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Dio, sei poco
popolare

Così Francesca, in una lettera che mi ha inviato, si rivolge a Cristo: "Non è mia intenzione, credimi, recitare la parte di Satana tentatore nel tuo digiuno del deserto.
Non ti chiedo di buttarti giù, né tanto meno posso offrirti i regni del mondo. Quello che ho da dirti è la povertà del mio cuore che non sa amarti, non sa amarsi e non sa amare.
Mi immagino bambina che muove i primissimi passi con quella precaria deambulazione che tanto spaventa Te, Padre premuroso e tanto incuriosisce me, anima ribelle.

 

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trappole e com'è bello cadere in esse!!! Sei poco popolare, Te lo hanno mai detto?
Sei una delle figure più conosciute del mondo, eppure tutti fanno finta di non sapere.

Sei pronto da accogliere e noi fingiamo che Tu non ci sia

La dolcezza è la misura del tuo amore... del Tuo perdono.

Ma la radicalità misura quanto seria sia la tua chiamata.

E io che pur cambio idea in ogni momento, ho Te come pensiero fisso, e io che sono
debole e senza cuore... Ti cerco.

Sei senza compromessi e per questo ti evito.

Sei senza compromessi e per questo ti amo... anche se fa paura dirlo!

Francesca


Mia incredibile e sorprendente Francesca,
sapevo che mi avresti preso alla lettera e che avresti scritto con quel tuo stile provocatorio da ragazza "ribelle", come tu ti definisci.
Il Dio con il quale scendi in campo è abituato ai confronti, anzi li ama e se li è andati spesso a cercare, soprattutto con i giovani.
Amo la tua totale sincerità, che noi adulti non sempre possediamo.
Le tue parole rivelano un rapporto schietto con Dio. -Lui "il tuo pensiero fisso.. lui che cerchi". Forse è stato e sarà sempre così: nessun giovane trova Dio senza conflitto con se stesso e con Lui, senza assaporare la sua Presenza forte e la sua assenza sensibile.La fisicità, i problemi, i dubbi sembrano frenare la fede in Lui. La ricerca di Dio è una lotta e una sfida, ma per questo è bellissima. Nessuno, credo, può dare tutto per scontato. E mentre Lui ci viene incontro rivelandosi, noi dobbiamo cercare di superare la barriera che sta tra il visibile e l'invisibile, tra il tempo e l'eterno, tra le domande sul senso e l'accettazione delle sue risposte che non sono né solo razionali, né solo scientifiche.
Le tue parole potrebbero essere anche le mie di prete, perché la sfida ci riguarda tutti ed è in gioco l'esperienza più decisiva della nostra esistenza: credere.
E allora: se ti incuriosisce l'amore premuroso del Padre, contesta pure, gioca a mosca cieca o tappati le orecchie. Il Padre ti farà avvertire quanto è il suo amore (quantum = quanto immenso e grande - in latino) e che, in tanti momenti, non saprai resistere
alla sua intima invasione dell'anima.
Certo Lui è esigente, perché conosce e sa quale vita ci ha donato e per questo vuole condurci a grandi altezze del vivere.
Vuole fare di noi la sua immagine perfetta (così Gesù).
Ha fiducia in noi e nelle nostre possibilità anche quando noi avessimo tutti i motivi per non credere in noi stessi, a motivo delle continue cadute e fragilità.
Vorrei che tutti sentissimo quell'urlo che tu metti in bocca a Dio: "Dai, che ce la fai; io sono qui con te, non smettere mai di lottare, allontana lo scoraggiamento  con me tutto è possibile...".


E poi cadere ancora... ancora e pensare che intanto... è inutile riprovare!
Non è vero quello che trovi scritto su una pubblicità attuale: "L'unico modo di combattere una tentazione è... assecondarla!':
Lui perdona e rialza e c'è, c'è sempre. Il suo Telefono non è mai irraggiungibile come i nostri cellulari e ha infiniti numeri quanti sono i nostri cuori.
Hai ragione: è la sua radicalità che ci impressiona, è il suo rifiuto assoluto dei compromessi che tanto piacciono a noi, soprattutto a noi di quest 'epoca storica. Eppure:
Ti cerco: questa è la strada.
Ti evito: questa la nostra paura umana di fronte all'Assoluto e che Lui ci può solo prendere sul serio.
Ti amo: questa è l'esperienza dell'incontro vita nella vita, quando cadi nell'abbraccio dolcissimo e infinito di Dio.
Sì, anche questo fa paura, perché tutti desideriamo e, nello stesso tempo, temiamo l'appartenenza totale.
Questo tormento bellissimo della ricerca di Dio ce lo abbiamo tutti e finirà soltanto quando chiuderemo gli occhi su questa terra... per vederlo.
Lui è in tutti, in ciascuno, semplicemente .
È infallibilmente popolare.
Ciao Francesca e cammina.
Lui sorride alla tua giovinezza.

Don Giosy Cento