Quante volte abbiamo bisogno di una parola di incoraggiamento e di consolazione, quando sembra che tutto vada storto. Benedetta insegna ad amare il Signore ed il prossimo, anche nelle condizioni più estreme.
Una lettera inviata ad una sua ex insegnante, ormai paralizzata, ci mostra una gioia profonda che, lei gravemente ammalata, cerca di trasmettere ad una compagna di sventura:
Io sono serena lo stesso, perché è Dio che mi ha voluto così che ci ha voluto così. Non temiamo, Signorina. Siamo cadute nelle Sue mani...
Che fare? Resistere ancora all'impeto che non riesce più a contenere e tende a sollevarla in alto, in direzione di un Crocifisso a dimensione naturale?
Sappiamo quanto è stata dura e difficile la vita di Benedetta, specialmente nell'ultimo anno quando tutti i sensi in lei si sono spenti, come dice lei stessa: "Nella notte buia dei miei faticosi giorni" (22.4.1963). Sappiamo anche come la sua fede e la sua preghiera proprio in questa grande prova hanno raggiunto vette straordinarie. Mi sembra che una caratteristica della sua preghiera, del suo colloquio con il Signore, sia stata un nuovo e spirituale uso dei sensi: quello che le era impossibile fisicamente l'ha fatto nella fede e nello Spirito.
Prima domenica di Quaresima: la liturgia ci presenta Gesù che antepone alla sua missione, ardua e difficile, un periodo (40 giorni) di preghiera e sacrificio nel deserto, ma costantemente tentato da satana. E' la prima domenica di quaresima, tempo di riconciliazione e perdono. La prima tentazione per noi è questa: "Eh, ancora c'è tempo a Pasqua"; invece queste settimane passeranno velocissime. Allora cosa dobbiamo fare? Nei tempi antichi, in questo periodo, si teneva un atteggiamento che per noi è sconcertante. I più convinti della necessità del perdono si mettevano in queste domeniche lungo i gradini esterni della Chiesa, con un cartello ben visibile, dove c'erano elencati i propri peccati. La gente passava, leggeva e loro accettavano questa vergogna. C'è nella bibbia una pagina nera della storia di Davide.
Le ultime news di Don Gigi
prima della sua partenza dalla
missione salesiana in Brasile
Questa sera (24 maggio) con Raffaele e Nabia in autobus ci sará la partenza per San Paolo, il giorno successivo il volo per Monaco e poi quello per Ancona. Vivo due sentimenti contrastanti: il dolore di dover partire e la gioia di voler tornare. È una dura lotta interiore!
In occasione del compleanno (16 aprile) del Santo Padre Benedetto XVI nonchè della ricorrenza del suo sesto anno di pontificato (19 aprile) Don Lucio insieme a Roberto, webmaster e video editor di viedellospirito.it, hanno ideato, creato ed inviato al Papa un canto di meditazione in dvd, tratto dalla suggestiva versione musicale di "Madonna, Schwarze Madonna" del cantautore altoatesino Oswald Sattler dedicata alla Madonna Nera di Altötting (Marienlied von Altötting). Il Santo Padre, bavarese e molto devoto alla Madonna Nera della ridente città a 90 km da Monaco di Baviera, dopo aver ricevuto e visionato il nostro video ci ha riempito di gioia rispondendo, attraverso la Segreteria di Stato, e sopratutto inviando a Don Lucio, a tutti i collaboratori del nostro portale cattolico e a tutti i parrocchiani, dei quali Don Lucio è guida spirituale da oltre 50 anni a Canino (VT), la sua paterna benedizione apostolica.
Il VALORE DELLA S.EUCARISTIA NELLA NOSTRA VITA. UNA RIFLESSIONE
Il valore della S.Eucaristia nella nostra vita é grandissimo, efficace e fortezza per la nostra missione che Gesú ci ha affidato. In un momento della celebrazione della S.Messa é consacrato il vino dove si trova il proprio sangue di Gesú, come é consacrato il pane dove si trova il suo proprio corpo, é in questo momento che stá presente lo Spirito Santo che agisce con il suo potere e la sua gloria. Tutta la celebrazione della S.Messa, dall'inizio alla fine, é um momento di grazia, onore e adorazione, un momento divino poi facciamo tutto questo per onore e gloria del Signore e per questo non dobbiamo mancare in nessuna maniera alla S.Messa principalmente alla Domenica che é il giorno del Signore e nei giorni dei Santi stabiliti dalla chiesa.
" GESU' IN PERSONA SI ACCOSTO' E CAMMINAVA CON LORO"
" GESU' IN PERSONA SI ACCOSTO' E CAMMINAVA CON LORO"
ESEGESI DEL TESTO
La liturgia ci presenta il racconto più umano e commovente della giornata della Risurrezione di Gesù; /apparizione ai due discepoli che vanno ad Emmaus. Luca lo ha ricavato dalla catechesi delle comunità protocristiane della Giudea e lo ha trasmesso nel suo stile consueto. Dal lato esegetico, va notato che l'episodio comprende un viaggio da Gerusalemme ad Emmaus, pieno di tristezza, e un ritorno a Gerusalemme nella gioia del Risorto, incontrato e visto con i propri occhi. Al centro si piazza il dialogo fra Cleopa (Cleopatro) e il Risorto. Questi si é avvicinato come ogni altro viandante più in fretta: non li ha spaventati: E ' stato a sentirli; eppoi con una dissimulazione graziosa, finge di non conoscere la propriastoria... Li provoca, con questo sistema, ad un tipo diverso di riflessione messianica, che sulla bocca dei due era ancora in prospettiva politica, mentre in Lui è gloria da conquistare mediante la sofferenza.
RIFLESSIONI
1. Gesù cammina sempre insieme a noi, perché anche noi,
dal battesimo, camminiamo nella luce della Risurrezione. Non percepiamo a
livello sensoriale questa luce e, di conseguenza, nemmeno questa sua
presenza itinerante. - Ciò spiega (in qualche modo),perche ci vengano di
continuo dubbi sulla fede. Siamo pronti a discacciarli? Anche a
servircene come punto da cui partire per ricerche che ci permettano di
approfondirla?
2."Tu solo sei così forestiero da non sapere ciò
che è accaduto. Una domanda che equivale ad un rimprovero, come ad uno
che non sa rendersi conto di una cosa assai importante. Non ci è
capitato di farla anche noi al Signore, quando ci andava male e
pensavamo che lui non se ne curasse? Che temerita, la nostra!
3. Gesù dice che la sua Passione gli era stata necessaria per entrare nella sua gloria". Ed era sua, già ab aeterno. Quella del cielo non è nostra e vorremmo entrarci senza condividere
questa sua Passione...Eppure un'esperienza personale, certamente
raggiunta, alla scuola di S.Paolo d.C.,ci dovrebbe aver convinto che la
croce pesa di meno, qualora si sa prenderla per amore di Cristo e in unione con lui.
4. Allo spezzare il Pane, gli occhi dei due discepoli si aprono e riconoscono che quel viandante misterioso è Gesù. Nell'eucaristia, anche a noi si aprono davvero gli occhi, per
una conoscenza progressivamente sempre più luminosa del Salvatore e del
nostro rapporto personale con lui? Con tante comunioni e tante messe
dovremmo aver raggiunto la gioia dei due che tornano ad annunziare il
Risorto ai colleghi in Gerusalemme. Se anche senza tutto quel tripudio,
almeno con impegno costante.
Il culto della Croce, strumento della nostra redenzione, si è molto diffuso nella Chiesa; la Croce è adorata e riceve omaggi, che non si concedono ad altre reliquie e le feste della Santa Croce rivestono particolare splendore.Non era la Croce considerata dagli antichi come il supplizio più terribile e più infamante? Era allora cosa frequente vedere un ladro o uno schiavo messo in croce e ciò che di questo supplizio indirettamente conosciamo ci permette di valutarne latrocità. Il crocifisso moriva con lenta agonia, soffocato per lasfissia determinata dalla estensione delle braccia in alto, torturato da crampi ai nervi irrigiditi.
ZACCHEO, SCENDI SUBITO, PERCHÉ OGGI VOGLIO FERMARMI IN TUA CASA
( Vangelo: Luca 19, 1-10 )
Una riflessione
Questo frammento del Vangelo di Luca sembra il compimento della parabola del fariseo e del pubblicano (Lc 18.9) Umile e sincero di cuore, il pubblicano pregava:" Ó Dio, abbi pietá di me, che sono un peccatore" e cosí oggi contempliamo come Gesú perdona e ristabilisce Zaccheo. Il perdono divino porta Zaccheo alla conversione. Ecco qui una delle cose originali del Vangelo: il perdono di Dio é "gratis" non tanto a causa della nostra conversione che Dio ci perdona, ma succede in senso inverso: la misericordia di Dio ci muove al ringraziamento e dare una risposta chiara.
Una riflessione Sono parole pungenti uscite dalla bocca dell'anziano Simeone rivolte a Maria. Affermazione che nel suo contesto non si richiama solamente alla Passione di Gesú Cristo, ma anche al suo ministero, che provocherá una divisione del popolo di Israele e pertanto un dolore intimo di Maria. Nel corso della vita pubblica di Gesú, Maria sperimentó la sofferenza per il fatto di vedere Gesú, suo figlio tanto amato, essere rifiutato dalle autoritá del popolo e minacciato di morte.
E' stata la croce dei nostri fratelli separati, i protestanti; e lo è tuttora.
Preoccupati dalla presenza dei "fratelli del Signore", in più luoghi del Vangelo, hanno pensato che sua Madre abbia avuto altri figli, almeno dopo di Lui. Ma si troveranno sempre di fronte la fede della chiesa delle origini e del cammino di due millenni, che proclama solennemente la verginità di Maria, anche dopo la nascita del suo divin Figlio. Eppure essi, che sono stati maestri in esegesi biblica, sanno che nella lingua ebraica, il temine "ah", può avere, oltre al significato diretto di fratello, anche quello di consanguineo ai diversi livelli. Per cui è il contesto che decide a chi ci si vuol riferire.
Surpresa inesperada e uma intensa emoção invadiram nossos corações em tomar conhecimento da decisão que Vossa Santidade comunicou segunda-feira passada ( dia 11 Fevereiro 2013) com uma desarmante semplicidade, ulterior confirmação da grandiosidade de Sua Pessoa e do amor sincero pela Santa Mãe Igreja, que serviu e guiou nesses anos de um luminoso pontificado.
Não podemos esconder o mixto e a comoção, mas expressamos, outrossim, admiração, reconhecendo a grandiosidade de seu gesto espiritual, " sinal " que toca a alma de cada um de nós.
Acolha, Santo Padre,nossa gratidão mais profunda pelo Seu Testemunho e Seu Precioso Magistério, que continuerá a ser ponto de referimento esplendido para o nosso caminho de fé.
Obrigado, Santo Padre !
Lhe estaremos sempre juntos com imenso afeto, com a garantia de nossas orações constantes e imploramos sobre todos nós a Benção Apostólica.
Tradução a cargo de Dott. Alberto Rossini (Brasil)