Non vi è disgrazia, non vi sono catastrofi, non vi sono dolori, per quanto inauditi siano, che, quando si soffrono per amor di Dio, non si trasformino in corona di gloria e di speranza.
A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?
Ateo non è solo il marxismo, ateo pratico è anche il capitalismo. Questo divinizzare il denaro, questo idolatrare il potere, questo porre falsi idoli da sostituire al vero Dio. Viviamo tristemente in una società atea.
Il VALORE DELLA S.EUCARISTIA NELLA NOSTRA VITA. UNA RIFLESSIONE
Il valore della S.Eucaristia nella nostra vita é grandissimo, efficace e fortezza per la nostra missione che Gesú ci ha affidato. In un momento della celebrazione della S.Messa é consacrato il vino dove si trova il proprio sangue di Gesú, come é consacrato il pane dove si trova il suo proprio corpo, é in questo momento che stá presente lo Spirito Santo che agisce con il suo potere e la sua gloria. Tutta la celebrazione della S.Messa, dall'inizio alla fine, é um momento di grazia, onore e adorazione, un momento divino poi facciamo tutto questo per onore e gloria del Signore e per questo non dobbiamo mancare in nessuna maniera alla S.Messa principalmente alla Domenica che é il giorno del Signore e nei giorni dei Santi stabiliti dalla chiesa.
il carcere e un deserto spietato. Un luogo di solitudini raggelanti e di vicinanze obbligatorie. Eppure dentro il recinto -fatto di impotenza e disperazione, ignavia e dimenticanza, oppressione e reclusione -fioriscono storie di riscatto, veri abbaglianti anticipi e posticipi di risurrezione Storie al limite: taglienti come vetri, iridescenti come la speranza maltrattata, calpestata, ridotta a brandelli, ma mai del tutto cancellata. Storie nelle quali si manifesta un'irruzione, lintrusione di qualcosa di inaspettato, di sorprendente, di indicibile. Io lo definisco l'imbarazzo di Dio. Una presenza che spiazza, che apre all'inaudito. che per un attimo decisivo sospende e taglia la quotidianità della reclusione.
Gesù disse al cieco: "Tu credi nel Figlio dell'uomo?"
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
I passaggi del Vangelo che la Chiesa ci offre per questo ciclo liturgico quaresimale sono una vera catechesi. Nella prima domenica di Quaresima abbiamo ascoltato il Vangelo delle Tentazioni e abbiamo pensato nelle prove, lotte e difficoltá della vita; nella seconda abbiamo contemplato la Transfigurazione del Signore, nella quale siamo stati illuminati con la contemplazione, alla luce della fede, della faccia del Signore ed abbiamo meditato la nostra condizione di filiazione divina. Nella terza domenica appare la Samaritana, alla quale Gesù chiede dell' acqua. Oggi, quarta domenica della Quaresima, il cieco che comincia a vedere per iniziativa di Gesù, e che poi lo adora.La liturgia domenicale ci propone spesso i miracoli compiuti da Gesù. Oggi Dio ci interroga sulla qualità della nostra fede.
A circa 400 km da Campo Grande, capitale del Mato Grosso, sorge Tres Lagoas, una cittadina di oltre 70.000 abitanti. Il suo nome nasce dalla presenza di tre laghetti che rendono più bello il luogo.
SANTA MONICA Madre di Santo Agostino Esempio di Madre e di Sposa
Una riflessione
Santa Monica é conosciuta fra i cattolici per essere stata la madre del Santo di Hispona, Santo Agostino, che con grande difficoltá conseguí, per la sua perseveranza nella preghiera e nella caritá, la grazia di vedere suo figlio convertirsi al cattolicesimo. Uno dei piú grandi valori di questa Santa Madre é stata la fiducia nella preghiera. Quanti di noi cristiani possiamo dire che abbiamo la stessa fiducia che ebbe Santa Monica nella preghiera ? Abbiamo molte volte fiachezza in pregare e lasciamo la preghiera sempre in secondo piano durante il giorno.
il carcere e un deserto spietato. Un luogo di solitudini raggelanti e di vicinanze obbligatorie. Eppure dentro il recinto -fatto di impotenza e disperazione, ignavia e dimenticanza, oppressione e reclusione -fioriscono storie di riscatto, veri abbaglianti anticipi e posticipi di risurrezione Storie al limite: taglienti come vetri, iridescenti come la speranza maltrattata, calpestata, ridotta a brandelli, ma mai del tutto cancellata. Storie nelle quali si manifesta un'irruzione, lintrusione di qualcosa di inaspettato, di sorprendente, di indicibile. Io lo definisco l'imbarazzo di Dio. Una presenza che spiazza, che apre all'inaudito. che per un attimo decisivo sospende e taglia la quotidianità della reclusione.
Chiarire la più evangelica delle preghiere che recitiamo: il Pater Noster. In essa, lungo duemila anni, ci si sono intromesse, purtroppo, diverse imprecisioni che non permettono di gustarne tutta la bellezza,e l'ampiezza di respiro che la caratterizzano. Qualcuno potrebbe aver saputo che l'autorità competente della Chiesa aveva in proget¬to di rivederla, per correggere queste mende letterarie; ma devono essere intervenute delle ragioni prudenziali, che hanno suggerito di attendere ancora un poco.
Forse si è temuto di mettere in crisi alcuni assidui alle varie liturgie, non molto propensi a rin-novamenti del genere.Eh
sì! Non è raro sentire fra devoti piuttosto attempati e, naturalmente,
poco disposti a cambiamenti in campo religioso: Ora si sta mettendo
tutto sotto sopra! In questo modo faranno perdere la fede anche a chi
crede!...Però i più attenti di voi si saranno accorti che nel
recente nuovo Lezionario delle Messe, è apparsa già la correzione di
qualche frase tradotta male. Ad esempio, quella che nella seconda parte
del Pater noster dice: " e non c' indurre in tentazione
".In latino non se ne avvedeva quasi nessuno; ora tradotta in italiano, i fedeli più attenti sichiedono: Ma che forse Dio può indurci al male, al peccato?!Pensate:
In area spagnola e portoghese vi avevano rimediato 40/ 50 anni fa,
traducendo e recitando nella preghiera liturgica: Non ci lasciar cadere
in tentazione!Vanno, inoltre, considerate, almeno due cose, per comprendere meglio la straordinaria originalità della preghiera di Gesù:
1 - che nel Vecchio Testamento, mai una preghiera inizia con questa affermazione filiale. Dio è Dio: è il Signore, non il Padre.
2. - che la rivelazione della paternità di Dio rappresenta il punto focale, cioè centrale del Messaggio evangelico.. Vi
sono, anche nella Bibbia ebraica frasi isolate, come quella dove si
dice: O Yahvè, non sei tu il nostro Padre? - Ma subito dopo vi avvedete
che si tratta di una pura metafora. Comunque, nessuna preghiera ebraica,
nessun salmo inizia, o s'imposta sul concetto di autentica filiazione
con Dio, perché esprime un rapporto esterno, cioè di giustizia. Così affermano i migliori esegeti di oggi.
Per
concludere, ricordiamo che Gesù, è stato `provocato' dagli Apostoli a
dar loro una formula di preghiera. Fosse dipeso da Lui, non ce ne
avrebbe lasciata alcuna... Egli, esattamente parlando, ci ha proposto
l'Orazione, cioè il colloquio fiducioso, amoroso, filiale col Padre,
sciolto da ogni formula, come ce ne dava l'esempio personale Lui stesso. - Ovviamente, per favorire un rapporto comunitario con Dio, occorreva una formula.
Una riflessione a cura del Dott. Alberto Rossini( Brasil)- nostro collaboratore
In questo tempo speciale che viviamo l'anno giubilare della Misericordia Divina é di grande importanza celebrare la divisione e la solidarietá fraterna che ci porta a riflettere questo atto di caritá come espressione concreta di fraternitá, come autentico amore evangelico predicato da Gesú. In questa riflessione é da intendersi che tutta la liturgia discerne sopra la fede che noi abbiamo per la vita della chiesa e deve alimentare tutta l'azione evangelizzatrice.
Il Giubileo della Misericordia proclamato dal Papa Francesco ha come tema " Misericordiosi come il Padre " ricordando la parabola del Vangelo di Luca (15.11.32) e come obiettivo fare misericordia a esempio del buon samaritano " ... vai e anche tu fai lo stesso "(Luca 10. 25.37) La parola misericordia significa intervenire a favore di qualche uno che abbia necessitá, aiutare non solo parenti e amici ma tutti quanti ne hanno di bisogno.
L'appellativo di laico, deriva dalla consapevolezza dei primi cristiani di appartenere tutti al popolo di Dio (laico dal greco laos, che vuol dire, appunto, popolo). Era stato dissacrato negli ultimi due o tre secoli, usandolo per alludere a movimenti, partiti e stampe che in un modo o in un altro, si contrapponevano alla chiesa. Un giornale o un partito laico, una iniziativa, o un movimento laico avevano sempre un significato inconfondibile.
MARIA VERGINE UNA LAICA DALLE INIZIATIVE IN PRIMA PERSONA
Per comprenderlo nella maniera più sintetica e precisa possibile. Torniamo al noto episodio di Maria che va da Elisabetta e prolunga la sua presenza presso di lei per circa tre mesi ( Lc l, 39-56). E ricco di elementi che fanno al nostro assunto e ci dispenserà dal presentarne altri, dove la stringatezza del dettato evangelico non incoraggia ad andare oltre, nella ricerca Maria, appena terminato il colloquio con il messaggero cele- ste, ripensa attentamente a quanto ha ascoltato e si sofferma su quel nome di donna, Elisabetta, che Gabriele ha presentato come sua parente: unica creatura umana entrata nel discorso, durante quel dialogo, da cui sarebbe dipesa la salvezza di tutta lumanità. E riflette: Sta diventando madre a quella sua età avanzata: dovranno sorgerle problemi di assistenza assai riservata. Andrà anche per questo.
Vorremmo poter dire che la Madonna è nata in quel dato giorno, in quellora precisa, in quel luogo della Palestina, magari dove la troviamo al momento dellannunzio angelico, per dare contorni seriamente riscontrabili alla sua esistenza storica. Invece dobbiamo accontentarci di congetture. Del resto, con il Suo Figlio Gesù non siamo in condizioni analoghe? Gli esegeti, per fare un caso, sanno che la cronologia cristologica è quanto mai fluida. Così per ogni particolare della sua vita nella Palestina romana: disponiamo solo di una documentazione attendi¬bile: non ci è lecito di spingerci più in là.
A liturgia desse vigésimo domingo do tempo comum reflete sobre a universalidade da salvação. Deus ama cada um de seus filhos e à todos convida para o banquete do Reino. Na primeira leitura Deus garante ao seu povo a chegada de uma nova era, na qual se vai revelar completamente a salvação. No entanto, essa salvação não se destina apenas à Israel mas destina-se a todos os homens e mulheres que aceitam o convite para integrar a comunidade do povo de Deus.