Viaggio dello spirito
La vita è un viaggio
dello spirito attraverso
la materia
Inno al viaggio e inno alla vita: al divenire che ci spinge ogni giorno ad essere uguali e diversi da noi stessi e dagli altri. Nasce da un mio bisogno di trovarmi, di perdermi, di trovarmi ancora, di sentire che i miei personali percorsi sono appartenuti, appartengono e apparterranno ad altri viaggiatori. Nellunicità del vivere e dell interpretare la strada cè una forza comune che muove ogni uomo e ogni donna verso qualcosa di indefinito, di sperato, di desiderato, di ignoto, di misterioso. Questa forza non conosce epoche storiche, non è contenuta da confini geografici è tipica dellumanità tutta e nobilita chi fortemente la sente.
A circa 400 km da Campo Grande, capitale del Mato Grosso, sorge Tres Lagoas, una cittadina di oltre 70.000 abitanti. Il suo nome nasce dalla presenza di tre laghetti che rendono più bello il luogo.
Maria Grazia si trova in un momento di crisi.
Nei giovani le difficoltà spesso si aggrovigliano. Un problema di carattere sentimentale si accompagna magari a problemi di orientamento per il futuro.
Se poi si devono affrontare delle delusioni, subite o date, il disorientamento è ancora più grande.
Si può vivere il buio anche nella luce della giovinezza.
Benedetta Bianchi Porro è unamica di Maria Grazia.
Anche noi possiamo godere la visione della gloria di Dio
PENSIERO DELLA DOMENICA + VIDEO CORRELATO
Questo è il tempo (Quaresima) dell'ascolto orante della parola di Dio. Gesù ha parlato ancora una volta ai suoi amici "... che dovrà molto soffrire ed essere condannato a morte". Gli apostoli rimangono ammutoliti e sul loro viso appaiono evidenti i segni dello scoraggiamento. ll Maestro è ridisceso in Galilea; prende con sé Pietro, che doveva essere il fondamento visibile della Chiesa, con altri due privilegiati testimoni (Giacomo e Giovanni) necessari, secondo la legge, per avvalorare la testimonianza (cfr. Deut. 19, 15) e sale sul monte Tabor.
A circa 400 km da Campo Grande, capitale del Mato Grosso, sorge Tres Lagoas, una cittadina di oltre 70.000 abitanti. Il suo nome nasce dalla presenza di tre laghetti che rendono più bello il luogo.
Non vi è disgrazia, non vi sono catastrofi, non vi sono dolori, per quanto inauditi siano, che, quando si soffrono per amor di Dio, non si trasformino in corona di gloria e di speranza.
A cosa servono belle strade e aeroporti, begli edifici di tanti piani, se vengono costruiti con il sangue dei poveri, che non ne beneficeranno?
Ateo non è solo il marxismo, ateo pratico è anche il capitalismo. Questo divinizzare il denaro, questo idolatrare il potere, questo porre falsi idoli da sostituire al vero Dio. Viviamo tristemente in una società atea.
Sono cresciuto in Parrocchia con le tue canzoni in mezzo alla mia gente e ai miei ragazzi. Le ho suonate sempre con la fisarmonica. Verresti a un mercoledì di Quaresima che faccio con i giovani della Diocesi nella Cattedrale di Molfetta?. Fu questo il mio primo incontro telefonico con il Vescovo don. Dissi di sì e partii, allora, con la mia chitarra prendendo un aereo per Bari.
Ci tornerà assai istruttivo approfondire la condizione della donna ebrea dei tempi del Salvatore, di fronte alla Legge fondamentale della vita d'Israele. Di per sé, basterebbe dire che non era nelle stesse condizioni dell'uomo. Ma questo, ormai non può stupirci più che tanto. Vediamolo nei particolari. Iniziamo con la conoscenza stessa di questa Legge, che tutti chiamiamo Bibbia ( anche se il termine strettamente parlando, si riferiva solo al Pentateuco, cioè ai così detti 5 libri di Mosè: Genesi, Esodo,Levitico, Numeri, Deuteronomio, che formavano la Torah.
Ebbene, rabbi Eliezer, uno dei più famosi dell'epoca, dichiarava senza
scrupoli: "Chi insegna +la Torah a sua figlia, le insegna il
libertinaggio". E, ancora più chiaramente: " Meglio bruciare la Torah,
che trasmetterla alle donne" (j. Sota III). Si cita un altro rabbino,
Ben Azzai, che riteneva di non doversi vietare l'insegnamento alle
ragazze, ma solo sulla tradizione orale: si tratta di prassi posteriore a
Gesù. E' noto che scuole rabbiniche erano aperte solo per maschi.
Almeno
in un punto la condizione della donna poteva apparire privilegiata: che
non era costretta ad alcuni obblighi, riservati agli uomini: i
pellegrinaggi a Gerusalemme, in occasione delle principali solen¬nità
ebraiche: pasqua, pentecoste, festa delle capanne. Ancora altre
esenzioni di poco conto, e poi quella più importante: non era obbligata a
recitare ogni giorno lo shema' o preghiera fondamentale dell'israelita:
(Ascolta, Israele...).
Nell'ambito della legalità, la sperequazione
era ancora più evidente. Essa era sottoposta, come gli uomini, a tutto
il rigore della legislazione civile e penale, inclusa la pena di morte.
Sembra che potesse venir venduta come schiava, da parte del marito,
anche a causa di un semplice furto. Generalmente, però, questa vendita
era vietata.In compenso, non veniva considerata affidabile per
quello che poteva dire o dichiarare, perché ritenuta bugiarda. Lo
deducevano dalla frase della Bibbia, in Genesi 18,15, dove Sara, moglie
di Abramo, mentisce ai tre angeli di Mambre. Lo storico ebreo-romano
Giuseppe Flavio sa darci una spiegazione interessante: Le donne sono
inaffidabili, "a causa della leggerezza e della temerarietà del loro
sesso"(Ant.IV. 8,15).
Prima di vedere al prossimo articolo, di
quali scarsi diritti godesse la donna israelita ai tempi del Signore,
basterà concludere con una frase chiaramente beffarda, di una preghiera,
raccomandata tutti i giorni agli uomini: "Lodato sia Dio, che non mi ha
creato donna "( Tos Ber.Vl II ). C'è da chiederci cosa dicessero le
donne, nella loro preghiera .Ma ce n'è abbastanza, per capire almeno
due cose: la triste condizione sociale e religiosa in cui si trovarono
la madre di Gesù e le "Pie donne" nonché l'audacia della innovazione
introdotta dal Salva¬tore su questo particolare settore, dove l'equivoco
sarebbe stato facile e la critica più severa. Dire che anche per questo
non gliene siano nate delle noie, è non capire la mentalità di gente
fossilizzata nelle abitudini, assurte a legislazione immutabile.
La
donna cristiana non finirà mai di ammirare la sua comprensione, evidente
fin dagli inizi dell' azione messianica, e molto più la degnazione con
cui la invitò a cooperare direttamente all'opera della salvezza
dell'umanità. Anche se non sempre è stato facile capire l'importanza di
scelte così illuminanti.
Viedellospirito Don Lucio Luzzi
Bella iniziativa questa di Aromys - Home fragrances sopratutto perchè
va ad esaltare la figura di questi straordinari personaggi che hanno
speso la loro vita per il prossimo e per la Chiesa. Oggigiorno è infatti
raro vedere l'esaltazione dei Santi; mentre invece si prediligono
sempre esempi e personaggi molto spesso discutibili. Viva Aromys allora!
Il modello della misericordia che Gesú ci propone é il proprio Dio. Dice San Paolo:" Benedetto sia il Padre del Nostro Signore Gesú Cristo, il Padre della Misericordia e Dio di ogni consolazione, il quale ci consola nelle nostre tribulazioni."( 2 Cor.1-3,4 )
La prima eccellenza che ha questa virtú é tornare gli uomini simili a Dio e simili nelle cose piú gloriose che esistono in Lui. É certo che la maggiore perfezione che puó avere una creatura é essere simile al suo Creatore, e quanto piú ne ha tanto piú perfetta lo sará.
I farisei volevano, di qualche forma, incriminare Gesú, mettendolo alla prova e in contradizione, perché Lui non rispettava il sabato e i suoi discepoli facevano in questo giorno quello che non dovevano fare. Gesú ricorda che il proprio David non transgredí il sabato, ma seppe collocare misericordia a una necessitá maggiore in favore di un altro. I propri sacerdoti di Israele che, molte volte, non osservano la legge del tempio in funzione di se stessi, Gesú dice:" Qui stá chi é maggiore del tempio" (Mt.12.6) ( Qui sta chi é maggiore del sabato )
E lultimo lavoro, il più faticoso, di Padre Bernardino Bordo che da una vita studia e approfondisce le tristi vicende del Cristo Crocifisso.
Alludiamo a quello celebrato a carico di Gesù Cristo, nellanno 784 di Roma, corrispondente al 30 della nostra era.
Fino a due secoli fa i cristiani lo ricordavano con profonda commozione, gli altri... con rispetto.
A Maria, Donna innamorata Aiutaci a ricomporre le assurde dissociazioni dell'amore
Santa Maria, donna innamorata, roveto inestinguibile di amore, noi dobbiamo chiederti perdono per aver fatto un torto alla tua umanità. Ti abbiamo ritenuta capace solo di fiamme che si alzano verso il cielo, ma poi, forse per paura di contaminarti con le cose della terra, ti abbiamo esclusa dall'esperienza delle piccole scintille di quaggiù. Tu, invece, rogo di carità per il Creatore, ci sei maestra anche di come si amano le creature. Aiutaci, perciò, a ricomporre le assurde dissociazioni con cui, in tema di amore, portiamo avanti contabilità separate: una per il cielo (troppo povera in verità), e l'altra per la terra (ricca di voci, ma anemica di contenuti).
Anche nel suo caso, la vita di fede rifluiva spontaneamente nella speranza, sullorizzonte dellesperienza personale.La chiesa insegna che anche questa virtù, infusa in noi nel battesimo, lo era in lei fin dagli inizi della sua vita, in una misura che richiamava sempre, e da vicino, lalto compito al quale era stata preordianta ab aeterno. L'azione dello Spirito Santo ne avrebbe favorito in modo altrettanto singolare lo sviluppo; ma anche il suo impegno personale vi avrebbe svolto un ruolo importante. Maria, già in apertura di Vangelo, mostra tutti i segni dell' anima dotata di una fiducia in Dio, che può, in certi momenti, chiedere lumi sufficienti a rendersi sempre più consapevole di quanto le si domanda; poi, però, si accontenta di quel che ha potuto ottenerne e per il resto lo rimette con esemplare abbandono a lui.
Maria, per le felici ripercussioni dellimmacolato concepimento, che vita emotiva ebbe? Certamente intese tutto il suo mondo interiore far perno costante su colui che la mente illuminata da raggio superno le faceva vedere come il bene, lamore per essenza.
Se, ora, volessimo scoprire di quali armonie riservate potè usufruire il suo cuore di donna, dovremmo cominciare col prendere nota del fatto che amò come ogni altra madre il suo figlio, come ogni altra sposa lo sposo; amò parenti, amici, conoscenti, tutti; amò il creato nelle sue varie manifestazioni di grandezza e semplicità, ancora così lontane dal degrado ecologico moderno.
Texto extraído dos estudos de Mons.Giulio Ricci Sindólogo
Este lençol funebre (mt 4.36x1.13°) de linho costurado em ziguezague como uma espinha de peixe, é o mais eloquênte "corpus delicti" de que os cientistas se serviram para reconstruir o fato delituoso que representa: a morte pela cruz. É aquele de um homem submetido, antes da sentença à morte, à uma singular flagelação, à uma típica coroação de espinhos (nunca registrada pelo histórico de outros condenados à cruz) marcado no emitorax direito pela ferida causada por uma lança e envolvido nú no lençol sem jamais ter sido lavado ou ungido com oleos de resina.