Image

La donna israelita
ai tempi di Gesù

Schiava del marito


Adesso vogliamo inquadrarla nella sua posizione di fronte al marito. Potremmo tranquillamente dichiararla la schiava di luì. La donna doveva chiamare suo marito rab, padrone e ricordarsi che questa sua sudditanza costituiva per lei un obbligo religioso, annotava Giuseppe Flavio.  La prova più significativa era rappresentata dai due diritti che restavano solo al marito: la poligamia e il divorzio. Scendendo al particolare minuto, la moglie ebrea dei tempi del Salvatore era talmente soggetta al marito, che questi poteva indurla anche ad emettere voti a suo piacimento, purché non richiedessero cose vituperevoli. I figli stessi dovevano più rispetto al padre che alla madre; anzi questa dipendeva da lui né più né meno che loro.
 

Si diceva che, nel caso che la donna vedesse in pericolo di morte marito e figli, essa non doveva avere dubbi: doveva prima salvare il marito. Diverso, se il marito avesse trovato in pericolo moglie e figli. Qui veniva sentenziato che, solo nel caso di attentato alla pudicizia della moglie, egli avrebbe dovuto, prima salvare lei...

Da queste cose a spessore grosso, possiamo scendere ai dettagli più manuali, dei doveri di una donna sposata. La descrizione puntigliosa del Talmud ci offre particolari in un certo senso gustosi: macinare alla mola, cuocere e preparare i pasti, lavare, rifare il letto e, secondo qualcuno più esigente, lavargli il viso, le mani, i piedi, riempirgli la coppa di acqua o vino e simili.

Siccome si sentiva mantenuta da lui, doveva compensare le spese. Se il marito fosse stato povero, la moglie avrebbe trovato già prescritta la misura settimanale di tessitura che deve approntare (a meno che, avverte qualche rabbino più scrupoloso, la donna non stesse allattando un bambino).

In compenso, suo marito aveva il dovere di mantenerla con vitto, vestito e alloggio.

Se fosse stata fatta prigioniera (erano i tempi), aveva il dovere di riscattarla dalla schiavitù. Doveva, inoltre, procurarle medicinali. Se poi aveva la fortuna di sopravviverle, era suo obbligo, alla morte della consorte, di procurarle almeno due suonatori di flauto e qualche donna piangente. Cosa ancor più commovente, era suo diritto, di tenere un bel discorsetto su di lei, al momento della sepoltura.

Come si vede, tutto era contemplato accuratamente, di modo che la prigione (se ci è stato detto che la sposa era un po' come una schiava del marito) risultasse più gradita. Indubbiamente la situazione non era confortevole neppure fra nazioni ad alto livello di civiltà, come la Grecia e, in una certa misura, Roma.

Solo Gesù poteva dare al matrimonio
un valore nuovo e veramente umano

Image

Ma non dimentichiamoci che, anche lungo i due millenni cristiani, non è che abbia prevalso il progetto di Cristo sulla condizione della donna, come sposa. I ricordi che sono arrivati fino a noi, se non hanno le tinte fosche dell' assoluto assoggettamento, parlano ancora in termini analoghi.

Quanti celebranti della cerimonia nuziale cristiana, al momento di leggere quel passo della Lettera agli Efesini "Le mogli siano sottomesse ai mariti, come al Signore" (Ef 5,22) ha avuto la bontà di chiarire perché si dice "come al Signore?”.

Non sarebbe stato difficile da capire che si tratta di un atteggiamento che non è della schiava che si assoggetta, ma della figlia che aderisce al Padre.

Padre Bernardino Bordo
- Passionista -

AS VIAS DO ESPIRITO

Quinto Domingo de Pascoa ( 28.04) AMAI-VOS UNS AOS OUTROS

  EVANGELHO
Quinto Domingo de Pascoa ( 28.04)
 
 
                  AMAI-VOS UNS AOS OUTROS

Image
 
Deus nos ama e quer nossa felicidade, pois bem conhece como niguém como funciona nossa mente e nosso estado emocional.  Ele nos deixou, através seu Filho Nosso Senhor Jesus Cristo, a receita, a dica,a regra numero um para podermos relacionar de forma harmoniosa, sem atritos, sem brigas, sem violências com aquilo que mais nos for necessário na convivência humana, a PAZ.  A paz verdadeira, expôntanea e constante, para que possamos nos amar sempre e sempre  uns aos outros....
Dott.Alberto Rossini (Brasil)


 
Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

THE FEAST OF THE DIVINE MERCY

Image
in inglese
THE  FEAST OF THE DIVINE MERCY
                                                                                            
 During the course of Jesus' revelations to  Saint Faustina on the Divine Mercy He asked on numerous occasions that a feast day be dedicated to the Divine Mercy and that this feast be celebrated on the Sunday after Easter. The liturgical texts of that day, the 2nd Sunday of Easter, concern the institution of the Sacrament of Penance, the Tribunal of the Divine Mercy, and are thus already suited to the request of Our Lord. This Feast, which had already been granted to the nation of Poland and been celebrated within Vatican City, was granted to the Universal Church by Pope John Paul II on the occasion of the canonization of Sr. Faustina on 30 April 2000.

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

ORACIÓN A NUESTRA SEÑORA DE LOS HOGARES

Image
ORACIÓN A NUESTRA SEÑORA DE LOS HOGARES

Señor, Jesús, Tú viviste en una familia feliz,
haz de cada uno de nuestros hogares una morada de tu presencia,
 un lugar cálido y dichoso.  Venga la tranquilidad a todos sus miembros, la serenidad a nuestros nervios,  el control a nuestras lenguas,
 la salud a nuestros cuerpos. Que los hijos sean y se sientan amados    
y se alejen de ellos para siempre la ingratitud y el egoísmo. Inunda
,

WEGE DES GEISTES

Tonino Bello, il Vescovo "don"

Image

Non era un mito ma un ... mite

“Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta?”. Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo “don”. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari.

Preghiere

Ciascun laudi te, Maria

Image

Ciascun laudi te, Maria


Quanto è grande la bellezza
di te, Vergin santa e pia!
Ciascun laudi te, Maria.
Ciascun canti in gran dolcezza.