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Hai preso dimora
in mezzo a noi
(Gv 1,14)
 
Celebrando, o Gesù, il tuo giorno natalizio, non mi era mai capitato di soffermarmi sulla conseguenza diretta che ne ricavava l'evangelista Giovanni: con questo "Venivi a porre la tua abitazione in mezzo a noi".
Mi ha fatto ricordare l'alzare la tenda nel deserto dell'Haram, da dove proveniva il tuo popolo, in una vita nomade di pastori erranti, fra l'Eufrate e il Libano.
 
Solo che nel caso tuo, non si sarebbe trattato di una tenda provvisoria, legata ai pascoli e alle transumanze stagionali, ma di una dimora stabile. Avresti abitato in mezzo a noi, nei giorni della tua vita terrena, e in un senso più misterioso, anche dopo: "Fino alla fine del mondo".
 
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Eppure ti abbiamo accolto tanto male!

Ti abbiamo offerto una grotta per bestie, addobbata, in seguito, dalla devozione dei fedeli come una reggia. Tu trovasti solo una stalla.

Lungo la tua dimora terrena, fra di noi, avresti incontrato di peggio: incomprensioni, fatiche, e la morte su di una croce.

È vero: c'è stata anche gente semplice che ti ha fatto festa, alla nascita, ti ha seguito con fiducia, durante la tua vita di profeta errante, annunciatore della vera Salvezza. Tu mostrasti di gradirlo, ne ringraziasti e talvolta lo confermasti anche con qualche miracolo.

Eppure da parte dei grandi della terra, non trovasti che un sordo rifiuto.
Ti accolsero solo i più poveri fra i poveri, i più maledetti fra i peccatori. Forse anche questi ultimi ti accoglievano solo perché non li aveva più voluti nessuno fra i piedi...

Ed io, come ti ho accolto?

Sono decenni e decenni che dico di vivere per te, di lavorare per te. Ma Tu, sinceramente, che posto occupi al centro del mio pensiero e del mio cuore?

Quello di un ospite in sopra più, quello di un amico di altri tempi, quello di un compagno di viaggio aereo a breve termine?...

Il Natale spero mi abbia portato qualche risposta a queste domande.
 
Don Lucio Luzzi
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AS VIAS DO ESPIRITO

OS FARISEUS, NA HISTÓRIA

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 OS FARISEUS,
NA HISTÓRIA

 

O artigo procedênte nos advirtiu que Escriba não correspondia necessariamente à Fariseu, por isso, agora, sabemos dar o senso exáto da frase evangélica:  "Ai de vós, escribas e fariseus, hipocritas, e outras  coisas semelhantes"  Escriba indicava a profissão e fariseu a corrente religiosa a que pertenciam.  Colocamos à luz o primeiro, agora nos ocuparemos do segundo, isto é, do fariseu, da corrente religiosa da qual vinha o apelido.
 

Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

Devotion

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Devotion
 to hte faithful
departed


November is the month dedicated to the faithful departed.

Non of the convinced catholic doubts of the legitimacy of the power of prayers and good dids addressed to God for the Souls of the faithful departed.
Sometimes also we catholics are doubtful about the value of the prayers and good dids.We need to make it clear and try to remember what was said about the etymological meaning of the ward " SUFRAGE " In our days it has the unmistaka ble meaning of prayers for the dead ones. Really the latin meaning of " Sufrage "means simply " HELP " In recent times we have the real meaning when we talk about electoral suffrage for candidates,a support for a vote.

Codice shinistaT

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Si hay que huir de un mal, DE UNA TENTACIÓN,

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Si hay que huir de un mal,

DE UNA TENTACIÓN,

 

que sea con paz, sin turbarnos

 

“Nuestro Señor nos dará su paz cuando nos sometamos a vivir con mansedumbre en la guerra”.

 

“Hay que vivir con paz siempre y en todo. Si tenemos una pena interior o exterior, debemos recibirla con paz.

 

Si nos llega una gran alegría, hay que recibirla con paz, sin estremecernos por ello. Si hay que huir de un mal, que sea con paz, sin turbarnos; de no hacerlo así, podríamos caernos al huir, dando facilidad al enemigo para matarnos.


WEGE DES GEISTES

Confessore, non psichiatra

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 CONFESSORE … NON PSICHIATRA !

Una frequenza al sacramento della Penitenza, che giunga alla esagerazione (ricordiamo che nel 6/700 si arrivava ad una o due volte il giorno, da certe anime pie) va assolutamente sconsi­gliata. Anzitutto perché indica ignoranza, o noncuranza, degli altri pezzi di purificazione, di cui dispone la Chiesa; e poi perchè ha le sue brave controindicazioni, su piano psicologico.Si, perché in altri tempi non ci si avvedeva dei tormenti che ne derivavano, particolarmente in soggetti ad alto rischio di scrupoli fastidiosissimi e idee ossessive da colpa, da peccato che si vedeva ovunque... Ne hanno pagato le spese le anime più pure. Se si tiene conto che il sacramento della Penitenza non e' fat­to per raggiungere una specie di liberazione psichica da fis­sazioni, complessi e affini, si capisce che, per questi casi, oc­corre rivolgersi allo psichiatra e non al sacerdote. Fare diversamente, è sbagliare indirizzo e aggravare lo squilibrio della persona. Dopo confessati, ci si sente normalmente più sereni, più limpidi: ma questo è un semplice effetto collaterale della pace del­la coscienza; e abbiano detto che neppure su queste sensazioni ci si può basare, per capire se ci si è confessati bene, o meno. Resta, pertanto, ribadito che ci si accosta alla Penitenza, per ricavarne purificazione dalle colpe e, assai più precisamente, la forza sacramentale di convertirci, ossia correggerci dai nostri peccati. Servirsi del confessore, per scaricare su di lui fissazioni, senso di colpa e responsabilità di fondo, non è far buon uso di questo sacramento, ma camminare in direzione di alienazioni morali assolutamente deplorevoli. Il confessore, e, molto meglio il direttore spirituale, devono aiutarci ad assumere in proprio ogni responsabilità corale e spirituale, magari con metodo graduale, per chi é maggiormente tentato di 'scaricare su terzi, in modo da raggiungere, quanto priva possibile, una lodevole autonomia interiore, mediante la quale impegnarsi con Dio in prima persona. E dire che alcuni vanno deplorando che, al giorno d'oggi, la gente ricorra più facilmente, per consigli, allo psicologo, al neurologo e, se permettete, al direttore di qualche rivista semi porno, piuttosto che al confessore... Ma, viva il cielo!, è meglio che le cose si chiamino con il loro nome e venga a confessarsi solo chi intende di riconciliarsi con Dio e avere da lui, tramite il sacramento apposito, la grazia sacramentale che purifi­ca e sostiene sul cammino della conversione.

Preghiere

PRESENZA DI DIO

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PRESENZA DI DIO


“ LA NATURA E’ IL POEMA DI DIO”  DICE CONTARDO FERRINI.
DIO E’ PRESENTE NELLA NATURA.
CON LA SUA POTENZA CREATRICE NE HA TRACCIATO LA FISIONOMIA, PLASMANDO DI BELLEZZA OGNI SUO CONTORNO.