
I SADDUCEI
Partiamo dal nome, sadducei, dall'ebraico sadduqim, che non vuol dire, come pen¬sava S. Girolamo "i giusti" da saddiq, ma semplicemente discendenti da Sadoq, ipote¬tico sommo sacerdote dei tempi di Salomone ( E. Shizrer 11, 489,n 10 -11).
La loro stessa identità storico - sociale non è così ben definita come si pensa, quando vengono contrapposti o presentati in rapporto con i farisei.
Non erano cioè due partiti o due correnti religiose in concorrenza fra di loro.
Per capirci qualcosa, a tanta distanza di tempo e con fonti coi poco attendibili, si può affermare con molta approssimazione che i sadducei erano la corrente religiosa propria dei sommi sacerdoti, del sacerdozio ebraico in genere e dei laici facoltosi.

Con tutto ciò, troviamo sacerdoti e capi religiosi fra gli aderenti al fariseismo, specialmente negli ultimi anni che precedettero la catastrofe del 70.
Dunque parlare di sadducei significa indicare i responsabili religiosi dell'ebraismo antico e dei padroni del tempio. Salvo buone eccezioni.
Come sia sorta questa corrente, possiamo dedurlo dal fatto che fino ad Antioco IV, e anche sotto i Maccabei e susseguenti Asmonei, a detenere il potere supremo religioso e civile erano stati i sommi sacerdoti.

Sembra che sotto i romani non sia avvenuto alcun ulteriore cambiamento.
Questa posizione di prestigio ebbe per oggetto l'esclusiva nell'organizzazione del culto del tempio con i continui sacrifici di animali, con fiumi di denaro (dicono scrittori antichi e -recenti), derivante da folle che accorrevano da tutto il mondo giudaico, la diaspora.

Questi sono i signori del tempio, i padroni della vita religiosa che Gesù si trovò davanti, non assillanti come i farisei, ma non meno preoccupati dal discorso che lui intendeva portare avanti...
Le conseguenze le conoscete già.















