Image

SPERANZA DELLA RISURREZIONE
O DELLA VITA ETERNA?

 

Forse pochi dei comuni partecipanti alle celebrazioni eucaristiche hanno fatto caso che, dopo; la consacrazione, il celebrante, nel ricordare al Padre i defunti dice queste parole. «Ricordati dei nostri fratelli, che si sono addormentati nella speranza della risurrezione».
Nessuna difficoltà: tutti capiscono che quella `speranza della risurrezione equivale a quella della `vita eterna.
Tuttavia riteniamo utile presentare qualche dilucidazione.

 


Image

Gesù distingue in modo chiaro vita eterna già in atto in chi crede e si unisce a lui nell'eucaristia da risurrezione della carne per l'ultimo giorno( Gv 6,54).

Difatti i nostri cari, al punto di morte, hanno sperato che non finisse nulla, che non stes­sero per cadere nel nulla e non esattamente di risuscitare col corpo alla, fine dei tempi.

Allora com'è che quella frase è stata siste­mata in questo punto della celebrazione?

 E' da sapere che la prima generazione cristiana aveva interpretato un po' troppo alla lettera qualche frase del Salvatore, dove aveva dichiarato, parlando della imminente distruzione di Gerusalemme e della sua seconda venuta, o parousia: «Non passerà questa generazione, prima che tutto ciò sia accaduto» ( Mc 13 30). Evidentemente, la frase alludeva alla catastrofe dell'anno 70, non alla sua seconda venuta.
Anche l'apostolo Paolo si era espresso in termini apocalitici, sulla seconda venuta di Cristo, nella sua I Lettera ai Corinzi; per cui aveva dovuto subito correre ai ripari, nella II Lettera agli stessi, per dissuaderli dal credere in false attese di una imminente ricomparsa del Salvatore.
Ciò nonostante l'ambiguità continuò, in alcune aree della cristianità, per cui si arrivò
ad identificare l'una e l'altra cosa, cioè risur­rezione della carne e vita eterna.


Image

In altre parole: l'espressione “risurrezione della carne” passó a significare anche “vita eterna”.

La cosa non è che non abbia creato qualche confusione, tutt' altro che utile alla fede. Basti ricordare che i `testimoni di Geova', proprio per questo hanno pensato che alla morte l'uomo effettivamente si annulla, e solo alla risurrezione ritornerà ad esistere. Senza riflet­tere che, in questo caso verrebbe annullata l'identità di un individuo, il quale, risuscitan­do a quel modo risulterebbe un altro... Errore gravissimo.
Ora, la Chiesa crede fermamente alla pro­messa formulata da Gesù a due livelli distinti:
 la vita eterna: non quella che spetterebbe all'uomo perché dotato di spirito, quindi non destinato ad annullarsi, ma soprannaturale, per chi vive e crede in Cristo.
 la risurrezione del corpo che all'uomo non appartiene in nessuna maniera, e per questo viene data in dono, come risultato della miste­riosa 'consanguineità'creata dalla fede e dalla comunione eucaristica. Lo avevano intuito alcuni Padri della Chiesa antica.
Image

In conclusione, la formula rimasta nel Ca­none della Messa o Anafora, anche dopo la riforma post conciliare, non è errata, ma va intesa come “speranza della vita eterna e del­la risurrezione”; non unicamente come spe­ranza della risurrezione'.
L'ultimo articolo della nostra fede, espressa dal Simbolo Apostolico recita in modo ine­quivocabile: «Credo la comunione dei santi, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen!».