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"Beati piuttosto coloro che
ascoltano la parola di Dio..."
(Lc 11,28)

Anche questo  detto di Gesù ha subito interpretazioni varie che, pur non riguardando l'area specifica della fede, gli hanno dato un senso che, come vedremo, non ha.
Ricordate, dunque benissimo che Gesù si espresse in questi termini, in occasione di quella donna che, colpita dalla sua personalità, oltre che dal messaggio che lanciava al mondo, si permise non semplicemente di dire, ma di gridare: «Beato il grembo che ti ha generato e il seno da cui hai preso il latte» ( Le 11, 27). La risposta di Gesù è stata intesa in termini in un certo modo dissuadenti, come dire: Non è esatto quanto dici tu, donna. Non è beata mia Madre che mi ha generato, ma chi mi ascolta...



Difatti devoti e scrittori di altri tempi si sono affannati un mondo, per addolcire questa che ritenevano un apprezzamento piuttosto riduttivo per la nostra Madre celeste.

Non è affatto vero.

 A parte il rispetto delicato che Gesù ha sempre avuto nei confronti della donna tanto disprezzata dai papaveri del tempio, il senso più conforme agli intenti, in quei momenti importanti del suo magistero, non poteva essere che questo:

Tu, donna hai elogiato mia Madre per i motivi inerenti alla sua maternità, anche se non ne conosci la dimensione misteriosa. Ma è ancora più beato chi ascolta la mia parola e la mette in pratica.

Ed equivaleva a dire: La beatitudine di mia Madre è grande, ma incomunicabile: Di madre ce ne può essere solo una. Questa che ti propongo è grande e aperta a tutti.

Intanto scrutando bene a fondo l'enunciato di Gesù, si scopre, come al solito, anche ciò che ad un primo esame non appare chiaro.

Ancora più beato chi ascolta la parola di Dio e la mette in pratica.
 Ebbene, chi più di Maria l'aveva ascoltata, se l'aveva accettata addirittura in quel grembo cui alludeva la donna anonima?


 Quella Parola, era addirittura il Verbo.

 E non solo il Verbo vi era stato ascoltato, ma vi aveva assunto carne e natura umana: quella che avrebbe salvato l'umanità, riconsegnandola al Padre.

Di conseguenza, questo di Gesù era l'elogio più sottile, arcano e sublime che si potesse tessere in onore di Maria.

E l'aveva provocato quella donna che doveva restare senza un nome, perché risultasse davvero... la voce della Chiesa!

AS VIAS DO ESPIRITO

Solenidade de São Pedro e São Paulo

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Solenidade de São Pedro e São Paulo
Dia 29 Junho 2014
Uma reflexão



SOLENIDADE DE S.PEDRO E S.PAULO
Gesú se encarnou na nossa humildade e para realizar sua missão quis homens humildes. Mesmo mais culto,  Paulo era humano e sujeito à fragilidade. Quando Jesus quis saber o que pensavam Dele, tem em seus discipulos a resposta que dá inicio à sua Igreja, pois a resposta não provém de homens mas de Deus.  Mesmo hoje, quando cremos, é porque ele provoca em nós a fé: " Por sua palavra muito haverão de crer em mim (Jo 17.20)"  Na fragilidade de sua missão, Jesus conta com a fragilidade de seus discipulos para que a Igreja se fundamente em Deus e non nella sapienza umana.

Codice shinistaT

THE WAYS OF THE SPIRIT

San Francisco You think

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San Francisco, You think

O patron saint of our beloved land  enlightens those who govern, so that nothing fails the poor people  and the entire nation can live , quiet days from every point of view.
 You poor man of Assisi, , you left everything to follow Christ, giving your possessions to the poor,  ago that we learn from you to be detached from earthly goods, to be generous to everyone.  You who were called by the Almighty Lord , to rebuild the destroyed church of your time   guide the steps of those who are the representatives of , the Italian people, because in violation of homelands , and through sound and prudent management , reparation for all damage caused to Italy , especially in the moral, economic and social development.



LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

¡JESÚS!

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¡JESÚS! 
Nos gusta la Navidad con Jesús.
Encontramos sentido a la vida
y estrenamos la creatividad con Jesús.
No hay alegría más grande que la de Jesús.
Contemplamos con estupor el misterio
de que todo un Dios se haga niño en Jesús.


WEGE DES GEISTES

Sicurezze e insicurezze

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SICUREZZE... E INSICUREZZE

Per superare il fondamentalismo  religioso più nocivo alla Chiesa che non l'indifferentismo.

Davanti alle insicurezze religiose, determinatesi, dicono, dietro le proposte meno dogmatistiche, cioè più pastorali, del Vaticano II, diversa gente di chiesa si è impaurita, fino al perito di chiudersi in un fondamentalismo diffidente e combattivo.

Deplorano in blocco ogni progetto ecumenico, gli incontri di preghiera di Giovanni Paolo II ad Assisi, con ebrei, maomettani, buddisti, ortodossi e protestanti, e rimpiangono cordialmente l'intransigenza di Pio IX  e altri pontefici del tempo passato.

Questi nostri cari fratelli vanno compresi e (senza sentirsi migliori di loro) compatiti. Stentano ad entrare in un tipo di Fede, che generi solo sicurezze... insicure, cioè VITALI.

Preferirebbero quelle matematiche, quelle dei sillogismi teologici e delle definizioni infallibili, che estenderebbero volentieri ad ogni atto di fede, ad ogni documento del magistero ecclesiastico.

Vogliono garantirsi, cioè, al cento per cento, in tutto ciò che riguarda la vita e il pensiero della comunità cristiana.

Noi preferiamo credere fermamente in Cristo Redentore, nostro Maestro, e alla Chiesa, che ne prolunga la missione lungo i secoli. CREDERE FERMAMEN­TE, anche se non riusciamo sempre, e del tutto, ad annullare dubbi e perplessi­tà, riguardanti, più che altro, aree del pensiero cristiano non strettamente identificabili con quelle della Fede.

Tuttavia ACCETTIAMO che altri creda diversamente da noi - anche se questi altri non si accostano a Lui, attraverso la mediazione di Cristo e l'insegnamento della Sua Chiesa.

 

Non possiamo insistere che Dio semplicemente tollera, ma non accetta tutto questo.

Dire che DIO TOLLERA, è farsi di Lui un'immagine assai riduttiva. anzi fuorviante; perché chi tollera - diciamo semplicemente tollera - lo fa per il motivo che non sa, o non può fare diversamente... Ma cos'è che Dio non può fare, se "nulla è impossibile a DIO? (Le. 1,37). 

Se una cosa, o una situazione, esiste, ciò significa che Dio l'ACCETTA, in un modo che è noto solo a Lui, per fini sicuramente di bene e non di perdizione.

 

Se, dunque, il Padre celeste accetta che altri se Lo immagini diversamente da come si è rivelato nel Figlio, è segno che li salverà , sempre attraverso il Figlio, in una maniera, e per vie che non ha voluto rivelarci.

 

Chi siamo noi che non vogliamo accettare questi altri, che deploriamo papi, vescovi e fedeli che pregano con loro lo stesso Padre, per i medesimi fini di pace per l'umanità?

 

Piuttosto maturiamoci nella Fede cristiana, in modo da comunicarla anche ai non cristiani, ai fratelli separati, con la testimonianza della fraternità di Cristo.

Nessuna certezza di Fede cristiana si spinge fino al fondamentalismo. Semmai lo lascia al fanatismo religioso,  non scomparso nemmeno ai giorni nostri.


Preghiere

SIGNORE DA CHI ANDREMO?

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PREGHIERA DEI GENITORI CHE HANNO UN FIGLIO IN CIELO
SIGNORE DA CHI ANDREMO?
Sulla piazza del mondo,
dentro il segreto del cuore,
rimani solo tu e noi, soli con te.
Noi con il nostro dolore
Immenso e invivibile
perchè ci mancano fisicamente,
totalmente, i nostri figli.
Un giorno sono arrivati
Come il sole del mattino
Illuminando la nostra vits,
in un attimo se ne sono andati.
Ed è venuta la notte,
la notte più oscura che sembra senza fine.