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Latteso tra le genti è nato. Il Redentore è tra noi. Abbiamo un modello di vita da osservare e da seguire: Lui, solo Lui, lAmore, lo specchio della vita, lancora di salvezza nel giorno della morte. Guardiamo questa Donna umile e pia, rispondere serenamente allinvito dellAngelo: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con Te Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, Lo darai alla luce e Lo chiamerai Gesù» (Lc 1,28-31). Gesù, il Salvatore, venne a noi da una Madre, vergine e umile, per insegnarci che la verginità è la strada del Suo passaggio in mezzo a noi. «O beata virginitas!».
SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
La Pentecoste era la seconda solennità ebraica, che vuoi dire cinquantesimo, perché si celebrava 50 giorni dopo la Pasqua per ringraziare Dio della raccolta.Per noi cristiani, è la promessa di Gesù che per l'ennesima volta diventa realtà . Facciamo una fugace sintesi del nostro percorso con la Liturgia. Ricordi il mercoledì 9 marzo, le ceneri , quando iniziarono i quaranta giorni di revisione della nostra vita interiore, con impegno alla conversione e arrivammo al 24 Aprile con quel grido di esultanza, Alleluia, perché Cristo risorto aveva sconfitto la morte. Poi gli ultimi quaranta giorni del corso della vita terrena del Messia, conclusi con l'Ascensione definitiva al Padre, nei cieli. E, sempre con la liturgia, ora siamo alla Pentecoste. La missione data agli Apostoli era ostacolata dalle loro lacune, titubanze, timori, paure, incapacità... Ma Gesù aveva detto loro: "Non temete, vi manderò lo Spirito Santo che vi trasformerà...".
Caro Don Lucio,
"Basta. Mollo tutto. Non ne posso proprio più. Non ce la faccio ad andare avanti in questa maniera!". Sa quante volte questi pensieri mi sono venuti alla mente! Ma per fortuna interveniva sempre qualcosa, un gesto, una parola, uno sguardo affettuoso della sposa, e subito tornava il sole a risplendere anche in una giornata di pioggia. Il pessimismo svaniva.
SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
Ho sentito parlare di Lucia Burlini dal tempo del noviziato, quando i formatori narravano le vite dei santi dell'Istituto e di quelli che, pur non essendo membri, erano vissuti col carisma della Passione, diretti dal
Fondatore o dai nostri primi Padri nella via della perfezione, ed erano morti in concetto di santità, alcuni dei quali già avviati alla glorificazione sulla terra, da parte della Chiesa. E ne ho seguito le varie tappe. Ma nel 1991/1992, scrivendo la vita del Fondatore S. Paolo della Croce e consultando i documenti sui primi anni di storia dello Congregazione e sulle anime da lui dirette, mi sono imbattuto nella figura di Lucia Burlini.
Se consultiamo la storia umana e consideriamo le condizioni religiose e morali del mondo pagano, notiamo subito che tali condizioni erano molto più gravi e più tristi di quelle che constatiamo ai nostri giorni. Dal lato religioso é notissimo che il concetto dell'unico vero Dio e che il culto a Lui era, pressoché, scomparso nei popoli che possedevano una divina rivelazione, sostanzialmente inalterata. Nella vecchia Roma, come in Grecia, i miti idolatrati non si limitavano più a divinizzare gli elementi della natura, ma esigevano anche altari, tempi agli Dei, che personificavano il vizio e le passione anche più vergognose.
oltanto
alcuni individui, dotati di grande ingegno intellettuale,avevano saputo
elevar-si al di sopra con il loro pensiero dalle false cosmogonie
professate nei miti più antichi e erano giunti, confusamente al concetto
di un Dio supremo e reggitore di tutte le cose. Ma il loro sapere era
rimasto come rinchiuso come un tesoro, accessibile solo a pochi
privilegiati discepoli, senza che il patrimonio della verità contenuta,
mista con errori non pochi nella loro dottrina, potesse di qualche modo
influire sulla mentalità religiosa e morale dei loro popoli. Se dal
campo della pura religione trasportiamo il nostro rapido esame su quello
morale, abbiamo dati sufficienti per poter concludere che la moralità
pubblica e privata, come teoria e pratica, era però scesa a un livello
molto e molto basso.
La schiavitù era diffusa in tale misura che la
maggiore parte della umanità ne subiva il peso e la vita sociale era
così ordinata su questo sistema che nella stima comune, la schiavitù,
era ritenuta come conseguenza necessaria del diritto naturale. Se si
pensa che nei giochi del circo, in cui venivano sacrificati migliaia di
gladiatori: se riflettiamo alle condizioni inumane in che erano soggetti
gli schiavi abbandonati all'arbitrio crudele dei loro padroni: se
consideriamo con quali principi potevano crescere le nuove generazione,
di cui l'educazione era affidata agli schiavi, solo allora il quadro
della vita morale di quel tempo ci appare nella sua concreta realtà.
Cosa dire, poi, della moralità scarsa della istituzione sacra del
matrimonio e delle famiglie Sappiamo che era ammesso dalle leggi
romane la dissoluzione del matrimonio:molto facile e comune era la
pratica della poligamia: intanto la vita oziosa offriva ai ricchi e
benestanti larghe possibilità e frequenti occasioni di tutte quelle
forme di immoralità che più si riscontrano là dove all'ozio se unisce
la ricchezza insieme alla potenza e alla ignoranza. Come corollario
pratico di simili principi ne deriva il disprezzo per la missione sacra
della maternità ,il nessun rispetto per il diritto alla vita dei figli
nati o nascituri e il costume invalso in certe ignobili matrone che
contavano i loro anni dai mariti di che si erano divorziati.
Una piaga
che insanguina l'augusto seno della nostra Madre Chiesa é, oggi,
l'irreligiosità di tanti suoi figli. Una buona parte dei cristiani
vivono come se non appartenessero a nessuna religione, tanto meno alla
religione cattolica. Questi cristiani si vantano di essere tali e non
operano che da increduli e pagani involti fra i vizi e le virtù, vivono
una vita effeminata sotto il vessillo della Croce. Non si brama altro da
certi cuori che non sanno cosa sia amore vero, puro e santo, che si
vantano dell'amore bestiale, sensuale, pieni di desideri impuri, di
progetti libidinosi così come porci che anelano al fango. Aveva quindi
ragione Pitagora di dire a un giovane che amava stare di più come le
donne che coi filosofi ( Anche i porci amano stare di più nel fango che
nell'acqua pura) non guardano altro sia privato che pubblico, sia in
casa o fuori, figure oscene e nudità licenziose più che libera.
Non si
fa altro che ingolfarsi in tali sporcizie e brutture, spettacoli e
balli, orgie e lussurie. Ora abbiamo la luce a illuminarci e uscire
dalle tenebre che offuscano il nostro spirito. Abbiamo un rito
religioso, quello che c'insegna la chiesa seppure con dolore possiamo
dire che é minor male il paganesimo antico che la irreligiosità
moderna. É minor male il paganesimo antigo, anche se in esso troviamo
una marea di male sopra descritto, in quanto possiamo ammettere una
certa ignoranza involontaria di tutto quello che essi facevano e quindi
degno di compatimento. Non così possiamo dire della irreligiosità
moderna che é un male peggiore. Oggi abbiamo la grazia, abbiamo i
sacramenti, santi e sublimi insegnamenti della Chiesa de Nostro Signore,
abbiamo un apostolato molto vasto,che con le sue molteplici forme e
carismi, concede ai cristiani di conoscere sia il bene che il male. Non
nego che anche i pagani non conoscevano i mezzi per distinguere il bene
dal male, ma essi non avevano la luce necessaria per vincere il male,
quindi é sempre minor male della irreligiosità moderna , poiché i
cristiani di oggi conoscono molto bene i mezzi per vincere il male e che
lo spirito santo ci indica il cammino, la verità e la vita.
"Fatemi nascere" dice Dio da sempre. Lui che si definisce come Vita senza tempo ma che si manifesta nel tempo, come vita senza materia ma che diventa toccabile nell'uomo vivente che è la sua gloria.Fatemi nascere: è l'ora. Dopo attese interminabili di conflitti e di odi storici, di creature che muoiono di stenti, di fame e di guerre. Dopo decisioni di milioni di aborti senza motivo e senza cuore. Progettate una famiglia che non sia solo coppia, ma sia padre, madre e figli. Non pensate che io vi sto imponendo di far nascere creature. No. Ma ho scritto nel vostro Dna il desiderio di vita nuova - specchio dei vostri occhi e speranza per il sempre.
Nel primo giorno della settimana il Risorto marca presenza nella comunitá impaurita e convinta ad abbandonare la paura, aprire le porte e andare in missione. Le porte chiuse non impediscono che il Signore entri, cosi come lo fa nelle comunitá che si riuniscano nella certezza della sua presenza di Risorto. Mostrando le mani ferite desidera a loro la pace, saluto ripetuto tre volte. La pace é molto di piú che la mancanza di conflitti. La pace é la vita in armonia con se stessi e con il prossimo, avendo condizioni necessarie per vivere con dignitá.
Questa storia di Natale, vecchia di duemila anni fa, eppure sempre nuova! Sono tanti i fatti pietosi che avvengono ogni giorno e provocano tristezza e dolore, ma poi il tempo fa dimenticare tutto. La storia di un Bambino che duemila anni fa nasce in una grotta al freddo e al gelo, se ancora oggi viene rievocata e fa tanta tenerezza, deve pur avere un motivo particolare. Nei popoli antichi tutti aspettavano il Salvatore che risolvesse i loro problemi. Il profeta Isaia, settecento anni prima di della venuta del Messia, diceva alla sua gente Guardate che verrà una luce che illuminerà il mondo....
L'espressione, come è facile capire, si riferisce al fatto che la concezione di Gesù nel grembo di Maria è stata verginale, cioè senza concorso di un padre terreno. Chiaramente, non è un discorso a dimensione umana. Maria, per prima, quando se lo intese annunciare dall'angelo, intese il bisogno di chiarimenti, per pronunziare il suo "fiat". I dubbi di Giuseppe, suo promesso sposo, riportati sobriamente da Matteo, stanno a dirci la trepidazione dei primi cristiani nell'accettare questo dato della fede.
" Dopo il nome di Gesú, non ci é altro nome che sia tanto poderoso per assisterci nelle nostre necessitá come il Santo Nome di Maria. " Il nome di Maria é ammirabile e succede à volte di qualcuno ottenere la salvezza o le nostre necessitá piú per l'invocazione di Maria di che il nome di Gesú. Quale é la causa di questo ? Sará che Maria é maggiore e piú poderosa del suo Figlio Divino ? NO, perché Lui non ha ricevuto da Maria la grandeza e il suo potere, al contrario, é stata Maria che ha ricevuto da Gesú questa grande gloria. Il motivo é che il Figlio di Dio , essendo il Signore Giudice, deve trata ogni uno conforme di accordo con i suoi meriti e secondo le regole della giustizia.
Maria e Giuseppe si amorono come fratello e sorella?
Abbiamo premesso, a suo luogo, che al momento dell'annunciazione la Vergine e Giuseppe erano già vincolati da una specie di contratto prematrimoniale, in forza del quale sarebbero giunti, entro breve scadenza, a vivere insieme, come ogni altra coppia di sposi. A quel punto, il loro amore non poteva essere più quello della semplice amicizia. L'amore tra fidanzati è specifico; potrebbe anzi definirsi potenzialmente coniugale. Che sia stato puro, intemerato non può mettersi in dubbio: è deducibile anche dal loro comportamento, durante i giorni dell'angoscia, da parte di tutti e due gli interessati.
Por nenhuma coisa do mundo, nem por nenhuma consideração humana, se deve praticar o mal.Mas, se pelo bem de algum necessitado se pode interromper, às vezes, uma boa obra ou troca-la por outra melhor, desta sorte, não se perde o bem, antes, se converte em melhor. Sem caridade de nada vale a obra exterior: tudo, porém, que dela procede, por insignificante e desprezivel que seja, torna-se proveitoso: porque Deus não olha tanto para as ações,como para a intenção com que as fazemos.
The liturgical proposals are mainly imitative. The Holy Family is the classical model offered and apparently an ordinary family: a worker, a humble woman and a child. They lived in a poor house, dug in the stone of the hill, mixed with the many others - leaned one on another - that shaped the little village of Nazareth. The worker, whose name was Joseph, was a carpenter of the village. Those who saw him working night and day, or those who met him in the street, bent under the weight of a board, could never be able to guess that he had frequent conversations with Angels and that he was in charge of the biggest matter in the human history: the Saviour.
Apenas se bautizó Jesús se abrió el cielo y vio que el Espíritu de Dios bajaba como una paloma y se posaba sobre é
En el Jordán, encontró la plenitud del Espíritu y comenzó a caminar de otra manera. El Jordán es la fiesta del Espíritu, la posibilidad de nacer de nuevo. Hoy nos acercamos al Jordán para que Jesús nos bautice con su Espíritu y nos toquen por dentro las realidades del Reino. El Espíritu actúa desde lo más profundo de nosotros mismos; desde los adentros reanima nuestra llama de amor, revitaliza nuestra escasa fuerza, recrea nuestra comunión con todos, afianza nuestra esperanza.