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CONFESSIONE  SACRAMENTALE 

Una riflessione


Confessare i propri peccati é una virtú della persona umile che si prepara a ricevere il perdono da Dio.  La prima lettera di San Giovanni raccomanda " Dio é luce e in Lui non ci sono tenebre"  Tutti noi abbiamo momenti di oscuritá  nella vita ma questo non significa camminare nelle tenebre. Camminare nelle tenebre significa essere soddisfatti di se stesso: essere convinti di che non occorre salvezza, non riconoscere i nostri peccati, essere superbi e orgogliosi.  Queste sono le tenebre ! 

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 Guardiamo i nostri peccati e vedremo che siamo tutti peccatori, tutti.  Questo é il punto di partita e se noi confessiamo i nostri peccati il Signore é fedele  e giusto al punto di perdonarci perché conosce la nostra miseria umana.  Questo succede nel sacramento della penitenza (confessione sacramentale)  Confessarsi non é come andare a una tinturaria per pulir i nostri vestiti.  Il confessionario non é una tinturaria ma un incontro con Gesú Cristo che ci aspetta come siamo, non dobbiamo avere vergogna di confessare i nostri peccati perché la capacitá di vergognarsi é propria dell'umile.

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Gesú sempre ci aspetta per concederci il perdono  e il Signore non é un torturatore o grande censore, ma é lovare a Dio che siamo stati salvi per il sacrificio spiatorio assunto dal suo Figlio Gesú.  Gesú ci aspetta con grande ternura e amore e anche quando ritorniamo a peccare dobbiamo ricorrere ancora a Lui, perché sá che il nostro avversario ci vuole mantenere nel peccato, ma Gesú é piú forte infinitamente di questo nostro avversario.  Essere umili e docili sono virtú che Gesú chiede. Dobbiamo chiedere sempre a Dio la grazia di riconoscere la nostra miseria con i suoi peccati  e resta a noi avere il coraggio di procurarLo sempre quando cadiamo nel peccato.
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Siamo tutti  peccatori e questa é la tendenza e la tentazione che ci deve far riflettere. Ricorriamo alla fonte della misericordia con totale fiducia del perdono  e saremo certamente purificati. É bene confessarsi spesso, anche quando non abbiamo  la certezza di aver peccato, perché anche i nostri pensamenti possono essere motivo di  peccato e che noi, infelicemente, non ci diamo conto di questo.......
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AS VIAS DO ESPIRITO

23 Novembro 2014 UMA REFLEXÃO



23 Novembro 2014
UMA REFLEXÃO



No 34° Domingo do Tempo Comum celebramos a solenidade de Nosso Senhor Jesus Cristo, Rei do Universo. As leituras desse domingo nos falam do Reino de Deus e apresentam-nos como uma realidade que Jesus semeou, que os discipulos são chamados a edificar na história,através o amor, e que terá seu tempo definitivo no mundo que há de vir.
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THE WAYS OF THE SPIRIT

San Francisco You think

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San Francisco, You think

O patron saint of our beloved land  enlightens those who govern, so that nothing fails the poor people  and the entire nation can live , quiet days from every point of view.
 You poor man of Assisi, , you left everything to follow Christ, giving your possessions to the poor,  ago that we learn from you to be detached from earthly goods, to be generous to everyone.  You who were called by the Almighty Lord , to rebuild the destroyed church of your time   guide the steps of those who are the representatives of , the Italian people, because in violation of homelands , and through sound and prudent management , reparation for all damage caused to Italy , especially in the moral, economic and social development.



LOS CAMINOS DEL ESPIRITU

DOMINGO 12 DE 0CTUBRE: LECTURA DEL EVANGELIO MATEO 22,1-14

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DOMINGO 12 DE 0CTUBRE:
 LECTURA DEL EVANGELIO MATEO 22,1-14

El Rey invita a unos y otros, nos llama a todos a participar de esa gran fiesta. Pero muchos rechazan su invitación, se justifican de mil maneras, no comprenden la grandeza del don que se les ofrece y lo cambian por unos placeres efímeros y vacíos.
Cristo es el Hijo que celebra sus bodas con una humanidad recuperada para el Padre Dios. Es preciso insistir en la “invitación” hasta hacerla llegar a las “periferias existenciales”. ¿Quiénes son los excluidos, desprovistos del traje de fiesta y, por ello, autoexcluidos de la celebración?

WEGE DES GEISTES

Dalla Pasqua nasce un popolo nuovo

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II domenica
di Pasqua



Dalla Pasqua nasce
un popolo nuovo


PENSIERO DELLA DOMENICA
+ VIDEO CORRELATO
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Dopo la Risurrezione, Gesù apparve dieci volte: alle donne al sepolcro, a Pietro, ai due di Emmaus, a parecchi apostoli in Gerusalemme, assente Tommaso, poi con lui presente, al lago di Tiberiade, al monte di Galilea, a mensa per l’ultima volta, all’Ascensione. Ma non tutto, come dice Giovanni, è stato scritto. Abbiamo celebrato con la liturgia i trionfi della risurrezione ed ora per quaranta giorni, fino all’Ascensione, Gesù deve convincere gli apostoli che con il suo glorioso corpo, non è un fantasma, ma è veramente in carne ed ossa, come loro per tre anni lo avevano sempre visto, standogli accanto. In verità gli apostoli della sua risurrezione, tante volte preannunciata, non avevano capito niente. I discorsi che il Maestro faceva loro, di passione, morte e risurrezione, erano inconcepibili!

Preghiere

SIGNORE: INSEGNACI COME PREGARE Luca 11.2

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SIGNORE: INSEGNACI COME PREGARE

Luca 11.2

Una riflessione
Quando i discepoli chiesero a Gesú come pregare Lui rispose pronunciando le parole della preghiera al Padre Nostro creando cosí un  modello completo e allo stesso tempo universale.  Di fatto, tutto quello che si puó  dire al Padre é contenuto nelle sette richieste che tutti noi sappiamo.  In queste richieste c'é una semplicitá reale e tale che anche un bambino lo apprende e allo stesso tempo una profonditá tale che si puó consumare una vita intera a meditare il senso di ognuna. Non ci parla ognuna di esse di quello che é necessario alla nostra esistenza, diretta a Dio, al Padre ?