

Una donna, considerata di pubblici licenziosi costumi, si copre il viso per non farsi riconoscere dalla servitù e con un vasetto di alabastro, pieno di profumi, si dirige verso Gesù, e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime, poi l'asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato...
Scatta subito la reazione del fariseo: "... se costui fosse un profeta, saprebbe che specie di donna è colei che lo tocca; è una peccatrice!".
Ma Gesù è sconvolgente e dice alla donna: "... Ti sono perdonati i tuoi molti peccati, perchè molto hai amato... la tua fede ti ha salvata, va in pace!".
Nel brano del secondo libro di Samuele, che la liturgia ci propone, Davide si presenta al profeta Natan e dice: Ho peccato contro il Signore!.
Natan rispose a Davide: Il Signore ha rimosso il tuo peccato.
Quella di Davide fu contrizione perfetta, perché Dio lo perdono' sullistante; ma rimossa la colpa e la pena eterna, rimane per Davide la pena temporanea che seguì con la morte di figli e le sventure.
Anche io perplesso, mi raffiguro nella donna peccatrice, con le mie debolezze, i miei sbagli, i miei difetti così radicati nella mia persona.
Ma forse non sono riuscito mai a pentirmi da arrivare a piangere; anzi ho cercato di tranquillizzare la mia coscienza, trovando sempre delle parziali giustificazioni!
Signore mio, se avessi il coraggio, anche nelle piccole cose, di dirti: ho sbagliato, abbi pietà di me che mi riconosco un povero peccatore!
Se avessi veramente fede nella tua bontà e misericordia infinita..!, proverei la gioia di sentirmi dire da Te:
Ho bisogno di trovare quella serenità e tranquillità, che soltanto tu mi puoi dare.
Come non hai detto a quella peccatrice, una parola di rimprovero e condanna, così sarà per me:








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