Chi conosce S. Paolo della Croce fondatore dei Passionisti, considerato uno dei più esperti maestri della vita spirituale della Chiesa, deve aver necessariamente conosciuto il nome di Lucia Burlini, fra la vasta costellazione delle anime dirette da lui.
Il VALORE DELLA S.EUCARISTIA NELLA NOSTRA VITA. UNA RIFLESSIONE
Il valore della S.Eucaristia nella nostra vita é grandissimo, efficace e fortezza per la nostra missione che Gesú ci ha affidato. In un momento della celebrazione della S.Messa é consacrato il vino dove si trova il proprio sangue di Gesú, come é consacrato il pane dove si trova il suo proprio corpo, é in questo momento che stá presente lo Spirito Santo che agisce con il suo potere e la sua gloria. Tutta la celebrazione della S.Messa, dall'inizio alla fine, é um momento di grazia, onore e adorazione, un momento divino poi facciamo tutto questo per onore e gloria del Signore e per questo non dobbiamo mancare in nessuna maniera alla S.Messa principalmente alla Domenica che é il giorno del Signore e nei giorni dei Santi stabiliti dalla chiesa.
II 14 Maggio 1978 mi presentarono, davanti al fonte battesimale, una bambina di appena 50 giorni. lo, Don Lucio, chiesi ai genitori: "Che nome date a vostra figlia?". Emanuela mi dissero. Spiegai l'etimologia del nome "Emanuela" che significa Dio con noi. E non potevamo nemmeno ipotizzare che la piccola Emanuela un giorno si sarebbe consacrata a Dio nella via del dolore.
Emanuela: all'inizio della mia esistenza mi fu appeso al collo sul petto un viapass, per aprire il cancello d'ingresso, con scritto: battezzata, figlia di Dio. I primi anni li ho passati quasi sempre in braccio alla mia mamma, pensavo solamente a dormire e mangiare. All'età di sei anni ho trovato un grande cancello con la scritta "PERCORSO DELLA VITA". C'era un parcheggio immenso pieno di motorini, delle più svariate marche che io non conoscevo: amore - carità - fraternità - sacrificio - malattia - dolore ecc... Ho messo il mio viapass e mi è toccato in sorte il motorino marca "sofferenza".
Amerai il Signore Dio tuo . E il tuo prossimo come te stesso
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I Farisei sono di nuovo allattacco. Dopo gli smacchi subiti, ora cercano largomento più idoneo per compromettere fatalmente Gesù facendolo cadere in una intricata casistica che gli avrebbe alienato chissà quanti suoi ascoltatori.Il diverbio tra il Messia e i suoi avversari ormai è insanabile. Le domande che gli vengono fatte sono maliziose e con lunico scopo di prenderlo in fallo. Però sono formulate con moderazione, con apparente ossequio e sembrano molto pertinenti. E questa falsità che il Cristo non riesce a tollerare. Maestro, nella legge, quale è il più grande comandamento?".
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Non vi è disgrazia, non vi sono catastrofi, non vi sono dolori, per quanto inauditi siano, che, quando si soffrono per amor di Dio, non si trasformino in corona di gloria e di speranza.
A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?
Ateo non è solo il marxismo, ateo pratico è anche il capitalismo. Questo divinizzare il denaro, questo idolatrare il potere, questo porre falsi idoli da sostituire al vero Dio. Viviamo tristemente in una società atea.
Che fare? Resistere ancora all'impeto che non riesce più a contenere e tende a sollevarla in alto, in direzione di un Crocifisso a dimensione naturale?
Le Virtú Teologali Un pensiero a cura del Dott. Alberto Rossini
Le virtù teologali fortificano e caratterizzano l'agire morale del cristiano. Sono la garanzia della presenza e dell'azione dello Spirito Santo nelle facoltá dell'essere umano. Sono tre le virtú teologali: fede, speranza e caritá.
La fede é la virtú teologale per la quale crediamo in Dio e in tutto
quanto Lui disse e ci ha rivelato e che la Chiesa ci propone di
credere, perché Lei é la propria veritá. Per la fede l'uomo se intrega
totalmente e liberamente a Dio e si lascia sorprendere da Lui. Colui
che crede sa perfettamente che in qualche momento della sua vita Dio
sempre sta sperando per sorprenderlo con un dono, una chiamata o una
proposta. Solo chi ha i sensi spirituali aperti e attenti puó
riconoscere le sorprese amorose che gli stanno vicino, gli arrivano e
che daranno il vero senso alla vita e al vigore quotidiano.
La Speranza é la virtú teologale per la quale desideriamo il Regno di Dio e
la vita eterna collocando tutta la nostra speranza nelle promesse de
Nostro Signore Gesú Cristo e appoggiandoci non nelle nostre forze ma nel
soccorso della grazia dello Spirito Santo. La virtú della speranza
corrisponde al desiderio di felicitá che Dio ha collocato nel cuore di
tutti gli uomini.
La caritá é la virtú teologale per la quale amiamo
Dio sopra tutte le cose del mondo e il prossimo come noi stessi.
Gesú fece della caritá il comandamento nuovo, amando i suoi fino alla
fine e manifesta l'amore del Padre che da Lui proprio riceve. I
discepoli, amandosi gli uno verso gli altri , imitano l'amore di Gesú
che ci dice: é questo il mio comandamento, che vi amiate gli uni verso
gli altri come Io vi ho amato.
L'esercizio di tutte le virtú é
animato e ispirato per la caritá che é il vincolo della perfezione e la
forma delle virtú. La caritá si articola e si ordina fra di se,
assicura e purifica la nostra capacitá umana di amare e elevarla alla
perfezione sopranaturale dell'amore divino. La pratica della vita
morale, animata dalla caritá, concede al cristiano la libertá spirituale
di figli di Dio. Il cristiano giá non sta davanti a Dio come uno
schiavo, con timore riverenziale, neppure come mercenario che aspetta
il suo salario, ma come figlio o figlia che corrisponde all'amore di
Colui che ci ha amato per primo e riceverá la dovuta ricompensa...
Oggi, 27/04/2014, Karol Wojtyla
viene ufficialmente
dichiarato Santo dalla Chiesa!
Con l'occasione
Don Lucio Luzzi ricorda
l'intera giornata trascorsa
a fianco di Giovanni Paolo II
come Direttore del Centro per
le Comunicazioni Sociali
della Diocesi di Viterbo
durante la visita pastorale
che il Papa fece a Viterbo
il 27 maggio 1984
Questa domanda risuona nel mondo da sempre. Persino i primi cristiani come testimoniano le sacre scritture aspettavano la seconda venuta nel primo secolo. Poi così invece non e avvenuto. Guerre e terremoti hanno dilaniato la terra soprattutto negli ultimi secoli. Tutto avrebbe fatto pensare per esempio allinizio e alla fine della seconda guerra mondiale che il tempo era prossimo, ma il mondo ha continuato ad esistere come prima e peggio di prima.
Nella prima domenica della Quaresima il Vangelo ci narra le tentazioni di Gesú. Si, anche Gesú é stato tentato nella sua vita come qualunque essere umano,peró, pieno dello Spirito e fortificato dalla parola, ha saputo affrontarle e non é stato mai suggestionato dal maligno. I quaranta giorni nel deserto ricordono i quaranta anni del popolo ebreo, camminando ugualmente nel deserto, ricerca della terra promessa. In questa situazione il popolo di Dio ha inventato disanimi e tentazioni di tornar indietro , ma,animato da Mosé , ha conseguito di arrivare all'obiettivo: terra e libertá. Il Vangelo presenta tre tentazioni ricevute da Gesú. Le tre inglobano e riesumano tutte le altre, poi, come dice il Vangelo, Gesú non fu tentato solo nel deserto.
La Vergine accoglie il Messaggero celeste mentre è intanta a meditare le Sacre Scritture, raf?gurate solitamente da un libro che Maria tiene in mano, 0 in grembo, o sopra un leggìo. È questa anche l'immagine della Chiesa offerta dal Concilio stesso, nella Costituzione Dei Vørbum «In religioso ascolto della Parola di Dio... (n. 1). Preghiamo perché, come Maria, la Chiesa sia docile ancella della divina Parola e la proclami sempre con ferma fiducia. così che «« il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami (ibid.). Angelus, 6.11.05
Risorgeremo,
pertanto, come Maria. Saremo assunti, come lei, in anima e corpo al cielo, con
un titolo assai simile al suo .La differenza che avvertiamo per primRisorgeremo,
pertanto, come Maria. a è quella
rappresentata dall elemento tempo: lei dopo la sua santa Risorgeremo,
pertanto, come Maria morte, noi nellultimo giorno.
Ma può ritenersi una differenza essenziale, questa, se il tempo, come insegnano
i ?loso?, non rientra nel costitutivo
speci?co delle cose? A rigore di
termini, risuscitare al primo istante dopo la morte, o dopo miliardi di
millenni e sostanzialmente identico, perché il tempo è solo misura del moto,
ideata dagli uomini, incapaci di pensare al di fuori delle categorie di spazio
e di tempo.
UMILE ED ALTA PIU CHE CREATURA
( Dante, Parad. 33,2 )
Maria, madre di
Dio. Il titolo fa, dunque, parte del patrimonio della nostra fede: quella che
l'apostolo Paolo sente de?nire stoltezza dai saggi del neo platonismo e scandalo dal pietismo ottuso
dei rabbini, diversi dal suo pio rabban Gamaliel I e molto più al suo divino maestro Gesù. Stoltezza, perché il sottile
so?sta della sua epoca non poteva ammettere che il grande demiurgo potesse farsi uomo, avere una madre terrena,
per poi morire in croce ignominiosamente.
Scandalo per i rabbino di J amnia o di Gerusalemme, il quale,attento più alla
torah che a Jahvè, inorridiva al solo immaginare che il Dio d°Israele avesse
potuto calarsi nel tempo, lasciandosi generare da una donna, sia pure una ?glia
di Sion, per poi finire sotto laccusa di essersi contrapposto a Mosè e ai
profeti, sovvertendo le tradizioni dei padri.
16° DOMINGO DO TEMPO COMUM 19 JULHO 2015 UMA REFLEXÃO
A liturgia desse Decimo Sexo Domingo do Tempo Comum dá-nos conta do amor e da solicitude de Deus pelas "ovelhas sem pastor" Esse amor e essa solicitude se traduzem, naturalmente, na oferta de vida nova e plena que Deus faz a todos os homens.
Tercer Domingo de Adviento gaudete: de Alegría Lectura del Evangelio: Lucas 3,10-18
Este Tercer Domingo de Adviento gaudete desde hace muchos siglos es una invitación especial a la alegría. Procede de la primera palabra latina, gaudete, en la antífona de entrada de nuestra misa de hoy y que utiliza una frase de San Pablo, de la Carta a los Filipenses: Estad siempre alegres en el Señor, os lo repito: estad siempre alegres. El Señor está cerca. Nada, realmente, puede definir el Adviento con tan pocas palabras. Alegres, siempre alegres esperamos al Señor, que hecho Niño viene a salvarnos. Alegría, paz, amor, esperanza Él tomó la palabra y dijo a todos: Yo os he bautizado con agua; pero viene el que puede más que yo y no merezco desatarle la correa de sus sandalias.
"Ti benedica il Signore e ti custodisca. Il Signore faccia risplendere per te il suo volto e ti faccia grazia. Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace" (Numeri 6,24-26)
Vieni, o Spirito Creatore, visita le nostre menti, riempi della tua grazia i cuori che hai creato. O dolce consolatore, dono del Padre altissimo, acqua viva, fuoco, amore, santo crisma dell'anima dito della mano di Dio, promesso dal Salvatore, irradia i tuoi sette doni, suscita in noi la parola. Sii luce all'intelletto, fiamma ardente nel cuore;