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DIO NON É DEI MORTI MA DEI VIVENTI,

PERCHÉ TUTTI VIVONO IN LUI.

" Vangelo: Luca- 20.27-38 "


Una riflessione.


In questo frammento del Vangelo di S.Luca, Gesú fa una chiara affermazione della resurrezione e della vita eterna.  I sadducei mettevano in dubbio o, ancora, peggio, ridicolizzavano la fede nella vita eterna dopo la morte, la quale, a sua volta, era difesa dai farisei e lo é anche per noi oggi giorno, per lo meno per alcuni. La loro domanda suggerisce una mente giuridica di possessione, una rivendicazione del diritto di proprietá su una persona. Inoltre, la trappola che hanno messo Gesú mostra un malinteso che esiste ancora oggi, immaginare la vita eterna come estensione, dopo la morte, della esistenza terrena. 

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Il cielo sarebbe la trasposizione delle cose belle di cui ora godiamo. Una cosa é credere nella vita eterna e un'altra é immaginarsi come sará.  Il mistero che non é involto di rispetto e discrezione , pericolo di essere banalizzato  dalla curiositá e finalmente ridicolizzato.  La risposta di Gesú ha due parti:  la prima vuol fare capire che l'istituzione del matrimonio non ha senso nell'altra vita:" Quelli che sono giudicati degni della vita futura e della risurrezione dai morti non prendono nè moglie  e neppure marito."(Luca 20.35)
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 Ció che perdura e raggiunge la massima pienezza é tutto quello che abbiamo seminato di amore vero, di amicizia, di fraternitá, di giustizia e veritá.   Il secondo momento della risposta ci lascia due certezze: " Dio non é dei morti, ma dei viventi" (Luca 20.38)   Fidarsi di questo Dio significa capire che siamo fatti per la vita e la vita é essere con Lui senza interruzione, per sempre. Inoltre, tutti vivono per Lui, Dio é la fonte  della vita.
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 Il credente , immerso in Dio attraverso il battesimo, é stato strappato per sempre dal dominio della morte. La morte diventa una realtá compiuta se si include in un amore che proporziona realmente eternitá. Il Regno di Dio stá dentro ogni uno di noi e per questo lo dobbiamo riconoscere. accettare e seguire i suoi comandamenti per essere da Lui veramente amati e la sua misericordia mai ci mancherá.......
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AS VIAS DO ESPIRITO

27 Outubro 2013 Evangelho - Um pensamento Fariseus e Publicanos

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Evangelho -
 Um pensamento
Fariseus  e Publicanos

Dott Alberto Rossini

Fariseus e publicanos são personagens que aparecem a cada momento nas paginas do Evangelho. Os fariseus armavam  verdadeiras ciladas para Jesus pois tinham enveja dele  e tinham medo que Ele assumisse hegemonia espiritual entre o povo: eram homens que observavam rigorosamente todos os preceitos da lei. Não podemos negar-lhe o merito de ter conservado a pureza do judaismo, não só em face do mundo pagão mas também diante dos costumes helenisticos que iam se introduzindo no povo.
Pagavam o dizimo corretamente e por isso olhavam aos outros com desprezo chamando-os "gente da terra". Pelo rigorismo religioso deles tornaram-se simbolos de hipocrisia. Jesus chama-os de "sepulcro caiado" que ostentam brancura por fora mas por dentro são ossos apodrecidos ( Mt 23.27: Lc 11.44)  Não que fossem todos assim pois havia fariseus sinceros e realmente virtuosos.

THE WAYS OF THE SPIRIT

Devotion

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Devotion
 to hte faithful
departed


November is the month dedicated to the faithful departed.

Non of the convinced catholic doubts of the legitimacy of the power of prayers and good dids addressed to God for the Souls of the faithful departed.
Sometimes also we catholics are doubtful about the value of the prayers and good dids.We need to make it clear and try to remember what was said about the etymological meaning of the ward " SUFRAGE " In our days it has the unmistaka ble meaning of prayers for the dead ones. Really the latin meaning of " Sufrage "means simply " HELP " In recent times we have the real meaning when we talk about electoral suffrage for candidates,a support for a vote.

Codice shinistaT

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Oración al Santo Ángel de la guarda

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Oración al Santo Ángel de la guarda
“Ángel Santo, amado de Dios, que después de haberme tomado, por disposición divina, bajo tu bienaventurada guarda, jamás cesas de defenderme, de iluminarme y de dirigirme: yo te venero como a protector, te amo como a custodio; me someto a tu dirección y me entrego todo a ti, para ser gobernado por ti.
Te ruego, por lo tanto, y por amor a Jesucristo te suplico, que cuando sea ingrato para ti y obstinadamente sordo a tus inspiraciones, no quieras, a pesar de esto, abandonarme; antes al contrario, ponme pronto en el recto camino, se me he desviado; enséñame, si soy ignorante; levántame, si he caído; sostenme, si estoy en peligro y condúceme al cielo para poseer en él una felicidad eterna. Amén”
San Juan Berchmans
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WEGE DES GEISTES

Il padre va incontro al figlio

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E' il ritorno del Figliol prodigo

L'ultima battuta del monologo che il figliol prodigo preparò per il Padre suonò nella sua anima devastata: "Trattami come uno dei tuoi garzoni" (Lc 15, 19). Non la sentiremo più uscire dalla sua bocca: il turbine affettuoso del Padre, l'affonderà nell'oceano del suo gran cuore. E così il giovane "partì e si incamminò verso suo padre"(v. 20).
Quanti chilometri avrà fatto, con la debolezza che gli allentava le gambe e annebbiava la mente e la vista?

Preghiere

Il Santo Chiodo

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ll Santo Chiodo
(di Alessio Varisco)
 

La reliquia del Santo Chiodo di Milano è accennata per la prima volta durante un’orazione funebre pronunziata il 25 febbraio 395 da Sant’Ambrogio, allora vescovo di Milano.

Il santo vescovo esplicita come grazie a Sant’Elena -madre dell’Imperatore Costantino- furono rinvenuti i Sacri Chiodi della Crocifissione di Cristo unitamente alla Croce

Sant’Ambrogio spiega inoltre come due di essi furono modellati in freno –fu forgiato un morso di cavallo- e in corona, per devozione e per supplicare l’aiuto divino oltre che come sacro contrassegno degli imperatori cristiani.