Un Re fece una festa
di nozze per suo figlio
PENSIERO DELLA DOMENICA
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Il Messia continua ancora a parlare in parabole e presenta il Regno dei cieli come un convito nuziale.
Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio.
Egli mandò i suoi servitori a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con questordine: Dite agli invitati <Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!>.

Raffigurazione di Gesù
mentre racconta una parabola
Ma quegli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presere i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il Re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: <La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze>.
Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quello che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali: Il Re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava labito nuziale. Gli disse: <Amico, come mai sei entrato qui senza labito nuziale?>. Quello ammutolì! Allora il Re ordinò ai servi: <Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti
>.
Questi i simboli della parabola:
IL RE: Raffigura Dio;
IL FIGLIOLO: Gesù Cristo;
LE NOZZE: il Regno messianico, come mistico sposalizio di Dio con il suo popolo;
I SERVITORI: Simboleggiano la lunga serie di profeti, fino a Giovanni Battista;
I GIUDEI: Gli ingrati ed i ribelli;
I GENTILI: Per affermare la volontà di salvezza per tutti;
UOMO SENZA VESTE NUZIALE: Cioè con lanima priva della grazia divina e quindi della amicizia con Dio.
Al tempo di Gesù non esisteva il viaggio di nozze, ma la festa nuziale si svolgeva per vari giorni con banchetti fuori casa, allaperto, per molti e vari invitati.
Era soltanto il Re che dava il banchetto in un salone del palazzo e prima di accedere a tutti gli invitati veniva fatta indossare una tunica che offriva il Re stesso (in tal modo anche gli straccioni, i diseredati, i poveri, potevano partecipare alla festa senza disagio).
Il grande insegnamento della parabola sta nel valore di questa veste rappresentante le opere buone.
Per poter partecipare un giorno al banchetto del cielo, il biglietto dingresso saranno le opere buone che avrai compiuto nella tua vita terrena.
Non dovrai tanto rendere conto delle tue miserie, debolezze, sbagli, errori e peccati, ma di quello che avrai fatto di bene a te stesso, alla tua famiglia, ai tuoi amici, ai tuoi colleghi di lavoro ecc E le occasioni non mancano certamente!
Un giorno Gesù disse: ... Non chi dice Signore, Signore, entrerà nel Regno dei cieli (non basta pregare soltanto e stare a mani giunte...) ma chi al termine della vita terrena può dire: qualcosa di buono ho cercato di fare.
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RESTA CON NOI SIGNORE

Don Lucio Luzzi




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