La speranza di Lucia scaturiva dalla sua carità, virtù che essa praticò fin dalla sua fanciullezza, quando comprese il significato dell'esistenza cristiana: come "Servizio di Dio". Questa elezione del Bene Supremo trovò conferma nel contatto con il suo direttore spirituale, S. Paolo della Croce e fu nel secondo incontro che si sentì affascinata dall'amor di Dio: "Ero fuori di me e nè so spiegarlo...".
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E Cristo che chiede conversione e continua lotta contro il male. Siamo abituati sempre a rimarcare laspetto del Messia buono, misericordioso ed erroneamente lo consideriamo accondiscendente. Il vero Maestro deve insegnare con autorità; ed è per questo che Gesù alloccorrenza è drastico, deciso, anche duro.
SANTA RITA da CASCIA La Santa avvocata dei casi impossibili
Santa Rita è una delle Sante più amate ed è oggetto di una straordinaria devozione popolare perché è molto amata dal popolo che la sente molto vicina per la "normalità" dell'esistenza quotidiana da Lei vissuta, prima come sposa e madre, poi come vedova e infine come monaca agostiniana. A Santa Rita la vita non le risparmiò nulla: Giovanissima fu data in sposa ad un uomo iroso e brutale col quale ebbe due figli, tuttavia con il suo tenero amore e passione riuscì a trasformare il carattere del marito e a renderlo più docile.Il marito fu assassinato e nel giro di poco tempo anche i figli lo seguirono nella tomba.Ella però non si abbandonò al dolore, alla disperazione, al rancore o al desiderio della vendetta, anzi riuscì in modo eroico a sublimare il suo dolore attraverso il perdono degli assassini del marito. Si adoperò instancabilmente per riappacificare la famiglia del marito con gli assassini, interrompendo cosi la spirale di odio che si era creata.
Attaccatissimo alla sua terra, Oies, Val Badia, in Alto Adige, lascia tutto e tutti e parte per Shantung, una provincia cinese con 12 milioni di abitanti, e solo 158 cristiani.
Non sa parlare cinese, ma Lui dice: la lingua che tutti comprendono è lamore.
Incontra persecuzioni, torture, prigionia, ma è tanto lamore per questo suo popolo pagano, che nella lettera inviata ad un amico il 9 Febbraio 1892 dice:
"In quanto a me amo sempre i miei cari cinesi e non ho altro desiderio, se non di vivere e morire con loro Io sono ormai più cinese che tirolese e voglio restare cinese ancora in paradiso .
Se andrai in Brasile, ed io te lo auguro di tutto cuore, farai una esperienza dolcissima al contatto con la gente, ma soprattutto con i bambini e ragazzi.
Quando giro tra le casette baracche attraverso stradine polverose o fangose incontro la festa, la gioia.
Noi cristiani, se di fatto lo siamo, siamo obbligati a compiere con giustizia e con conscienza le ultime volontá dei nostri cari defunti. Quello che nel letto di morte ci hanno chiesto o quello che hanno lasciato scritto in testamento o manifestato oralmente deve essere rispettato perché un giorno dovremo dare conto al Signore di questo servizio e se noi non usiamo le loro intenzioni e i loro diritti non obbederemo alla loro volontá. Le povere anime sante del purgatorio stanno nella giustizia e misericordia di Dio perché devono purificarsi dai loro peccati e molte volte sono state vittime della ingiustizia degli uomini.
É una tremenda ingiustizia non suffragare le loro anime. Lasciare i vivi
giá é um grave peccato, ma privare la caritá verso i defunti per mezzo
di una preghiera, una elemosina, una s.messa o piccola rinuncia é un
peccato che solo attrae punizione di Dio, poi sono anime da Lui amate che
s'incontrono in stato di impotenza e le vuole tirare quanto prima dal
loro stato penoso. Dice lo Spirito Santo che ci sará um giudizio senza
misericordia verso colui che non ha usato misericordia.
Ora, che
giudizio tremendo e duro non sará quello di avere defraudato i diritti
dei defunti ! Lesare um povero é farci assassino del povero e cosa sará
lesare i diritti delle anime defunte alle quali habbiamo il sacro
dovere di rispettare la loro memoria, le loro intenzioni, un soccorso
che ora necessitano ? Se lasciamo legati per la santa messa, soldi per
opere di caritá, proprietá per determinati fini sociali e spirituali,
dobbiamo rispettare questa loro volontá. É necessario compiere com
fedeltá la loro ultima volontá anche se non espressamente detta, ma
manifestata.
Non possiamo rifiutare a loro il diritto di essere
suffragate come nostri fratelli e sorelle che hanno vissuto la
condizione umana. Senza esitazione alcuna dobbiamo essere fedelissimi e
premurosi nel compiere la loro volontá e se trascuriamo questo sacro
dovere potremmo essere soggetti a castighi dal Padre, che tanto le ama e
che le vuole a sè nel regno che per tutti ha preparato. Non si puó
scherzare con il severo giudizio di Dio in difesa dei diritti dei
defunti, poi un giorno saremo giudicati sull'amore che avremo praticato
verso loro e il nostro prossimo, visto che viviamo in una grande
fratellanza nella famiglia di Dio........................ DOTT.ALBERTO ROSSINI ( Brasil )
Questa storia di Natale, vecchia di duemila anni fa, eppure sempre nuova! Sono tanti i fatti pietosi che avvengono ogni giorno e provocano tristezza e dolore, ma poi il tempo fa dimenticare tutto. La storia di un Bambino che duemila anni fa nasce in una grotta al freddo e al gelo, se ancora oggi viene rievocata e fa tanta tenerezza, deve pur avere un motivo particolare. Nei popoli antichi tutti aspettavano il Salvatore che risolvesse i loro problemi. Il profeta Isaia, settecento anni prima di della venuta del Messia, diceva alla sua gente Guardate che verrà una luce che illuminerà il mondo....
Nelle parabole dedicate alla misericordia Gesú rivela la naturalezza di Dio come un padre che
mai si dá come vinto, in quanto non ha dissolto il peccato con la sua
compassione e misericordia. Conosciamo queste parabole: la pecora smarrita, la
moneta persa, il figliol prodigo(Lc
15.1.32)In queste parabole Dio é
presentato sempre pieno di allegria e sempre perdona.In queste parabole incontriamo il nucleo del
Vangelo e della nostra fede perché la misericordia é presentata come una forza
che tutto vince, riempie il cuore di amore e consola con il perdono. Gesú
annunzia che il padre é misericordioso e per questo usa parabole per bene
intendere chié Dio.
In questo frammento del Vangelo di Matteo dobbiamo riflette sopra quanto espresso nel "credo" e che risulta molto confortante. "Credo nella comunione dei Santi". Tutti i santi, dalla Vergine Maria, che sono giá passati alla vita eterna, formano una unitá: sono la Chiesa dei Beati a chi Gesú loda: " Beati i puri di cuore perché vedranno Dio"( Mt,5.8) Allo stesso tempo sono in comunione con noi. La fede e la speranza non possono unirci perché loro godono giá della visione eterna di Dio: ma ci unisce invece l'amore che non passa mai ( 1 Cor.13.13) : questo amore che ci unisce con loro allo stesso padre, allo stesso Cristo Redentore e allo stesso Spirito Santo.
Prima di essere madre della compassione e tenerezza di Dio la fanciulla di Nazaret é " figlia del misericordioso" e su di Lei si é posato il suo volto di amore e benevolenza, l'ombra dell'Altissimo ( Lc 1.36 ) é per lei la carezza di Dio, l'incarnazione di Gesú nel suo grembo é per la Madonna abitazione della misericordia del Padre e l'incarnazione dell'amore di viscere materne. Tutto in Maria é opera della misericordia , compassione di Dio, tutto in Lei é obbedienza al compito ricevuto, donare a tutti la misericordia/compassione nella gioia e nei dolori ( Lc 1.46 )
Facci capire che la tavola non sazia
se il cuore è vuoto di verità
Santa Maria, donna del pane, chi sa quante volte all'interno della casa di Nazareth hai sperimentato pure tu la povertà della mensa, che avresti voluto meno indegna del Figlio di Dio. E, come tutte le madri della terra preoccupate di preservare dagli stenti l'adolescenza delle proprie creature, ti sei adattata alle fatiche più pesanti perché a Gesù non mancasse, sulla tavola, una scodella di legumi e, nelle sacche della sua tunica, un pugno di fichi. Pane di sudore, il tuo. Di sudore, e non di rendita. Come anche quello di Giuseppe, del resto.
Non si poteva chiedere loro che arrivassero ad ammettere la risurrezione di Lei, al terzo giorno, a voler inseguire più da vicino questa riflessione teologica, giungeremmo a supporre che anche l assunzione di Maria sia avvenuta dopo quaranta giorni dalla sua risurrezione. Sempre come è accaduto per quella del Salvatore. Giunti a questo punto, però, è bene mettere un freno alla nostra pia curiosità, preferendo posizionarci su di un piano di sobria teologia ed evitando di teorizzare eccessivamente, senza un vero bisogno. Ci si rende come di trovarci davanti ad enunciati di fede, dei quali non si riesce mai a scandagliare adeguatamente i misteriosi fondali.
AVISOS ÚTEIS PARA A VIDA ESPIRITUAL DA IMITAÇÃO DE CRISTO E O DESAPEG0 DAS VAIDADES DO MUNDO
Quem me segue não anda nas trevas, diz o Senhor. São estas as palavras de Cristo pelas quais somos exortados a imitar sua vida e seus costumes, se verdadeiramente desejamos ser esclarecidos e livres de toda cegueira do coração. Seja,pois, nosso principal empenho meditar a vida de Jesus Cristo.A sua doutrina sobreleva a de todos os santos e quem possuir seu espirito encontrará um maná escondido.Acontece, porém, que muitos da frequente audição do Evangelho tiram pouco proveito, por não terem espirito de Cristo.
Im here at the church, just for curiosity, to see you in the crib in a moment when nobody is in. I need to ask you some questions. I know that during your life you had a lot of troubles and some of yours dont skimped criticism, malicious questions and bad opinion about your actions. But why when you do good you are always insulted? THE HUMAN HISTORY IS ALWAYS THE SAME!
Signore, sono qui, nel giardino della resurrezione. Figlio mio, sono qui davanti alla tua piccola, ultima casa sulla terra. Sono venuto per portarti amore e attraversare, con |'amore, questo muro che mi separa da te. Qui, però, mi sento più vicino, ti sento più vicino perché qui è il tuo corpo.