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... non imponesti

Il tuo Vangelo è un' autorevole, ma rispettosa proposta, non un condensato di leggi e di comandamenti.

Non parli in nome di Dio, come un profeta d'Israele, che ricorda Leggi e Decreti, ma come Unigenito di un Padre che propone ai suoi figli, considerati ormai adulti, quanto occorre per il loro vero bene..


E allora ti sento dire al mondo: «Se uno vuole entrare nel Regno dei cieli …”
«Se uno vuol venire dietro a me e non rinuncia a quanto possiede... »

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Gesù in uno dei suoi insegnamenti

Così in ogni occasione, lasciando alla responsabilità e alla decisione di ciascuno di accettare, oppure di respingere l'invito.

Dietro ad un eventuale rifiuto, non c'è la minaccia del castigo, ma il  preavviso accorato della propria rovina, alla quale si va incontro,perché si receda dall'ostinazione e si accetti l'invito.

Se talvolta gli evangelisti usano il termine comandamento, come nel caso di "un comandamento nuovo", doveva essere facile capire che, o Tu in qualche occasione ritenevi opportuno servirti dei modi di dire del tuo popolo, per facilitare la comprensione del messaggio, o era questione di traduzione dal tuo aramaico al greco neotestamentario.

Ne desti una prova commovente, al momento di una grave crisi dei tuoi seguaci: «Volete andarvene anche voi?»

 

E gradisti  la protesta di Simone: « Rabbi, da chi andremo? Tu hai parole di  vita eterna e noi abbiamo creduto...!». Li avevi scelti Tu; ma avevano accettato liberamente loro...


L'amore non si comanda, l'adesione personale non si può imporre d'autorità.

Perché, dunque, mi lascio dominare in troppe occasioni dal senso di fastidio, nell'accettare il tuo stimolo a superare un mio punto di vista, o a mettere da parte la ricerca subdola di me stesso nelle migliori iniziative di apostolato?


Perché questa tua discrezione nel suggerirmi comportamenti e scelte non provoca in me la risposta più generosa, sapendo che, fra l'altro, te la meriti, proprio per questo tuo amore senza pretese, di cui, lungo la tua vita terrena mi hai lasciato innumerevoli prove.

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Don Lucio Luzzi

Viedellospirito.it

 

AS VIAS DO ESPIRITO

Pentecostes

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Maio 23 de 2010
Domingo de Pentecostes
 
  Vem Espirito Santo
 
0 Pentecostes era uma solenidade Hebráica, que quer dizer, cinquantésimo, porque se celebrava 50 (cincoenta) dias depois da Páscoa para agradecer a Deus pela colheita. Façamos uma fugaz síntese do nosso percurso com a Liturgia.

THE WAYS OF THE SPIRIT

RINGRAZIARE DIO SEMPRE

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RINGRAZIARE DIO SEMPRE

Una riflessione

Dobbiamo ringraziare sempre Dio di ogni cosa che ci dona, San Paolo ce lo esorta sempre.  Tutto ci é stato donato e noi consideriamo poco il fatto che ogni cosa é un dono. Diamo troppo per scontata ogni cosa e purtroppo l'abitudine cancella in noi la tendenza a riconoscere e ringraziare Dio, l'artefice di tutto.  Questa tendenza al ringraziamento trasformerebbe i nostri cuori nella vera pace che solo il Signore ci puó dare. Avere un cuore pieno di riconoscenza per il Creatore Padre sarebbe un buon principio di conversione, ma difficilmente riusciamo a capirlo.

 

LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

Entraron en la casa, vieron al niño con María



Entraron en la casa,
 vieron al niño con María

“Hemos visto su estrella”. La estrella es la fe, lo que Dios nos ha revelado. Para alcanzar la meta, hacen falta seguidores de estrellas.      
“Se pusieron en camino”. Los Magos salieron de su casa, de su tierra, para buscar. Hace falta dinamismo, tensión, hacia la nueva vida que Jesús nos da. "Poneos en camino": tiene que resonar constantemente en nosotros.       
“Noche oscura”. La hay en toda búsqueda; también en el camino de los Magos, y en nuestro propio camino. Son las dificultades de todo tipo, los Herodes de turno, las que nos pueden llevar a mirar hacia atrás. Los Magos siguieron adelante. Es bueno no interrumpir el camino hasta dar con lo que buscamos. El que pasa la noche en fidelidad se llena de mucha alegría. 
  
 

WEGE DES GEISTES

Preghiera di San Bernardo (Paradiso, XXXIII, 1-21)

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Preghiera di San Bernardo
(Paradiso, XXXIII, 1-21)

Vergine Madre,figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'eterno consiglio,
tu se' colei che l'umana, natura,
nobilitasti sì, che l'suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura..