Vangelo di Matteo, dove Gesù si mostra come stupendo pedagogo, nei riguardi dei suoi amici, gli Apostoli.
Conosce bene le loro perplessità, i loro timori, i loro dubbi, tutti fattori che determinano in loro tanta insicurezza ed in capacità di affrontare la missione proposta dal Maestro.
Si, un vero connubio indissolubíle: l'aver radicato, innestatu 0 meglio aver ricevuto il dona di innestarsí nella vita, dello stessa Autore della vita, non può che farti innamorare della stessa vita.
LA VITA MIA PADRONA
Seppellite in me, sensazloni, emozioni nate appena godute, scomparse, registrate .sul nastro dalla vita. Quante volte vorrei risentirle e il registratore non parla! I comandi per riascoltarmi non sono miei.
NOTES PER UN TACCUINO RISERVATO LA VERA RICERCA DEL SACRO
Dicono che oggi, questa ricerca, sia più evidente che in altre epoche, da parte dell' individuo come delle masse. Segno che ci si sente ancora cristiani. Chi legge così la situazione religiosa attuale è affetto da miopia inguaribile, o non si è ancora liberato del tutto dalla dicotomia tra sacro e profano, di matrice pagana, tutt'al più ebraica; non evangelica.
Come ha visto, non era facile incontrarci. Certo, avrai potuto sapere anche altri particolari che rendono piuttosto amari questi ultimi anni della mia vita. Sento una grande riconoscenza del grande dono che mi hai fatto col trascorrere una preziosa ora in un colloquio che non potrò facilmente dimenticare.
Il fatto di Gesú Dio fatto uomo é un poco complicato di comprendere all'uso della ragione umana e possiamo domandare: perché nel Vangelo non incontriamo la vita di Gesú ancora bambino e si parla tanto poco di questa sua fase fra noi ? Il Vangelo parla di Gesú quando aveva trenta i anni a cominciare il suo ministero. Interessante che nella nostra vita ci ricordiamo solo di fatti importanti felici e anche infelici. Bene sappiamo che il Vangelo é l'espressione dello straordinario di Dio fatto uomo nella storia della umanitá. La vita di Gesú Bambino e adolescente é una vita piena di normalitá come qualche mortale, se fosse differente come una infanzia straordinaria, in comune, incredibile allora Gesú non sarebbe un essere umano. Chi non accetta la sua incarnazione non comprende niente.
É comune osservare: chi non
sta in comunione di fede con la chiesa non intende il silenzio del
Vangelo a rispetto della vita occulta di Gesú nei suoi trenta anni nella
Galilea. Ma é giustamente il silenzio del Vangelo che ci insegna che
Lui é veramente uomo, comune, normale come tutti gli altri che devono
crescere, apprendere e vivere il quotidiano come persona: questo é il
testimonio della sua incarnazione. Con questo Gesú si umilió e fu
obbediente. La umiliazione di Gesú stá essenzialmente nell' assumere i
limiti della condizione umana, questa umiliazione si esprime nell'
accettare persecuzioni, sofferenze fisiche e psicologiche e sopratutto
nella esperienza di una morte violenta.
La sua morte violenta e ingiusta
fu consequenza del suo magistero. Questa é la dimensione della
obbedienza al Padre, la coerenza con la volontá del Padre di rinunciare a
tutto e tutto collocare nel cammino della salvezza. Gesú si umilió
nella condizione di uomo e il suo soffrire non fu la volontá del Padre,
ma una consequenza della sua vita.La esaltazione di Gesú viene per
questo: per la sua obbedienza alla volontá del Padre che era e ancora é
la salvezza dell'essere umano e per il mondo. Il fatto della
resurrezione, molto accentuato nei quattro Vangeli e nelle lettere,
specialmente di Paolo, é questa esaltazione che il Padre fa per Gesú.
Per l'essere umano continuare l'opera iniziata da Gesú era necessario
avere un difensore e Lui stesso lo afferma varie volte come nel Vangelo
di Giovanni: " ....queste cose vi ho detto stando fra di voi, ma Il
Paraclito, lo Spirito Santo che il Padre inviará in mio nome, vi
insegnará tutto e voi ricorderete tutto quello che vi disse:"
(Gv-14.25) La parola Paraclito significa aiuto, soccorso e avvocato e
stá presente nella nostra persona a partire dal Battesimo e agisce
continuamente in noi: non Lo possiamo dimenticare o ignorare perché é
una realitá, ma Lui agisce in noi nella misura che lo invochiamo e
allora la sua forza e la sua potenza ci trasformará ..............
Una riflessione- a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil ) nostro collaboratore
La missione degli angeli custodi é condurci al cielo e alla salvezza eterna. Ma come possiamo noi relazionarci con loro giorno per giorno ? Prima di tutto gli angeli custodi di ognuno di noi sono nostri veri amici e non esiste segreto fra noi e loro. Loro sanno tutto quello che facciamo e al contrario dei demoni che non vedono Dio faccia a faccia sanno anche quello che pensiamo quando Dio gli comunica. Il minimo a fare in relazione a loro é salutarli e invocarli sempre e ricordare anche gli angeli dei nostri fratelli e sorelle che necessitano di un aiuto spirituale o temporale.
La finalitá che il Padre ha inviato il suo figlio Gesú é per la redenzione del peccato, la liberazione della schiavitú del demonio e della vita eterna con Lui. É certo che Gesú durante il suo ministero púbblico, mosso dalla misericordia, fece alcune cure e fece vari miracoli, ma non curó tutti i malati del mondo e neppure diminui le penalitá di questa vita, perché il dolore introdotto nel mondo dal peccato, ha un valore redentore unito alla sofferenza di Gesú.
Vorremmo poter dire che la Madonna è nata in quel dato giorno, in quellora precisa, in quel luogo della Palestina, magari dove la troviamo al momento dellannunzio angelico, per dare contorni seriamente riscontrabili alla sua esistenza storica. Invece dobbiamo accontentarci di congetture. Del resto, con il Suo Figlio Gesù non siamo in condizioni analoghe? Gli esegeti, per fare un caso, sanno che la cronologia cristologica è quanto mai fluida. Così per ogni particolare della sua vita nella Palestina romana: disponiamo solo di una documentazione attendi¬bile: non ci è lecito di spingerci più in là.
Una riflessione Sono parole pungenti uscite dalla bocca dell'anziano Simeone rivolte a Maria. Affermazione che nel suo contesto non si richiama solamente alla Passione di Gesú Cristo, ma anche al suo ministero, che provocherá una divisione del popolo di Israele e pertanto un dolore intimo di Maria. Nel corso della vita pubblica di Gesú, Maria sperimentó la sofferenza per il fatto di vedere Gesú, suo figlio tanto amato, essere rifiutato dalle autoritá del popolo e minacciato di morte.
Avvenne a Betlemme, in quella grotta squallida, che la pietà cristiana ha reso sfavillante di luce e piena di attrattiva religiosa, durante le feste natalizie. Maria non la trovò davvero così; neppure il suo sposo Giuseppe; molto meno il bimbo che vi nacque.
Come noi, Gesù dovette sentirsi espulso dalla natura fuori dello spazio vitale, che lo aveva accolto per nove mesi, in un tepore indispensabile al suo sviluppo, in un contesto di primo ascolto, dal quale, nelle ultime fasi, aveva avvertito perfino i sorrisi di Sua Madre, e anche le trepidazioni.
Five centuries before the coming of Christ, the King of Babylon ( today Bagdad) invaded Israel and deported ali the population to Mesopotamia.The voice of the Prophet lsaiah,walking among the people encouraging them: " Do not be afraid,for behold your God will come to save you ... And you Bethlehem are not the smallest of the villages of Israel, from you a Savior will be born.
Finally, after a long waiting, the Salvation Game.
Jesús nos invita a tener un encuentro con Él en la interioridad. Nos llama desde el mar a los que buscamos la seguridad en la orilla, para que entremos y gocemos de la belleza del abandono confiado y nos atrevamos a vivir la vida de forma creativa. No tiene en cuenta nuestra pequeñez ni nuestra vulnerabilidad; le agrada la audacia de la fe y de la entrega. Su palabra, desafío a ir más allá de lo que hacemos y vivimos, merece confianza. Entremos en la interioridad y vayamos sin miedo a su encuentro. Rema mar adentro es la exhortación que Jesús nos hace a todos los bautizados para meternos en las profundidades y no quedarnos en lo superficial solamente, es una invitación para remar y echar las redes en ese inmenso mar de las almas que no conocen a Cristo, en ese mar de gente que se ha apartado de él, en ese mar de gente que se ha apartado de su iglesia; ese rema mar adentro es un llamado urgente a todos los bautizados.
«Señor, ¿serán pocos los que se salven?» Jesús les dijo: «Esforzaos en entrar por la puerta estrecha. Os digo que muchos intentarán entrar y no podrán. Cuando el amo de la casa se levante y cierre la puerta, os quedaréis fuera y llamaréis a la puerta, diciendo: "Señor, ábrenos"; y él os replicará: "No sé quiénes sois." El Evangelio de este Domingo nos dice que "la senda que conduce a la Vida es estrecha" Es urgente la necesidad de la gracia y de nuestra respuesta. Recuperar el equilibrio, o la plena vigencia de la virtud, resulta de cargar la propia cruz cada día. Somos la cruz que debemos cargar: nuestros naturales límites, nuestras falencias y pecados, los altercados con un entorno agresivo y desalentador.
A Maria, donna che
conosce la danza
Facci capire che la festa
è l'ultima vocazione dell'uomo
Santa Maria donna che ben conosci la danza, ma anche conosci il patire, intenta, già sotto la croce, a come trasporre nei ritmi della festa i rantoli di tuo figlio, aiutaci a comprendere che il dolore non è l'ultima spiaggia delluomo.